patto, possibile disdetta anticipata al 30 settembre

Mediobanca, nella lista del patto per il nuovo cda Alierta e Tononi

di Giuliana Licini

Alberto Nagel (Imagoeconomica)

3' di lettura

Ci sono Cesar Alierta e Massimo Tononi nella lista dei 15 candidati al cda che saranno proposti dal patto di sindacato di Mediobanca all'assemblea del 28 ottobre e che è stata approvata oggi dai pattisti. Oltre al presidente della banca Renato Pagliaro, all'ad Alberto Nagel e al dg Francesco Saverio Vinci, sono confermati nel board Maurizia Angela Comneno (vice-presidente), Marie Bolloré, Maurizio Carfagna, Maurizio Costa, Elisabetta Magistretti e Alberto Pecci (vice-presidente). Valerie Hortefeux entra in quota Bolloré, mentre escono dal board sia Vanessa Laberenne, sia Tarak Ben Ammar. Tra le new entry anche Gabriele Villa, mentre esce Angelo Casò. «Il raddoppio dei posti dedicati alle minoranze - ha commentato Così Alberto Nagel, ad di Mediobanca - il maggior numero dei consiglieri indipendenti e la loro particolare qualificazione professionale contribuiscono a un netto miglioramento della governance della banca».

In linea con le attese, dal cda di Mediobanca escono anche Gilberto Benetton, per limiti di età e Marco Tronchetti Provera. Come è noto, Pirelli ha disdettato il patto. Alierta, attuale presidente della Fondazione Telefonica, è stato presidente di Telefonica dal 2000 al 2016 ed è una delle personalità più influenti nel mondo economico e finanziario spagnolo. È stato anche nel cda di Telecom Italia, quando Telefonica era l'azionista principale. È stato scelto per rafforzare la componente internazionale. Massimo Tononi, attualmente presidente Prysmian, ha lavorato a lungo a Goldman Sachs ed È stato presidente del cda di Mps dal settembre 2015 al novembre 2016. Valerie Hortefeux, 50 anni, è consigliere indipendente di professione e siede anche nel board di Blue Solutions (gruppo Bolloré) e della Generale de Santé. Gabriele Villa è docente all'Università Cattolica, dove è professore associato di Economia aziendale. Attualmente fa parte del collegio sindacale di Mediobanca e di altre società quotate.

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Come sottolinea la nota diffusa dalla presidenza del patto, «la lista dei candidati al cda è stata stilata tenendo conto delle nuove disposizioni statutarie che prevedono due posti per le liste di minoranza e della “Relazione sulla composizione quali-quantitativa del consiglio di amministrazione” approvata dal cda lo scorso 14 giugno, con l'obiettivo di assicurare una maggioranza di consiglieri indipendenti e un'appropriata continuità di presenze e competenze».

La relazione sulla composizione del cda, redatta dal consiglio uscente, in effetti esprime l'auspicio che la lista del cda abbia 15 amministratori, di cui almeno 3 scelti tra i dirigenti, la riconferma di almeno 9 amministratori tra quelli uscenti «per assicurare continuità nella gestione aziendale e nella composizione dei Comitati», almeno metà dei consiglieri indipendenti «al fine di raccogliere Il consenso di investitori istituzionali», il rafforzamento delle competenze macro-economiche e quantitative, così come il rafforzamento «del fattore diversità, nella proiezione internazionale, indipendentemente dalla nazionalità».

Oltre a questo, i consiglieri uscenti raccomandano al nuovo cda di esaminare la possibilità di adottare il sistema monistico, che a differenza di quello tradizionale (che prevede la presenza di un collegio sindacale) affida i controlli a un comitato interno al board. Tale configurazione aderisce meglio alla normativa europea. Proprio nell'ottica delle indicazioni in sede Ue, ottica la lista dei candidati al cda annunciato oggi potrebbe essere l'ultima proposta dal patto di sindacato, perché al prossimo rinnovo il compito potrebbe spettare al board uscente, come del resto già previsto dallo Statuto di Mediobanca. Del resto il patto - considerato anche l'annuncio odierno della possibilità di anticipare le disdette dopo solo un anno, nel 2018 - quando ci sarà il prossimo rinnovo del cda nel 2020 potrebbe gia' appartenere alla storia passata di Mediobanca.

Il patto di Mediobanca che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo avrà una finestra anticipata per le disdette dopo un anno, nel 2018. Come indica una nota «l'assemblea del patto di Mediobanca ha deliberato che in caso di rinnovo dell'accordo, ciascun Partecipante possa dare disdetta anticipata entro il 30 settembre 2018, con effetto dal 31 dicembre 2018. In tale caso l'accordo rimarrà in vigore sino alla scadenza ultima (31 dicembre 2019) tra i partecipanti che rappresentino almeno il 25% del capitale di Mediobanca».

La scadenza anticipata pare prefigurare che il patto si avvia allo scioglimento definitivo. Il patto attualmente controlla il 30,7% del capitale, ma dal 2018 scenderà al 29% circa, tenendo conto della disdetta della Pirelli (1,79%). L'assemblea del patto - precisa la nota -ha preso atto dell'uscita di Pirelli e precisa che si tratta dell'unica disdetta pervenuta finora. Il termine ultimo per le disdette è il 30 settembre.

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