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Mediobanca-Del Vecchio, quando l’arbitro aziona la Var sulle scalate di Borsa

Se nel 1997 non fosse intervenuta la Cob (la Consob francese) a rinviare sine die l'Opa lanciata dalle Assicurazioni Generali, il Leone di Trieste avrebbe conquistato la grande compagnia assicurativa francese Agf.

di Alessandro Graziani


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2' di lettura

Se nel 1997 non fosse intervenuta la Cob (la Consob francese) a rinviare sine die l'Opa lanciata dalle Assicurazioni Generali, il Leone di Trieste avrebbe conquistato la grande compagnia assicurativa francese Agf.

Invece l'intervento, ovviamente lecito ma nei nei fatti “dilatorio”, dell'Authority francese dette il tempo ad Agf (e forse anche al Governo francese) di organizzare le contromosse e portò alla spartizione di Agf tra i tedeschi di Allianz e Generali.

Dilazionare i tempi in campo finanziario, dove il tempo resta denaro anche nell’era dei tassi zero, può risultare decisivo per l'esito di qualunque operazione che necessiti di autorizzazioni da parte delle varie Vigilanze.

È troppo presto per dire se l’intervento di Consob e Procura di Milano sulla scalata di Leonardo Del Vecchio a Mediobanca inciderà o no sulla partita. È probabile che - ove richiesta - un'eventuale a utorizzazione da parte della Vigilanza Bce per far salire Del Vecchio oltre il 10% di Mediobanca, a questo punto appia più difficile in tempi rapidi, almeno finché non sarà fatta chiarezza sull'acquisto dell'iniziale 10% su cui le Autorità italiane hanno deciso di indagare.

Se nel campionato di calcio per rivedere gli episodi contestati è stata introdotta la Var, che come noto ha esiti contestabili ma almeno dura pochi (o troppi?) minuti, in materia finanziaria la Var delle Autorità (Vigilanza Bancaria, Consob, Procure e Tar vari) può durare tempi imprecisati e, pur senza volere, condizionare le battaglie finanziarie.

La lunga storia di casi “stoppati” da interventi delle Autorità è lunga. Basti pensare, per restare in campo bancario, alla doppia Opa che sul finire degli anni ‘90 fu lanciata da UniCredit e Sanpaolo, rispettivamente, su Comit e Banca di Roma. La Banca d'Italia, che doveva autorizzare le due operazioni, si mise di traverso e dilazionò i tempi finché le operazioni sfumarono.

Sorte analoga ebbero nel 2005, ma all'epoca con Bankitalia a favore e Procura di Milano contro, le tre scalate di Unipol a Bnl, di Popolare Lodi ad AntonVeneta e dell'immobiliarsta Stefano Ricucci a Rcs.

Non fu scalata ma «riassetto di sistema», anche il recente salvataggio di FondiariaSai dei Ligresti da parte di Unipol (e Mediobanca). Anche in quel caso, decisivi furono i vari interventi di Procure, Consob e Ivass. La Var disse che era tutto regolare. In Italia arbitrare non è mai facile.

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