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Meloni e la Ue: tra prudenza e interesse nazionale, ecco la linea della premier in pectore

Le prime mosse: rispetto delle regole Ue e niente strappi, ma anche un maggiore accento sulla difesa dell’interesse nazionale

di Andrea Marini

Meloni: se chiamati al governo daremo subito risposte a emergenze

2' di lettura

«È ovvio che il futuro Governo rispetterà le regole europee. E penso che pretenderà altrettanto rispetto da parte di tutti i Paesi europei. Senza figli e figliastri». Così ha scritto Guido Crosetto, co-fondatore di FdI e uno degli uomini più vicini a Giorgia Meloni, la premier in pectore. Parole che sintetizzano come si sta muovendo la leader di FdI alla vigilia del suo incarico come premier: rispetto delle regole Ue e niente strappi, ma anche un maggiore accento sulla difesa dell’interesse nazionale.

Il programma di FdI

Già nel programma elettorale di FdI la posizione del partito era sembrata molto prudente nei rapporti con la Ue. Niente rivoluzione sul Pnrr, di cui anzi «occorre accelerare l'attuazione», semmai, un «mirato aggiornamento» da proporre alla Commissione «nei limiti di quanto stabilito dal Regolamento europeo sul Next Generation Eu». Da una parte «una politica estera incentrata sulla tutela dell'interesse nazionale», dall’altra il «pieno rispetto delle nostre alleanze internazionali», dalla Nato alla Ue, fino alla ripetuta condanna della guerra russa all’Ucraina e la necessità di continuare ad aiutare Kiev.

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Il continuità con il governo Draghi

Meloni ha chiarito subito la continuità con il governo Draghi: «A partire dal caro energia, io sono in costante contatto con il governo, impegnato a trovare soluzioni a livello europeo». Come Draghi, Meloni ha criticato la Germania e la sua decisione di fare da sola, con il piano da 200 miliardi contro il caro energia. Pure senza mai nominare Berlino, Meloni ha detto: «Di fronte alla sfida epocale della crisi energetica serve una risposta immediata a livello europeo a tutela di imprese e famiglie. Nessuno Stato membro può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario». Parole che riecheggiano quelle di Draghi sulla necessità di tenere «unita l'Europa di fronte all'emergenza».

Difesa dell’interesse nazionale

Ma Meloni non ha rinunciato a rivendicare il punto centrale del suo programma di politica estera, pur sempre in una cornice prudente: «La postura dell’Italia in Europa deve tornare ad essere una postura» per difendere «il suo interesse nazionale. Questa è una cosa che cambierà nei prossimi mesi. Non vuol dire avere un approccio negativo verso gli altri ma positivo». Da vedere come questa presa di posizione si tradurrà concretamente. Il primo banco di prova dopo l’insediamento potrebbe essere il G20 che si svolgerà il 15 e 16 novembre in Indonesia. Il vertice Ue del prossimo 15-16 dicembre sarà invece l’occasione per l’esordio europeo della neopresidente del Consiglio.

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