La partita per Generali

Mediobanca: Benetton escono da patto light. «Volontà di non schierarsi». Del Vecchio: modifiche a governance

«La disdetta si colloca nell'ambito del percorso di ridefinizione delle linee strategiche dl gruppo e ha l'obiettivo di mantenere l'assoluta neutralità della visione di Edizione in relazione alle partecipazioni finanziarie detenute»

(ANSA)

2' di lettura

La Edizione Srl dei Benetton, detentrice del 2,1% in Mediobanca per il tramite della sua controllata Schematrentatre, rende noto che è stata inviata disdetta dell'accordo di consultazione fra i soci Mediobanca sottoscritto in data 28 dicembre 2018 e in scadenza il 31 dicembre 2021.

Così annuncia una nota della società, spiegando che «la disdetta si colloca nell'ambito del percorso di ridefinizione delle linee strategiche dl gruppo e ha l'obiettivo di mantenere l'assoluta neutralità della visione di Edizione in relazione alle partecipazioni finanziarie detenute, con la volontà di non schierarsi nelle attuali vicende che occupano Mediobanca, pur esprimendo pieno apprezzamento per l'attività svolta dal suo management».

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I Benetton sono coinvolti nella partita per Generali, di cui controllano quasi il 4 per cento.

Delfin (Del Vecchio) presenta proposte di modifiche a statuto

Intanto Delfin, la holding di Leonardo Del Vecchio, ha chiesto di integrare l’ordine del giorno dell’assemblea di Mediobanca del 28 ottobre prossimo proponendo di «eliminare il requisito statutario secondo cui tre amministratori (nel caso in cui il consiglio abbia più di tredici componenti) devono essere dirigenti del gruppo Mediobanca da almeno tre anni e altresì di incrementare il numero degli amministratori di minoranza», con la previsione che «più liste possano concorrere alla nomina di tali amministratori». Lo si legge in una nota.

Delfin non intende revocare attuale Cda

Delfin rassicura di non voler provocare ribaltoni ai vertici di Mediobanca. La finanziaria, è scritto in una nota, «non prevede né intende revocare l'attuale consiglio di amministrazione prima del termine del suo mandato».
Il comunicato spiega ancora che la proposta di modifica allo statuto della banca «non persegue lo scopo di sostituire gli attuali amministratori o manager della banca, quanto piuttosto quello di assicurare che, d'ora in avanti, questi operino all'interno di un quadro di regole di corporate governance coerente con le best practice e siano fortemente incentivati a porre al centro la creazione di valore per tutti gli azionisti, lasciando al consiglio di amministrazione e agli azionisti – come accade in qualsiasi altra società – il diritto di decidere in ultima istanza chi debba gestire la banca».

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