Innovazione

Méliné lancia le sneakers fatte con brevetto che utilizza gli scarti di mela

Nelle Marche

di Michele Romano

Valentino Fenni.  Fondatore di Méliné ha lanciato il progetto green Mln Hybrid

2' di lettura

La tomaia ricavata, attraverso una tecnologia brevettata, dagli scarti di mele, ma anche di ananas e bambù; la fodera realizzata con filato o dal pet riciclato, come bottiglie di plastica; lacci ottenuti dal cotone di riciclo degli scarti delle lavorazioni dell'abbigliamento; suola in gomma termoplastica ad elevata compatibilità ambientale. Si chiama Mln Hybrid la linea di calzature sportive uomo-donna di nuova concezione lanciata da Méliné, calzaturificio di Grottammare, nel Piceno, produttore di sneakers 100% made in Italy (12 dipendenti interni, 7 mln. di fatturato quest'anno, l'80% sull'estero) e con una forte impronta di innovazione.

«Ci rivolgiamo a una platea di consumatori particolarmente sensibile alle problematiche green - spiega Valentino Fenni, figlio di Sauro, produttore di scarpe dal quale ha raccolto esperienze e competenze - e, per la prima volta, con Hybrid ci apriamo oltre che al tradizionale mercato femminile anche a quello maschile: la nostra “non pelle” è morbida, malleabile, al piede non si nota alcuna differenza con una sneaker classica». Una scelta di principio e non esclusivamente commerciale, perché «l’impiego di materie prime atossiche permette di contenere la produzione di rifiuti pericolosi e di emissioni nocive».

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Il progetto è nato nel 2019 ed è stato interamente sviluppato internamente in collaborazione con alcune realtà del distretto Fermano-Maceratese. Due le linee di prodotto, sostenibile e vegan, e 5 i modelli. La chiave è soprattutto nella tomaia: Fenni ha scelto di abbandonare la pelle e di utilizzare la buccia della mela (in accordo anche con la Frumat di Bolzano, che produce succhi ndr.), assemblate senza l’uso di solventi chimici che possono essere pericolosi a contatto con la pelle se inalati o ingeriti. Questo processo riduce l’utilizzo di acqua del 90% e l’impatto ambientale rispetto alla produzione di pelle tradizionale, con un’impronta di carbonio inferiore dell’80%. «Evitare l’utilizzo di sostanze chimiche, potenzialmente tossiche non solo per i lavoratori della nostra ditta ma anche per il consumatore, sostituite da prodotti a base acqua - spiega l’imprenditore -, permette di avere un basso impatto ambientale nel processo produttivo e di conseguenza nella successiva fase di smaltimento». Senza contare che nella produzione viene utilizzato tutto lo scarto del frutto e questo consente di chiudere totalmente il ciclo del vegetale senza rilasciare nuovi rifiuti nell'ambiente. L’idea della sneaker fatta di mela e dal prezzo medio sta conquistando anche il mercato internazionale: dal Nord Europa, tradizionalmente più attento alle tematiche green, a Francia, Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti.

Con il nuovo anno, Fenni vuole accelerare sugli obiettivi green lanciando la campagna RE: re-cycle, re-use, re-peat, re-duce. «Chiediamo ai nostri clienti di lasciare le loro Méliné Hybrid esauste presso i rivenditori – spiega -. A loro consegneremo un buono sconto per l’acquisto di un altro paio di calzature del nostro brand, mentre noi utilizzeremo le scarpe usate per trasformarle in materiale per la pavimentazione di centri sportivi e parchi giochi: un gesto che se replicato da altri produttori, non solo di scarpe, porterebbe benefici alla collettività».

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