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Mediobanca, Del Vecchio plaude al piano di Nagel. «Direzione giusta»

Mediobanca e Generali, ha dichiarato il presidente di Delfin, «rappresentano un pezzo strategico del nostro sistema economico. Per questo il mio obiettivo è contribuire a creare un azionariato stabile che aiuti le società a crescere e avere successo nel mondo»


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(REUTERS)

2' di lettura

«Il piano di Mediobanca presentato dall'amministratore delegato Alberto Nagel presenta obiettivi sfidanti che vanno nella direzione auspicata da Delfin». Lo afferma in una nota Leonardo Del Vecchio, aggiungendo di «apprezzare lo sforzo fatto dal management» e di essere «soddisfatto dei risultati economici raggiunti» dall'istituto. Mediobancae Assicurazioni Generali, prosegue il presidente di Delfin, «rappresentano un pezzo strategico del nostro sistema economico e hanno bisogno di stabilità. Per questo il mio obiettivo è contribuire a creare un azionariato stabile che aiuti le società a crescere e avere successo nel mondo». Allusione alla creazione di un nocciolo duro? Si vedrà.

All'Italia, ha aggiunto Del Vecchio, «servono investitori e imprenditori in grado di sviluppare le sue imprese. Sono un imprenditore italiano e il mio percorso testimonia, da sessant'anni e con fatti concreti, il mio amore e l'attaccamento per questo Paese. È con tale spirito che, sostenuto dalla mia famiglia, ho deciso di realizzare questo investimento in un settore in cui l'Italia deve giocare da protagonista».

Del Vecchio, fondatore del gigante dell’occhialeria Luxottica e uomo più ricco d’Italia, la settimana scorsa è diventato il maggiore azionista di Mediobanca con una partecipazione di poco inferiore al 10% dopo che il partner storico della banca di Piazzetta Cuccia, UniCredit, ha venduto la sua intera partecipazione. Del Vecchio, 84 anni, ha raggiunto l’obiettivo della sua partecipazione nella merchant bank in meno di due mesi. Detiene inoltre il 4,8% di Generali, terza compagnia di assicurazioni in Europa.

Le osservazioni da lui espresse il mese scorso erano state interpretate come una critica aperta alla strategia di Nagel. Del Vecchio aveva affermato che Mediobanca era troppo dipendente dalla sua divisione di credito al consumo e dai proventi della sua partecipazione in Generali.
L’imprenditore di Agordo aveva esortato la banca a sostenere invece le sue attività di investment banking, anche attraverso acquisizioni.

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