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Mediobanca muove in Svizzera sull’asset management Ram Ai

di Antonella Olivieri


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(OLYCOM)

3' di lettura

Mediobanca ha raggiunto un accordo per rilevare il 69% della società di asset management svizzera Ram Ai, ma i soci fondatori - Maxime Botti e Emmanuel Hauptmann - resteranno impegnati in azienda e nel capitale, con una quota «significativa» almeno per i prossimi dieci anni. Il controvalore della transazione non è stato reso noto, ma Equita stima in 180 milioni di franchi svizzeri il 100% della società ginevrina che, nata nel 2007, è diventata «uno dei principali gestori sistematici europei» - come spiega una nota di Piazzetta Cuccia - offrendo «un’ampia gamma di fondi alternativi con gestione equity sistematica fondamentale e fixed income discrezionale» a clientela istituzionale e professionale. Ram Ai gestisce poco meno di 5 miliardi di franchi svizzeri, per oltre il 90% in maniera “sistematica” su titoli azionari quotati e liquidi, che significa che i capitali sono gestiti con sofisticati algoritmi sulla base però di un’accurata analisi fondamentale che utilizza una massa enorme di dati, mentr e il 5% circa di reddito fisso è sottoposto a gestione attiva ma con l’intervento di portfolio manager, cioè “umani”.

Più che l’importo, conta la valenza strategica dell’operazione che, dopo l’acquisizione della londinese Cairn Capital, è un altro passo nella direzione del rafforzamento della terza gamba, sulla quale poggia il piano industriale di Mediobanca, nell’asset management specializzato e di alto bordo. Per Mediobanca significa poter disporre di una piattaforma sofisticata di intelligenza artificiale, a servizio di tutto il gruppo, con un mix di rischio, controllo del rischio e rendimenti paganti nel lungo periodo che si presta a essere utilizzato sia per i servizi di private banking che per il retail.

L’ad Alberto Nagel, ha sottolineato infatti che nell’ambito del piano «Mediobanca è fortemente impegnata nella creazione e sviluppo di un business di alternative asset management, attraverso la creazione di partnership strategiche con selezionati operatori dotati di team di gestione di qualità, ottimi track record e piattaforme scalabili». La piattaforma di Ram Ai, in particolare, potrà integrarsi con quella di Mediobanca e diventare «la base per lo sviluppo di strategie sistemiche di gruppo e un centro di innovazione e generazione di nuove idee d’investimento».

Ram Ai, assicura la nota della banca d’affari milanese, «continuerà a gestire l’operatività quotidiana e manterrà la propria indipendenza organizzativa, potendo altresì beneficiare di una solida struttura istituzionale, dell’apporto di seed capital di lungo termine che contribuirà a promuovere l’innovazione e la ricerca e di un più ampio network distributivo in Europa». La nota aggiunge che i partner fondatori reinvestiranno una «porzione significativa» dei proventi della transazione nei fondi della società, mentre il socio-investitore istituzionale storico, il gruppo Reyl, una banca privata svizzera che deteneva il 45%, manterrà una quota del 7,5% e continuerà a operare come partner e anchor investor nei prodotti di Ram Ai. Il closing, una volta ottenute le previste autorizzazioni delle Autorità competenti, è previsto nella prima metà del 2018.

Per Mediobanca l’acquisizione, in un settore a elevato apporto di commissioni e basso assorbimento di capitale regolamentare, significa aumentare del 15% le masse gestite o amministrate rispetto ai 30 miliardi riportati alla chiusura dell’esercizio, incrementare del 10% i ricavi commissionali di gruppo rispetto ai 500 milioni di fine giugno, e aumentare, nello specifico, le commissioni dall’area private equity/asset management del 30% rispetto ai 134 milioni del 30 giugno.

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