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Mediobanca alza il velo sul piano. Del Vecchio al 9,89%

Oggi cda e conference call. Dalla settimana prossima road show in Europa e Usa

di Antonella Olivieri


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Milano, piazzetta Cuccia. La sede Mediobanca (Fotogramma)

2' di lettura

Mediobanca alza il velo oggi sul piano industriale per il prossimo triennio. Sarà ancora un piano di crescita, ma non sono da attendere discontinuità rispetto al passato. Resterà l’articolazione tra i tre rami di attività: investment banking, credito al consumo e wealth management. Quest’ultima è la diversificazione più recente e quella che dovrà essere ancora sviluppata per alzare la redditività. Generali, di cui Piazzetta Cuccia detiene il 13%, resterà come “riserva” cui attingere nel caso di presentassero opportunità di M&A rilevanti.

Il piano sarà presentato oggi alle 9 al consiglio di amministrazione col quale è stato discusso negli ultimi sette mesi, passo a passo. Nel primo pomeriggio è prevista la conference call con gli analisti mentre dalla settimana prossima l’ad Alberto Nagel sarà in road-show facendo tappa in Europa e negli Usa. Nell’ultima conference call per illustrare l’andamento del primo trimestre dell’esercizio 2019-2020 Nagel aveva detto che si sarebbe confrontato anche con Del Vecchio, ma al momento non risultano appuntamenti in agenda.

Il sostegno a Generali, in ottica di crescita, pare essere comunque un punto chiave delle motivazioni d’intervento di Leonardo Del Vecchio, salito a ridosso del 10% di Mediobanca. Dalle comunicazioni Consob la partecipazione risulta cresciuta al 9,889% alla data del 6 novembre quando UniCredit ha collocato sul mercato la propria quota tramite accelerated bookbuilding. La partecipazione del patron di Luxottica, che ne fa il primo singolo azionista, risulta così suddivisa: il 9,371% è in mano a Delfin, lo 0,203% fa capo a Aterno e lo 0,316% a Dfr investment (entrambe controllate al 100% da Delfin). Parallelamente, UniCredit è passato dal precedente 8,848% allo 0,258%. La partecipazione residua, ha precisato a Consob l'istituto guidato da Jean-Pierre Mustier, è detenuta da UniCredit Bank Ag «a titolo di negoziazione a breve termine».

Secondo quanto ricostruito nel weekend dall’Adn Kronos da Bruxelles, le tre finanziarie di Del Vecchio, che hanno tutte sede al numero 7 di Rue de la Chapelle a Lussemburgo, sono in parte finanziate da UniCredit. Al 31 dicembre dell’anno scorso Aterno aveva attinto 150 milioni da una linea di credito con UniCredit International bank, Dfr 109,16 milioni. Delfin, che è il principale finanziatore delle due controllate, a fine 2018 aveva una linea di credito da 2,1 miliardi utilizzata per 438 milioni e una seconda per 400 milioni, utilizzata per 200 milioni. Non ci sono dettagli sulla banca erogatrice, ma anche qui in passato risultava UniCredit, di cui Del Vecchio è cliente e azionista.

In Borsa il titolo ha chiuso invariato a 10,435 euro, dopo aver toccato un massimo di 10,96 euro lo scorso 4 novembre. Del resto Delfin è arrivata per il momento al limite del 10% che non può superare se non dopo aver avuto l’autorizzazione della Bce. La richiesta formale non è ancora stata inoltrata, anche se nelle settimane scorse c’è già stato un incontro informale con la Banca d’Italia, cui compete curare l’istruttoria.

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