intervista

Medici senza frontiere: «Abbiamo detto alle autorità maltesi e italiane che abbiamo cibo per un giorno»

di Nicoletta Cottone


Medici senza frontiere: a bordo dell'Aquarius scorte di cibo per un giorno

2' di lettura

L’Aquarius è ancora in attesa. La nave con 629 persone - tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte - aspetta ancora di avere la destinazione per sbarcare i migranti a bordo, soccorsi sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana nelle acque internazionali davanti alla Libia. Nella sede romana di Medici senza frontiere, che a bordo della nave ha lo staff medico, Marco Bertotto, responsabile Advocacy della Ong, ha sottolineato come ci sia solo un giorno di autonomia sul fronte delle scorte di cibo.

Dove si trova esattamente la nave Aquarius?
«La nave Aquarius in questo momento è a 35 miglia dalle coste italiane e 27 miglia da Malta in attesa di istruzioni. È in quella posizione su richiesta delle autorità italiane».

Che indicazioni ha ricevuto la nave?
«Ha ricevuto quello che in gergo si chiama stand by, cioé un’indicazione di attendere istruzioni. E in questa situazione ci troviamo».

La nave può aspettare ancora? A bordo si sono 629 persone - tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte - c’è acqua e cibo a bordo?
«Abbiamo appena comunicato alle autorità maltesi e a quelle italiane che abbiamo un’autonomia a bordo per non più di un giorno per quanto riguarda le scorte di cibo. E abbiamo un’esigenza di sbarcare al più presto delle persone che hanno subito le condizioni drammatiche delle carceri libiche, che hanno trascorso dalle 20 alle 24 ore in mare. Alcune di esse sono cadute in mare nel corso dei soccorsi. Abbiamo 7 donne incinte, abbiamo 15 persone con ustioni a bordo, abbiamo dei casi di persone che hanno ingerito acqua salata con rischi polmonari che i medici a bordo stanno cercando di prevenire. C’è l’esigenza di sbarcare queste persone il prima possibile in un porto sicuro».

Dove sono stati presi a bordo i migranti?
«Sono stati effettuati due soccorsi da gommoni dalla nostra nave Aquarius e poi abbiamo ricevuto 4 trasferimenti, tre da navi mercantili e uno da nave di Guardia costiera per soccorsi che sono avvenuti in acqus internazionali di fronte alle coste libiche».

Immaginavate di essere al centro di uno scontro così forte fra Italia e Malta e ciosa farete quando finiscono le provviste?
»Continueremo a fare quello che giù stiamo facendo: appelarci alle autorità perchè nel rispetto delle convenzioni internazionali ci venga indicato un porto sicuro dove sbarcare le persone. Non abbiamo altra possibilità che appellarci agli obblighi internazionali e a principi umanitari di base che viogliono che le persone soccorse in mare siamo portate in un luogo sicuro dove possano ricevere le cure di cui hanno bisogno».

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