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Mediterraneo e linee d’acqua alla Biennale dello Stretto

di Donata Marrazzo

2' di lettura

È il Mediterraneo, spazio fisico e di pensiero, a ispirare due fra gli eventi più interessanti che prenderanno il via fra Calabria e Sicilia nei prossimi giorni.

Torna la “Biennale dello Stretto”, che guarda al Mare Nostrum come a una piattaforma culturale e produttiva, un campo progettuale che va dal tratto europeo a quello africano, proponendosi di dare, dal 30 settembre al 4 ottobre, tra Reggio Calabria e Messina, una dimensione reale e concreta a ciò che del Mediterraneo resta invisibile. Il focus di questa edizione sono le linee d’acqua (di crinale, di piana e di costa) che accomunano i territori delle tre rive in differenti declinazioni, per discutere, con ospiti di caratura internazionale, di città e territorio, di architettura e progetto, di responsabilità. E dello Stretto come cassa di risonanza: l’acqua – mediterranea – che «interseca il progetto dell’architettura, del paesaggio, dell’arte».

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Intervengono, fra gli altri, l’algerino Amine Benaissa, professore di urbanistica all’università Sorbona di Parigi, e l’architetto Livio De Luca, direttore di ricerca al Cnrs, (Cnr francese) che guida il cantiere digitale di Notre-Dame. L’idea, promossa da 500x100 Italia, è di Alfonso Femia, urbanista e designer, e di Francesca Moraci, architetta esperta in pianificazione territoriale. (Info su mediterraneiinvisibili.com).

«Concept design festival» debutta, invece, a Cosenza per celebrare il design, sulle orme del pensiero meridiano di Franco Cassese, tra simboli di cultura e modelli innovativi che, coniugando bellezza, utilità, sensibilità a bisogni e relazioni, generano nuove espressioni e un nuovo pensiero critico. Con un calendario articolato in mostre, talk, installazioni, workshop, dal 22 settembre al 28 ottobre, l'evento centra l'attenzione sulle migliori esperienze di progetto dell'abitare e le fonde con nuove esigenze etiche, ambientali, sociali, urbane. Traiettorie evolutive, interdisciplinari che ridisegnano presente e futuro in chiave sostenibile.

Coinvolti spazi iconici della città, dalla Galleria nazionale di Palazzo Arnone (fra le mostre in programma, “La natura radicale”, sul corpo femminile come impronta ecologica di Adele Ceraudo) al museo dei Bretti e degli Enotri (previsto un reading dei testi di Giò Ponti).

Ideato dagli architetti Pino Scaglione, docente di Architettura all'università di Trento, e Domenico De Rito, esperto di light design, il festival prelude alla nascita di “mee. D Academy” «per avviare in Calabria un percorso formativo sul design ecologico e rigenerativo», spiega De Rito. E preannuncia l'apertura della sede cosentina di Sou, scuola di architettura per bambini, creata a Favara, in provincia di Agrigento, da Farm cultural park, diretta dall'architetta Rosanna Algieri.

Attesi Florinda Saieva e Andrea Bartoli, fondatori del centro di produzione culturale siciliano che è diventato negli anni modello di rigenerazione urbana che fa scuola nel mondo. (Info su meedacademy.eu.).

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