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Mediobanca mette sul piatto 2,5 miliardi tra cedole e buyback

di Antonella Olivieri


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(© Paolo Poce)

3' di lettura

Un piano «controcorrente» l’ha definito l’ad di Mediobanca Alberto Nagel. Perchè pur in un contesto difficile, e previsto ancora in peggioramento, promette la crescita «con opportunità in tutti i business» e investimenti in capitale umano e tecnologia. Nell’arco di piano - quattro anni per allinearlo alla scadenza del board - è previsto un ampliamento di personale di oltre mille unità, con 400 assunzioni fisse nell’organico di gruppo che passerà da 4.800 a 5.200 unità. E con 250 milioni di risorse da convogliare sull’innovazione. Il tutto con l’attenzione a massimizzare il ritorno per gli azionisti, gestendo con più flessibilità il capitale in eccesso. Tra dividendi (1,9 miliardi) e buy-back (dai 300 ai 600 milioni), la remunerazione degli azionisti aumenterà del 50% rispetto al precedente quadriennio, raggiungendo 2,5 miliardi. La cedola aumenterà dai 47 centesimi per azione a 60 centesimi a fine periodo, con un incremento del 10% per il primo anno e del 5% nei successivi. Il riacquisto di azioni proprie, che saranno annullate, sarà effettuato fino a un massimo del 2% all’anno e calibrato in modo da mantenere il Cet1 al 13,5%, sotto all’oltre 14% di oggi.

Da qui al 2023 è previsto che i ricavi salgano del 4% in media annua raggiungendo i 3 miliardi. Del 4% all’anno crescerà anche l’utile per azione, mentre il ritorno sul capitale tangibile dovrebbe aumentare dal 10% all'11%. L’area dove è previsto il maggiore sviluppo è quella del wealth management, dove il ritorno sul capitale allocato (Roac) raggiungerà il 25% (oggi è al 16%). In quest’area il personale addetto salirà da 900 a 1.400 professionisti. I ricavi sono visti in crescita dell’8% all’anno a 700 milioni. Già oggi il wealth management è la prima fonte di commissioni del gruppo.

L’area consumer banking/credito al consumo manterrà un Roac del 28-30%, sostanzialmente stabile, con un’espansione della rete che mira a occupare gli “spazi fisici” lasciati liberi dagli sportelli delle banche che chiudono. Ricavi in crescita organica del 3% annuo a 1,1 miliardi, senza tener conto dell’acquisizione indonesiana, che non è ancora sta completata.

L’investment banking aumenterà il ritorno sul capitale allocato di un punto dal 15% al 16%, +6% all’anno la crescita dei ricavi a 800 milioni. L’obiettivo è di diventare il punto di riferimento delle medie imprese italiane e il rafforzamento in Europa, in particolare nel capital market, per «confermarsi interlocutore privilegiato delle imprese medio-grandi nei tre Paesi di riferimento, Italia, Francia e Spagna». Attenzione particolare all’M&A, seguendo il modello dell’acquisizione di Messier Maris, boutique finanziaria che è la terza banca d’affari in Francia. Il rafforzamento in Francia, secondo l’ad, porterà ad ampliare l’attività di advisory anche nei Paesi confinanti, vista la rilevanza del mercato corporate transalpino.

Per Generali, l’unica partecipazione “stabile” in portafoglio, sparisce la previsione di limare la quota del 13%, dal momento che non ci sono più pressioni regolamentari. Resta però l’idea di mantenere la “riserva” di capitale per attingervi nel caso di operazioni di largo respiro che interessino a Mediobanca, senza escludere la possibilità di accompagnare la partecipata assicurativa in eventuali transazioni.

L’espansione tramite acquisizioni resta dunque un’opzione per Mediobanca. «Saranno considerati target di interesse aziende che possano accelerare il processo di crescita nelle aree di attività caratteristiche del gruppo – spiega una nota – con preferenza per i business a basso assorbimento di capitale ed elevato contenuto di commissioni». Nessun interesse per le attività dismesse dalle altre banche europee che stanno ridimensionando l’attività di investment banking. «Diventare più grandi sì, ma non con i bilanci delle banche più grandi - ha chiosato Nagel - Non andiamo dietro a ipotesi di gigantismo che comportano rischi». Vedi il caso di Rbs, che ha dovuto poi essere salvata dallo Stato.

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