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Megalomane, chiassoso e folle. Tutto sul ritorno di Borderlands

Dopo sei anni di attesa ecco Borderlands 3. La serie ha venduto più di 48 milioni di copie in tutto il mondo e oggi si conferma il più divertente sparatutto in circolazione

di Luca Tremolada

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Dopo sei anni di attesa ecco Borderlands 3. La serie ha venduto più di 48 milioni di copie in tutto il mondo e oggi si conferma il più divertente sparatutto in circolazione


2' di lettura

C’è una missione secondaria in Borderlands 3 dove ti viene chiesto di rimettere in piedi un negozio di hamburger per dare da mangiare ai rifugiati. Tu vai, parli con Burger Bot che è un robot che fa panini, va a cercare gli ingredienti che poi è carne di una specie di ratto mutato e intanto fai fuori orde di nemici come se non ci fosse un domani. Quando tutto è pronto Burger Bot va a consegnare il panino al cattivo di turno Archer Rowe che ti tocca eliminare in un tripudio di proiettili ed esplosioni.

Il trailer ufficiale di Borderlands 3

Borderlands 3 è un po’ tutto così, megalomane e chiassoso, frenetico e folle, iper-violento e sboccato. Ed è il suo bello. La serie ha venduto più di 48 milioni di copie in tutto il mondo. E oggi il terzo capitolo si conferma il più divertente sparatutto in circolazione

La storia
I cattivi sono i Gemelli Calypso, una coppia di streamer superstar spaziali, con un ego smisurato. Tu sei un cacciatore-esploratore schizzato, a caccia di tecnologie intergalattiche chiamato a scoprire i segreti delle cripte. Diciamo che la storia non è eccessivamente articolata. Il sapore è quello del western, l’ambientazione è quella post-apocalittica alla Mad Max e l’orizzonte è quello di una parodia divertente e divertita del genere sparatutto.

Cosa ci è piaciuto. Da apprezzare l’attenzione maniacale per le armi, (davvero numerosissime) la varietà di proiettili e la passione per il suono come il “clank” metallico dei caricatori che accompagna ogni raffica di piombo. Si percepisce l’amore dello sviluppatore Gearbox per le statistiche degli scontri a fuoco, per tutti i dettagli dei combattimenti. Quello che avviene dentro Borderlands è intuibile: spari, apri scatole, prendi le armi migliori e gestisci l’inventario. Poi sorridi delle gag dei nemici eliminati e insiste ad andare avanti per battere il boss di turno. Certi giochi, sono così, tanto semplici da filare via dritti. Le ore passano e non te ne accorgi del tempo che passa.

Cosa non ci è piaciuto. Prima dobbiamo ricordare che capolavori come Destiny devono molto a Borderlands. Chiusa la doverosa premessa vale la pena notare che i ragazzi di Gearbox non si sono sforzati molto nell’innovare questa fortunata formula che interpreta il loot shooter con elementi di gioco di ruolo. Certo, alla lunga tende a ripertersi ma il ritmo, la curiosità per i guerrieri fuori di testa, le gag di Claptrap (il robottino) e la follia dei nemici ti spingono ad andare avanti, fino alla fine.

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