test d'ingresso il 1° settembre

Medicina resta a numero chiuso, ma conquista altri 2mila posti

Decise le date dei test d’ingresso per i futuri camici bianchi: si parte il 1° settembre. Nessuna modifica ai quiz ma le disponibilità salgono da 11.500 a 13.500

di Eugenio Bruno

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(ANSA)

Decise le date dei test d’ingresso per i futuri camici bianchi: si parte il 1° settembre. Nessuna modifica ai quiz ma le disponibilità salgono da 11.500 a 13.500


3' di lettura

Mai come ora la formazione dei futuri medici è un argomento di stretta attualità. Ne è consapevole anche il ministro Gaetano Manfredi che ha vissuto questo primo mese di epidemia - come gran parte dei sui colleghi di governo - in bilico tra l’esigenza di tamponare l’emergenza coronavirus e la necessità di gestire comunque l’ordinaria amministrazione. In un dicastero peraltro nato da poco per lo sdoppiamento del “vecchio” Miur e, dunque, ancora in piena riorganizzazione. Declinato sul futuro dei “camici bianchi” questo doppio binario ha portato, da un lato, all’abolizione dell’esame di Stato avvenuta con il decreto Cura Italia (che porterà in corsia 10mila giovani) e, dall’altro, alla fissazione delle date (dal 1° settembre in poi) per i test di ingresso a medicina e alle altre facoltà ad accesso programmato. A conferma del fatto che, nonostante le richieste degli studenti, il numero chiuso per ora resta. Unica novità l’aumento a circa 13.500 dei posti a disposizione per le matricole.

IL NUMERO CHIUSO
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Più posti a disposizione

Al Sole 24 Ore del Lunedì l’annuncio lo dà lo stesso titolare dell’Università: «Per quest’anno il nostro obiettivo è di 13.500 posti per il corso di laurea in Medicina e chirurgia. Ho chiesto agli atenei di arrivare a quel numero ma bisogna aspettare che la loro offerta formativa sia completa». Se confermato, l’aumento sarebbe del 16,7% rispetto al 2019, quando l’asticella si era fermata a 11.568 e del 38% rispetto al 2018 quando gli “slot” per i nuovi immatricolati non arrivavano neanche a 10mila (come dimostra il grafico pubblicato in pagina).

Le date dei test

Se il numero dei posti a disposizione per gli aspiranti camici bianchi necessiterà di un successivo decreto per essere confermato, il calendario dei quiz è stato invece già reso noto. Si parte il 1° settembre con le prove di ammissione a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria. Mentre per gli altri corsi ad accesso programmato le date stabilite dal ministero sono le seguenti: Veterinaria, 2 settembre; Architettura, 3 settembre; Professioni sanitarie, 9 settembre; Medicina in lingua inglese (Imat), 10 settembre; Scienze della formazione primaria, 11 settembre; Professioni sanitarie (corso di laurea magistrale), 30 ottobre. Un calendario per cui al momento non è previsto alcun piano B, perché per settembre la speranza fondata è che ci saremo lasciati alle spalle il contagio.

I quiz sulla falsariga del 2019
Lo stress test a cui l’intero mondo della formazione universitaria è sottoposto da settimane e lo spostamento sul web delle attività che fino a un mese fa venivano svolte in presenza (corsi, esami, sedute di laurea) impedisce anche solo di lavorare a una riforma ulteriore del numero chiuso da varare a breve. Allo stesso modo è presumibile che anche lo schema delle prove ricalchi quello rivisto un anno fa dall’esecutivo gialloverde: 60 quesiti, di cui 30 relativi alle materie di indirizzo, con meno logica (che vede scendere le domande da 20 a 10) e più cultura generale (che le vede salire da 2 a 12). E sarebbe confermato anche il quiz psico-attitudinale su www.universitaly.it attraverso il quale tutti gli iscritti possono provare la loro preparazione e il possesso delle skill di base in vista del test vero e proprio.

L’imbuto formativo resta
L’emergenza che stiamo vivendo dal 21 febbraio rende ancora più attuale la risoluzione del cosiddetto “imbuto formativo”. Finché le borse di specializzazione resteranno sottodimensionate il semplice aumento dei laureati in medicina servirebbe a poco. Per quest’anno, grazie alle risorse stanziate dalle legge di bilancio 2020, le disponibilità per gli specializzandi saranno 9mila, ma l’impegno di Manfredi (e del suo collega della Salute, Roberto Speranza) è di aumentarli nelle aree critiche e soprattutto di fare crescere il totale dei posti negli anni a venire.

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