Debito pubblico

Mef: fabbisogno 2021 ben inferiore a stime, costo raccolta al minimo storico

Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico del ministero dell'Economia: nel 2022 il Tesoro ha in cantiere l’emissione di almeno un nuovo BTp Futura ed è «possibile» che anche il BTp Italia torni nuovamente ad essere offerto dopo lo stop del 2021

Il direttore generale del Tesoro (Mef), Alessandro Rivera (foto Ansa)

4' di lettura

«Nel 2021 abbiamo registrato un miglioramento davvero significativo del fabbisogno dello Stato, che risulterà decisamente inferiore anche alle stime della Nadef di pochi mesi fa». Lo ha detto il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, durante una conferenza stampa per la presentazione delle Linee guida sul debito 2022. Anche per il 2022 - ha anticipato Rivera - nonostante un deficit primario fino al 2024, si prevede «un ulteriore miglioramento del fabbisogno e quindi minor debito netto» e un rapporto debito/Pil anch’esso «in ulteriore discesa nei prossimi anni», grazie a un costo medio del debito «sensibilmente inferiore» alla crescita nominale.

Nel 2021 costo medio raccolta al minimo storico 0,1%

«Sul piano del costo medio della raccolta, nel 2021, si è toccato il minimo storico per la Repubblica Italiana, pari a 0,1%, dallo 0,59% nel 2020», ha continuato Rivera. Nel corso del 2021, attraverso la politica di emissione massa in pratica dal Tesoro, è stata anche allungata la vita media del debito italiano che è arrivata a 7,12 anni. Riguardo alla dinamica delle emissioni, Rivera ha segnalato che il 2021 si è chiuso «con volumi molto significativi rispetto ai livelli pre-pandemia e pari a 318 miliardi sul medio-lungo termine». L’ammontare è inferiore al livello del 2020 (369 miliardi) ma comunque più elevato rispetto alla media ante crisi (249 miliardi nel 2018 e 253 miliardi nel 2019).

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Iacovoni, nel 2022 una o due emissioni BTp Futura, possibile BTp Italia

Nel 2022 il Tesoro ha in cantiere l’emissione di almeno un nuovo BTp Futura ed è «possibile» che anche il BTp Italia torni nuovamente ad essere offerto dopo lo stop del 2021. Lo ha annunciato Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico del ministero dell'Economia, nel corso della presentazione delle Linee guida per la gestione del debito pubblico nel 2022. «Confermiamo per il 2022 una emissione di BTp Futura e valuteremo se c'e' spazio per una seconda emissione», ha detto Iacovoni che ha definito «possibile» che torni ad essere offerto anche il BTp Italia.

Nel 2022, ha detto, c'è «un piccolo BTp Italia in scadenza ed è possibile che venga riaperto questo strumento anche se c'e' da gestire la questione dei tassi negativi». Per il BTp Italia, ha detto Iacovoni, è possibile che vengano messi a punto «accorgimenti» al fine di rendere appetibile questo strumento per il retail anche in un contesto di tassi reali negativi come quello attuale.

Da Bce nel 2022 copertura ampia bond Italia

Secondo Iacovoni, da parte della Bce, alla luce dei cambiamenti annunciati dopo il Consiglio direttivo, «sembra di poter vedere una copertura solida, ampia sulle emissioni nette, sicuramente ben oltre la metà» degli 80-90 miliardi netti stimati dal Tesoro per il 2022. «Fra l’altro va detto - ha continuato Iacovoni - che la Bce ha fatto presente che in caso di necessità ci potrebbe essere la riapertura del Pepp (il programma di acquisti per l’emergenza pandemica che termina a marzo 2022, ndr) in termini netti». Inoltre «è non poca cosa anche l’annuncio, da parte della presidente Christine Lagarde, che la Bce allungherà la finestra temporale per il reinvestimento dei titoli che arrivano scadenza almeno fino al 2024».

Rivera, emissioni 2021 giù a 478 miliardi fabbisogno meglio di stime

Rivera nel suo intervento ha spiegato che il 2021 è stato sul fronte dei titoli di Stato un «anno ancora con volumi molto significativi rispetto alla media delle emissioni pre-crisi» ma anche con «un significativo miglioramento del fabbisogno, che risulterà anche inferiore alle stime della Nadef». Parlando di «prospettive incoraggianti pur in un contesto complesso» Rivera ha ricordato come l’anno che si sta per chiudere ha visto emissioni di titoli a medio-lungo termine per circa 318 miliardi e di Bot per 160 miliardi, valori «decisamente al di sotto» dei corrispettivi dati del 2020, che si è chiuso rispettivamente con emissioni per 369 e 182 miliardi. «Anche quest’anno - ha continuato Rivera - resta un ammontare superiore» alla media pre-Covid, con valori per il medio-lungo termine di 249 miliardi nel 2018 e di 253 miliardi nel 2019.

Linee guida debito, dal 2022 emissioni con nuove Cac

Tutti i nuovi titoli di Stato italiani a medio e lungo termine saranno emessi con le Clausole di azione collettiva (Cac) semplificate a partire dai primi mesi del 2022: lo comunica il Mef nelle Linee guida sulla gestione del debito pubblico, recependo così le modifiche alle Cac introdotte dalla lunga e discussa riforma del trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). A partire dal primo giorno del secondo mese successivo all’entrata in vigore delle modifiche al Trattato europeo istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità - spiega il documento - tutti i nuovi titoli di Stato con scadenza superiore all’anno saranno emessi con Clausole di Azione Collettiva di tipo cosiddetto “single limb”. La riforma entrerebbe in vigore agli inizi del 2022. Le vecchie Cac, per modificare i termini dei titoli in maniera giuridicamente vincolante per tutti i creditori, richiedono la maggioranza qualificata dei detentori in un doppio voto, sia per l’insieme di tutti i titoli oggetto della proposta di modifica, sia per ogni singolo titolo (c.d. modello “dual limb”). La nuova tipologia di Cac - incidendo il nodo cruciale delle ristrutturazioni - richiederà invece la sola maggioranza del voto dei detentori dell’insieme dei titoli oggetto di modifica, prevedendo tuttavia la possibilità per l’emittente di effettuare sub-aggregazioni di titoli in base alla loro tipologia per garantire un trattamento equo a ogni creditore.

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