Automotive

Melfi si ferma per una settimana, cig e forniture a singhiozzo per la fabbrica lucana

A Melfi metà della produzione totale di auto - Recupero dei volumi nel primo trimestre del 2021, ma restano i problemi in tutti i poli Stellantis in Italia

di Filomena Greco

3' di lettura

Chiude dal 3 al 10 lo stabilimento Stellantis di Melfi. Nel polo in provincia di Potenza vengono prodotte le Jeep Renegade e Compass e la Fiat 500 x. Si tratta della fabbrica che da sola sforza la metà delle autovetture prodotte in media in Italia durante un anno. La fermata, insieme alla mancata introduzione del terzo turno di lavoro e ai persistenti problemi di fornitura dei semiconduttori, preoccupano le organizzazioni sindacali che denunciano pesanti riflessi sui salari dei lavoratori.

I numeri di Melfi

Secondo l’ultima rilevazione della Fim-Cisl, nei primi tre mesi del 2021 a Melfi sono state prodotte 63.805, il 29% in più rispetto al 2020, periodo comunque caratterizzato dal lockdown per l’allarme Covid-19. Nonostante questi risultati, restano una serie di problemi strutturali sul plant di Melfi, a cominciare dal mancato obiettivo della piena occupazione atteso per quest’anno.

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L'inizio del 2021 avrebbe dovuto coincidere con la fine della cassa integrazione per i 7.200 lavoratori, con il riassorbimento dei 1.500 lavoratori in cig a rotazione da settembre 2018, dopo il fermo produttivo della Fiat Punto. Il terzo turno di lavoro sulla linea di produzione delle vetture ibride in realtà non è mai partito mentre si sono aggiunte fermate produttive dovute in parte giustificate in parte ai ritardi nelle forniture di semiconduttori e in parte per le flessione del mercato.

Gli investimenti in campo

Sul piano degli investimenti previsti nell’ultimo piano industriale di Fca, prima della fusione con Stellantis, per Melfi si attende il via per le nuove motorizzazioni ibride Mhev, che andranno sia sulla 500x che sulla versione Cabrio della 500x. Durante l’ultimo incontro dei sindacati con i vertici del Gruppo per l’area Enlarged Europe, sono stati confermati gli impegni finanziari in tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo, che stanno vivendo una fase comunque delicata.

Per Melfi al momento non sono all’orizzonte nuovi modelli dopo l’avvio della produzione, l’anno scorso, di un secondo modello Jeep, la Compass. Preoccupano dunque i volumi attuali, non sufficienti a garantire la piena occupazione per tutti gli addetti dello stabilimento lucano.

Le iniziative locali

Il Comune di Melfi ha varato proprio in questi giorni una serie di misure straordinarie per rendere più competitivo il territorio sullo scenario internazionale, come l’esenzione della Tassa Rifiuti e dell'addizionale Imu di competenza del Comune per 5 anni. L’Area industriale di San Nicola di Melfi è una risorsa fondamentale per la Basilicata, ribadiscono istituzioni, sindacati e Confindustria, da qui la richiesta del sindaco di Melfi Livio Valvano alla Regione affinché alle misure varate dal Consiglio comunale si affianchi un impegno chiaro anche da parte della Regione.

La situazione degli altri stabilimenti Stellantis in Italia

Nonostante quasi un mese di fermo produttivo nel marzo del 2020 per colpa della pandemia, nel primo trimestre di quest’anno la produzione, cresciuta in media del 30% in tutti i poli Stellantis in Italia, ha segnato una contrazione invece a Cassino e Pomigliano, rispettivamente del 17,7 e del 6,2%.

Attualmente, come evidenzia il report della Fim-Cisl, lo stabilimento del Cassinese è al 10%-15% della sua potenzialità produttiva, con un calo progressivo dei volumi negli ultimi anni e una ridusione del numero di addetti di 900 unità, da 4.300 a 3.400. Lo stabilimento dove si producono le Alfa Romeo Giulia e Stelvio presenta una situazione preoccupante, alla luce del rilancio del brand che appare, al momento, un obiettivo non centrato.

Come già previsto il 2021 vedrà la situazione produttiva peggiorare ulteriormente per lo stop alla produzione di Alfa Romeo Giulietta. Mentre c’è grande attesa per il lancio produttivo del nuovo suv Maserati Grecale, che potrà incidere positivamente sui volumi di Cassino ma non potrà risolvere i problemi di saturazione della fabbrica. Con il Maserati Grecale approderà a Cassino anche la piattaforma premium per motorizzazioni ibride che consentirà successivamente un potenziale sviluppo anche sugli altri due modelli di Alfa Romeo.

La partenza della nuova Alfa Romeo Tonale, assegnata al sito di Pomigliano, è slittata a inizio 2022 ma secondo le previsioni dei sindacati nel corso del 2021 – senza ulteriori fermate nei prossimi trimestri – la produzione supererà la quota del 2020. La produzione del nuovo Suv Alfa Romeo garantirà, accanto ai volumi della Panda, una saturazione degli impianti e la piena occupazione nella fabbrica di Pomigliano. Che in futuro dovrà giocarsi la partita della nuova Panda.

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