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Berlusconi: priorità è liberare l’Italia dall’oppressione fiscale. M5s, salario minimo e superbonus nel programma

Tra i 101 contrassegni presentati c’è anche quello di “Italiani con Draghi” sul quale una nota di palazzo Chigi chiarisce che il presidente ne era all’oscuro. Sul portale del Movimento 5 stelle è disponibile la lista dei candidati alle parlamentarie che si svolgeranno il 16 agosto

Letta come Meloni in 3 lingue: "Pd è Europa, lei è Orban-Vox"
  • Calenda: chiunque vinca non durerà più di 6 mesi, servirà coalizione

    Chiunque dovesse prevalere, al governo non durerebbe «più di sei mesi», viste le «enormi contraddizioni interne», mentre l’Italia ha bisogno di proseguire sulla strada interrotta «in modo incosciente» di un governo Draghi o che al metodo Draghi si ispiri. Con una coalizione i cui pesi verrebbero stabiliti dal voto, ma che tagli le ali estreme e metta assieme i partiti più responsabili con un grande, primo obiettivo: «Implementare il Pnrr, di cui nessuno più parla per avere un Paese finalmente moderno». Ad affermarlo, in un’intervista al Corriere della sera, è il leader di Azione, Carlo Calenda.

  • Berlusconi: priorità è liberare Italia da oppressioni fisco, burocrazia e giudiziaria

    «Nei primi cento giorni dovremo semplicemente mettere in sicurezza i conti dello Stato per evitare l’esercizio provvisorio. Ma quello che conta è quello che faremo in cinque anni di lavoro. La nostra priorità è liberare l’Italia dalle tre oppressioni, quella fiscale, con la flat tax al 23%, quella burocratica, con l’abolizione delle autorizzazioni preventive e quella giudiziaria con il rafforzamento dei diritti del cittadino». Ad affermarlo, in un’intervista a Libero, è l’ex premier e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. «Avremo una particolare attenzione per i più deboli e per gli anziani, portando tutte le pensioni a mille euro al mese per 13 mensilità. Ci adopereremo per il futuro dei nostri ragazzi, perché possano avere un lavoro stabile e retribuito in maniera dignitosa. Dedicheremo una particolare cura all'ambiente, al verde, alle energie rinnovabili.Naturalmente per realizzare tutto questo bisogna rafforzare con il voto le liste di Forza Italia».

  • M5s pubblica elenco candidati a parlamentarie

    Sul portale del Movimento 5 stelle è disponibile la lista dei candidati alle parlamentarie che si svolgeranno il 16 agosto. Il presidente Giuseppe Conte è candidato nel collegio Lazio 1 alla Camera

  • Pepe (Lega): massima attenzione a Mezzogiorno,

    «Nel programma della Lega c'è un lungo capitolo che riguarda proprio il Mezzogiorno. Il Sud è stato dimenticato? Sì, da chi lo ha amministrato per decenni o da chi lo ha solamente illuso». È quanto dichiara il senatore Pasquale Pepe, responsabile per le Politiche del Mezzogiorno della Lega.

  • Conte lancia campagna M5S: noi dalla parte giusta

    «Questo è un momento cruciale, bisogna scegliere da quale parte stare: “se dalla parte dei pochi, dei pochissimi che comandano in Italia” oppure “se scegliere di stare dall’altra parte». Inizia così il video di lancio della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Protagonista della clip, diffusa sui canali social del M5S, è il leader Giuseppe Conte. Giovani, donne, lavoratori sottopagati, partite Iva, personale sanitario, insegnanti: queste le categorie a cui si rivolge l’ex premier, che invita gli elettori del Movimento a schierarsi «dalla parte giusta», slogan della campagna elettorale stellata. Al termine del filmato anche la scritta “Conte presidente”.

  • Palazzo Chigi, non al corrente del simbolo Italiani con Draghi

    Il premier Mario Draghi non era al corrente del simbolo Italiani con Draghi, tra gli ultimi depositati oggi con all’interno il nome del presidente del Consiglio. Lo fa sapere Palazzo Chigi in riferimento ai requisiti di trasparenza del simbolo che, a questo punto, potrebbero non essere soddisfatti portando anche all’annullamento

  • Tra simboli spunta anche Italiani con Draghi

    Tra gli ultimi simboli depositati arriva anche Italiani con Draghi - Rinascimento, unico logo con il nome del presidente del consiglio: oltre alla scritta Italiani con Draghi il simbolo è corredato da una striscia tricolore. Affisso al Viminale anche un secondo simbolo di De Magistris ’Up con De Magistris’: dentro i loghi di Dema, Manifesta, Rifondazione Comunista e Potere Popolo. L’ultimo contrassegno presentato è il simbolo di Italia dei Diritti

  • Elezioni, depositati in tutto 101 simboli

    Sono in tutto 101 i contrassegni depositati al Viminale per concorrere alle elezioni politiche in programma il 25 settembre. I simboli sono stati presentati da 98 soggetti politici. Per la scorsa tornata elettorale del 2018 il ministero dell’Interno esaminò 103 contrassegni depositati e ne ammise 75.

  • Stefano: lascio il Pd, ha fatto troppi errori

    «Ho deciso di non candidarmi con questo Partito Democratico alle prossime elezioni parlamentari e di consegnare al segretario Letta la tessera». Lo dichiara il senatore Pd Dario Stefano, presidente della Commissione Politiche Ue. «La mia è una decisione sofferta, determinata da una serie di errori di valutazione che il Pd sta continuando a inanellare», aggiunge Stefano. «Questi errori, ormai sedimentati, stanno generando un distacco fatale da quell’anima riformista, progressista e plurale di cui il Pd e l’Italia, tutta, hanno impellente necessità». «Peraltro, è lo stesso partito che nel giro di poche ore ha sacrificato l’agenda Draghi per un indistinto programma generalista»

  • Elezioni, collegi definiti con decreto del 2020


    Sono stati definiti con un decreto del 2020 i collegi elettorali in cui è divisa l’Italia e che daranno forma al nuovo Parlamento. Il decreto legislativo numero 177 del 23 dicembre del 2020 - “Determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica” - si è reso necessario per ridisegnare i collegi dopo le modifiche introdotte con la legge costituzionale del 19 ottobre 2020 che ha ridotto il numero dei parlamentari da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi. Con la nuova norma i collegi uninominali, quelli che vengono assegnati con il sistema maggioritario, sono 221 (147 alla Camera e 74 al Senato) mentre quelli plurinominali sono complessivamente 367 di cui 245 alla Camera e 122 al Senato. A questi si aggiungono i 12 collegi riservati ai deputati e ai senatori eletti all’estero (8 alla camera e 4 al senato). 600 parlamentari in tutto

  • Calenda: destra e sinistra si ricordano che esiste Pnrr?’

    «Ma destra e sinistra si ricordano che esiste il Pnrr? In questo fiorire di programmi fantasmagorici, flat tax, doti ai diciottenni, bonus, improbabili cambiamenti istituzionali, sembra scomparso. Per noi si parte da qui: come implementare il Pnrr. Basta promesse», scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda, rilanciando l’hashtag #ItaliaSulSerio

  • Anche in programma 5s spunta la “sfiducia costruttiva”

    La “sfiducia costruttiva”, presente nel documento programmatico votato ieri dal Pd, compare - come pure altri titoli - anche nel programma del M5s pubblicato oggi sui social: «Un Governo non può essere sfiduciato se contestualmente non si vota la fiducia a un altro esecutivo». Il M5s propone anche l’estensione ai 16enni del diritto di voto, il limite dei due mandati esteso a tutti i partiti, limiti alla decretazione d’urgenza, legge sul conflitto di interessi e «stop ai cambi di casacca in Parlamento».

  • Lega: “Credo” ancora in tendenza, ogni giorno nuovo messaggio social

    «’Credo’, lanciato come parola chiave della campagna elettorale della Lega venerdì sera, è ancora nelle prime posizioni tra le tendenze Twitter». Lo fa sapere la Lega. «Da oggi, la Lega lancerà sui social un ’credo’ quotidiano e diverso per elencare - fino al 25 settembre - gli obiettivi del partito di Matteo Salvini. Oggi, si parte con la parola d'ordine generale: #CREDO negli italiani».

  • Meloni: sinistra teme presidenzialismo perché dovrebbe vincere

    «Anni e anni al governo senza vincere un’elezione: per questo alla sinistra fa così paura il presidenzialismo. Noi, invece, non temiamo il giudizio degli italiani e vogliamo restituire forza alla volontà popolare». Lo scrive su Twitter la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

  • Da Rdc a “due mandati per tutti”, ecco programma M5S

    Dal cashback fiscale alla cancellazione definitiva dell’Irap, dal taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori al salario minimo, passando per: «rafforzamento del reddito di cittadinanza», «riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario», misure per le donne (come l’equiparazione dei tempi di congedo di paternità e maternità o la pensione anticipata per le mamme lavoratrici) e per i giovani (Rafforzamento del reddito di cittadinanza, con misure per rendere più efficiente il sistema delle politiche attive e monitoraggio delle misure antifrode. Sperimentazione di una riduzione dell’orario di lavoro soprattutto nei settori a più alta intensità tecnologica (le imprese che aderiscono al programma ottengono esoneri, crediti di imposta e incentivi aziendali per l’acquisto di nuove dotazioni tecnologiche e nuovi macchinari). Sono alcuni dei contenuti del programma del M5s. Nell’elenco delle misure compare anche l’estensione del limite dei due mandati «a tutti i partiti», tema caro al garante del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo. In materia di ambiente, il programma pentastellato rispolvera uno dei principali cavalli di battaglia del M5S come il superbonus edilizio, con l’aggiunta di un nuovo superbonus «energia imprese», sempre basato sulla circolazione dei crediti fiscali. «Stop a nuove trivellazioni e a nuovi inceneritori», si legge inoltre tra i vari punti.

  • Gelmini: sbagliato dire no al nucleare

    «È sbagliato dire no al nucleare, mentre l’Europa si affanna alla ricerca di soluzioni nuove che rendano l’energia prodotta in Russia non più indispensabile, è necessario favorire la ricerca di fonti innovative. Il nucleare di ultima generazione - sul quale noi crediamo sia necessario investire - è una delle risposte più efficaci. Inseguire l’ambientalismo di facciata, come quello di Conte e del M5S che pur di impedire il termovalorizzatore a Roma hanno liquidato il governo Draghi, spinge l’Italia fuori dal circolo delle nazioni virtuose, condannandola alla dipendenza energetica». Così in una nota Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie

  • «Dalla parte giusta», è lo slogan per le elezioni dei Cinque stelle

    «Dalla parte giusta - Cuore e coraggio per l’Italia di domani». Questo, secondo l’Adnkronos, sarà lo slogan della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle per le prossime politiche. Il “claim” ricalca le parole pronunciate ieri al Viminale dal leader pentastellato Giuseppe Conte, che affiggendo in bacheca il simbolo del M5S ha detto, rivolgendosi ai cronisti: «Guardate che rosso cuore, il coraggio lo mettiamo noi».

  • Affisso al Viminale il simbolo di +Europa. Compare la scritta “con Emma Bonino”

    È stato appena affisso al Viminale il simbolo elettorale di Più Europa. Nel logo compare anche la scritta “con Emma Bonino”’. A depositare il simbolo la tesoriera nazionale del partito Maria Saeli, che alla domanda se sarà candidata ha risposto con un «vediamo».

  • Berlusconi: flat tax giusta. Tasse al 50% è un furto

    «Con la flat tax porteremo le tasse a un livello corretto: se lo Stato ti chiede il 25 per cento di quello che guadagni va bene, se ti chiede il 50 per cento mi sembra piu’ un furto che altro, c’è ti chiede il 60% come ad alcuni professionisti o artigiani mi sembra una rapina». Lo ha detto il leader di FI, Silvio Berlusconi, intercettato dai cronisti ieri sera al termine della partita di calcio Monza-Torino.

  • Rauti (FdI): da sinistra soltanto antagonismo e niente idee

    «La sinistra dall’inizio di questa campagna elettorale sta facendo una sorta di “terrorismo politico” sulla vittoria del centrodestra e vorrebbe spaventare l’Europa ed i mercati. Invece, fin dall'inizio la nostra coalizione punta sui contenuti, è unita e compatta, senza gli psicodrammi del centrosinistra che, privo di un programma per la nazione, sta insieme soltanto contro la destra. Questo ci ha consentito di approvare un programma di coalizione, concreto di 15 punti, in cui ribadiamo il rispetto degli impegni internazionali presi e il nostro posizionamento nella Nato e in Ue». Così il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti, ospite di Tg2 Post.

  • Quagliarello: semipresidenzialismo salvezza per democrazia parlamentare

    L’elezione diretta del Capo dello Stato una svolta rivoluzionaria? «Una svolta, sì. Ma, per come siamo messi, quasi contro-rivoluzionaria. Il semipresidenzialismo dovrebbero invocarlo innanzi tutto i fan della democrazia parlamentare, che sennò non si salva». Lo dice in un'intervista a Libero il senatore Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di “Italia al Centro”, già ministro delle Riforme e autore della riforma semi-presidenziale che su proposta del Pdl fu approvata nel 2012 dal Senato. «Siamo in un'epoca strana», afferma Quagliariello, che ricorda come «per due volte consecutive abbiamo richiamato al Quirinale un presidente uscente. Mica una roba ordinaria», dovuta a «un meccanismo di formazione ed espressione della volontà popolare che il web ha stravolto», a «una politica sempre più liquida», a «partiti che sono diventati follower». «Molto è già cambiato - aggiunge il coordinatore del partito guidato da Giovanni Toti, che partecipa alla lista unitaria dei Moderati del centrodestra -. Continuare a far finta di niente per paura dell''uomo nero' può produrre esiti opposti a quelli paventati da chi evoca il babau autoritario».

  • Ciriani (FdI), sostegno a chi assume e addio al Reddito di cittadinanza

    «Fratelli d’Italia ha presentato un programma realizzabile e non un libro dei sogni. Innanzitutto la politica estera: la nostra collocazione atlantica è assolutamente confermata. E poi l’impegno per il lavoro, bisogna premiare di più in Italia le aziende che assumono. E il welfare: il reddito di cittadinanza va cancellato, un conto è il dovere sacrosanto di aiutare chi è in difficoltà perchè non può lavorare, altro è regalare un assegno di stato a chi non vuole lavorare». Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, nel corso di un’intervista al Tg5.

  • Berlusconi: sinistra mente, il programma Pd ha poco di buono

    «Non è possibile da parte della sinistra fare una campagna di soli scontri, attaccando e mentendo. Non è una bella cosa. In una vera democrazie si tirano fuori i contenuti. Ho letto il programma del Pd e non mi ha impressionato, ci sono pochissime cose buone. Vediamo gli italiani come lo giudicheranno e vediamo come giudicheranno il mio». Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo ad alcune domande alla fine della partita del Monza.

  • Berlusconi: il Colle è fuori dalla mia testa

    «Se voglio andare al Quirinale? Assolutamente è fuori dalla mia testa. Ho risposto ad un’intervista per Libero, credo di avere detto che non posso pretendere altro dalla vita, che sono soddisfatto”. »o ha detto Silvio Berlusconi rispondendo ad alcune domande alla fine della partita del Monza. Ad un giornalista che gli chiede se sia ancora convinto che, se passasse il presidenzialismo, Sergio Mattarella si dovrebbe dimettere, risponde: «Ma io non ho detto questo, ho detto che cè un cambio costituzionale...», «ci saranno delle norme transitorie..». Quindi aggiunge: «Io ho sempre avuto un ottimo rapporto con Mattarella, hanno tutti frainteso queste parole e questo mi ha indignato abbastanza».

  • Mulè (FI). «Programma Pd da sballo, priorità è legalizzare la cannabis»

    «Il Paese annaspa inseguendo l’inflazione? Le tasse stanno mettendo in ginocchio gli italiani? Il prezzo dell’energia colpisce duramente le famiglie? C’è bisogno di azioni per il rilancio dell’economia e a sostegno del benessere dei cittadini? Semplice: droghiamoli! Questo è il programma da “sballo” illustrato dal Partito democratico, che fra le emergenze del Paese pone ai primi tre posti la legalizzazione della cannabis, l’eutanasia e il Ddl Zan per proseguire con il matrimonio egualitario... È il quadro di un partito che si è presentato riformista ed è diventato radicale di massa». Lo scrive in una nota il sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè. «Tutti questi schiaffi ai veri problemi degli italiani, Letta li declama in tre lingue. Una per i nostri cittadini, le altre due per avvertire l’Europa di armarsi e prepararsi a colpire e affondare l’Italia, nel caso vincesse il centrodestra. Un video di una gravità inaudita- sottolinea Mulè- perché ogni forza politica che si rispetti dovrebbe difendere la sovranità e il buon nome del proprio Paese da ogni attacco esterno. Invece, il segretario del Pd fa l’esatto opposto: lo attacca dall’interno, lo denigra, avvelena i pozzi per il dopo elezioni, auspicando il commissariamento dell’Italia e lo stesso golpe internazionale che undici anni fa fece cadere il Governo Berlusconi, l’ultimo eletto dagli italiani».

  • Appello Cappato a Draghi, «espliciti validità firme digitali per liste elettorali»

    «Chi non fa parte dei partiti già presenti in parlamento deve raccogliere 60.000 firme in tutta Italia entro il 22 agosto. Ci è fatto divieto di coalizzarci perché oggi iniziamo a raccogliere le firme ma non potremo farlo con nessuno dei partiti esentati. Questa è una discriminazione enorme. La nostra lista ha una sola priorità: la democrazia e utilizzare gli strumenti della tecnologia per rivitalizzarla e facilitare così la partecipazione. Chiediamo infatti a Draghi da qui al 22 agosto di esplicitare la validità della firma digitale per sottoscrivere le liste. Raccoglieremo tutte le firme solo con firma digitale come già si può fare per il referendum». Lo ha detto Marco Cappato al Viminale per la consegna del simbolo elettorale «Referendum e Democrazia con Cappato». «Per presentare il nostro simbolo - ha detto Cappato- siamo partiti dal Quirinale perché il nostro è anche un appello al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio: si faccia il possibile affinché le lezioni siano il meno antidemocratiche di quello che già sono. Sul sito “listareferendumedemocrazia.it” tra mezz’ora sarà possibile sottoscrivere con firme digitali o spid. Noi riteniamo che queste firme siano già valide, ma per togliere ogni dubbio chiediamo al presidente Draghi una interpretazione. Se dovesse accadere che le firme non dovessero essere riconosciute abbiamo già pronti i ricorsi che presenteremo in tutte le sedi nazionali e internazionali. Evidentemente il problema non è raccogliere le firme ma sono le condizioni e gli ostacoli che vanno rimossi all’esercizio della democrazia del nostro Paese».

  • Bonanni, non mi candido, non si fa politica solo in Parlamento

    Raffaele Bonanni, ex segretario generale Cisl, non ha nessuna intenzione di scendere in pista nelle prossime elezioni politiche nelle liste di Calenda e Renzi. Ad annunciarlo, dopo i boatos di ieri che lo quotavano tra le file di Azione, lo stesso Bonanni all’Adnkronos. «Non mi candido perché credo che l’impegno politico passi anche da quello civile e dalle attività sociali e non solo dal Parlamento. È questa d’altra parte una anomalia tutta italiana, quella di ritenere che la politica sia fatta solo nelle assemblee elettive e non nella società civile e nel sociale», spiega ribadendo le stesse ragioni che lo portarono a rifiutare la candidatura in Forza Italia annunciata da Berlusconi nel 2018. «Questo aspetto racconta tra l’altro del disordine politico che c’è nel Paese e del cattivo funzionamento nel sistema dei partiti», aggiunge Bonanni spiegando di aver già parlato con Calenda. «Gli ho detto che proseguirò il mio impegno civile e sociale senza scendere in campo. Una scelta questa che invece dovrebbero fare i tanti giovani che sono preparati senza gettare la spugna come talvolta sembra», conclude l’ex segretario generale della Cisl.

  • Elezioni: ultima corsa al Viminale per depositare i simboli. Si chiude alle ore 16

    È «Peretti- Democrazia Cattolica liberale» il primo simbolo esposto al Viminale nell’ultima giornata possibile per consegna dei contrassegni in vista delle elezioni del 25 settembre. Le porte del ministero si chiuderanno alle ore 16. Ad ora è stato depositato anche il simbolo dell’ex sindaco di Napoli, «Unione Popolare con De Magistris», «Referendum e democrazia» consegnato da Marco Cappato e quello di «Italia sovrana» presentato da Marco Rizzo, Antonio Ingroia ed Emanuele Dessì .

  • Italia sovrana deposita il simbolo al Viminale

    Marco Rizzo, Antonio Ingroia ed Emanuele Dessì hanno depositato al Viminale il contrassegno elettorale della lista «Italia Sovrana e Popolare». «Vogliamo un’Italia sovrana e popolare, come dice il nostro simbolo. Il capo politico è Giovanna Colone, una lavoratrice della scuola che è stata sospesa per la vicenda del vaccino. Abbiamo voluto impersonificare quello che noi vogliamo rappresentare: una del popolo che ha sofferto», ha detto Rizzo. Toscano ha invece assicurato che completeranno «a breve la raccolta firme. C’è un entusiasmo incredibile. Possiamo contare sul sostegno di tantissima gente che in tutta Italia ha preso d’assalto i nostri banchetti», annunciando che «tutti e quattro» i presenti al Viminale «saranno candidati». Dessì infatti si presenterà al Senato, mentre Rizzo, Ingroia e Toscano alla Camera. Perché votare Italia Sovrana e Popolare e non Italexit? «Paragone - dice Toscano - ha sempre espresso una posizione atlantista, non ho mai sentito da lui esprimere la necessità di aprire una stagione multipolare. Il nostro nemico comunque - ha ribadito il presidente di Italia sovrana - è Draghi e il sistema che ha chiuso gli italiani in casa».

  • Ronzulli (FI), il programma Pd conferma la mancanza di una visione e non risponde a esigenze degli italiani

    «La sinistra si conferma assolutamente priva di qualsiasi visione di Paese improntata sulla crescita e lo sviluppo, ciò che, invece, serve per superare il difficile periodo che stiamo attraversando tra Covid e conseguenze della guerra in Ucraina».Per il vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato, infatti, « Il programma del Pd, tutto incentrato su cannabis, eutanasia, matrimonio egualitario e ddl Zan, evidenzia la sua trasformazione in una sorta di partito radicale 2.0, estremamente ideologizzato e del tutto incapace di rispondere alle esigenze concrete degli italiani».

  • Fi, una provocazione la candidatura Carfagna a Napoli

    «Ci è dispiaciuto che Mara Carfagna abbia lasciato Forza Italia con ragioni che ancora non comprendiamo». Lo sostengono in una nota i consiglieri comunali di Napoli di Forza Italia, Iris Savastano, Domenico Brescia, Salvatore Guangi e Bianca d’Angelo. «Consideriamo inoltre un’inutile provocazione la sua candidatura a Napoli, dov’è stata eletta nella lista di Forza Italia e, soprattutto, grazie al supporto di tutti i candidati in lista che la sostennero all’epoca, su indicazione di partito. Un partito in cui lei è cresciuta, e verso il quale avrebbe dovuto mantenere il giusto riguardo, soprattutto in considerazione delle occasioni di crescita che lo stesso partito le ha offerto». «Adesso, - concludono i consiglieri del gruppo Forza Italia presenti in Consiglio comunale - ci focalizzeremo sui contenuti e sul programma che insieme agli altri partiti abbiamo stilato. Abbiamo tanto da fare e siamo pronti a dare il nostro contributo come abbiamo sempre fatto».

  • Frantoiani, sulla mafia la Lega invece di “credere” dovrebbe ragionare

    «Vedo che nel programma della Lega si vuole evitare che, nei comuni con all'interno collusioni mafiose, vengano sciolti i consigli comunali. Insomma, la mafia fa schifo, ma evidentemente fino a un certo punto. Lanciare segnali di depotenziamento della lotta alla criminalità organizzata non va assolutamente bene». Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni che sottolinea come «La criminalità organizzata c’è - prosegue l'esponente dell'Alleanza Verdi Sinistra, è ben insediata e la politica non può assolutamente permettersi ambiguità o sottovalutazioni. Anzi servirebbe aggiornare la legislazione intervenendo con ancora maggiore efficacia sulle infiltrazioni e collusioni mafiose del personale delle amministrazioni pubbliche». «Forse dalle parti della Lega - conclude Fratoianni - più che credere dovrebbero ragionare…».

  • Presutto di Impegno civico, nel partito di Conte ci sono contiani più contiani di altri

    «Noi di Impegno Civico già lo sapevamo, ma ora tutti scopriranno che nel partito di Conte, un organismo politico fortemente padronale e verticistico, ci sono Contiani che contano più degli altri. Ormai è assodato che Conte abbia creato le condizioni per far cadere il Governo e sciogliere il Parlamento, favorendo di fatto le destre di Meloni, Berlusconi e Salvini, anche e soprattutto per far eleggere in Parlamento sé stesso e pochi intimi, a discapito degli interessi dei cittadini e dell'Italia. Assurdo, ma purtroppo vero, ieri è arrivata la conferma, con la nuova regola delle parlamentarie spuntata all'improvviso, che consentirà a Conte di privilegiare la sua candidatura e quella di 12 deputati e 6 senatori, i nuovi elevati!». Lo afferma il Senatore Vincenzo Presutto, vVicepresidente vicario di Insieme per il Futuro - Impegno Civico per Luigi Di Maio.

  • Cinque stelle, Movimento a garanzia degli impegni presi con i cittadini

    «Ieri è stato pubblicato il programma del MoVimento 5 Stelle. Dal taglio dell’Irap e del cuneo fiscale per imprese e lavoratori al salario minimo orario, contrasto del precariato e parità salariale, ma anche tante misure a garanzia della legalità, in favore delle imprese, dell’economia circolare, della sanità pubblica, della mobilità sostenibile, della scuola, della digitalizzazione e della tutela degli animali. Tutti temi decisivi per il futuro del nostro Paese che sono stati al centro delle battaglie portate in parlamento nel corso di questa Legislatura. Ma la differenza più sostanziale rispetto agli altri partiti è la serietà del nostro impegno e la garanzia che questi temi verranno difesi con le unghie e con i denti». Così in una nota i senatori del MoVimento 5 Stelle e referenti regionali per l’Emilia Romagna, Gabriele Lanzi e Marco Croatti. In effetti, proseguono gli esponenti pentastellati, «in Italia non si era mai vista una forza politica in grado di realizzare quasi l’80% del proprio programma elettorale, peraltro senza mai avere avuto la possibilità di governare da sola. Il prossimo 25 settembre da una parte ci sarà chi sta tentando di ingannare ancora una volta gli italiani con proposte mirabolanti e insostenibili e altri che hanno scelto di far parte di coalizioni improbabili con l’obiettivo di ottenere qualche poltrona in più, mentre dall’altra parte ci sarà il Movimento 5 Stelle, ancora una volta orgogliosamente da solo e in grado di dare garanzia sugli impegni presi con i cittadini».

  • Lega, da oggi #Credo quotidiano fino al 25 settembre

    #Credo, lanciato come parola chiave della campagna elettorale della Lega venerdì sera, è ancora nelle prime posizioni tra le tendenze Twitter. Lo riferisce una nota della Lega. Il tutto nonostante significative notizie di cronaca, nazionali e non. Da oggi, la Lega lancerà sui social un “credo” quotidiano e diverso per elencare - fino al 25 settembre - gli obiettivi del partito di Matteo Salvini. Oggi, si parte con la parola d’ordine generale: #CREDO negli italiani.

  • Fratelli d’Italia, in Sicilia convito sostegno alla candidatura di Renato Schifani

    «Fratelli d’Italia in Sicilia è già pronta per le elezioni nazionali al fianco di Giorgia Meloni e sosterrà con convinzione e determinazione la candidatura del presidente Renato Schifani, da sempre uomo responsabile e con un profondo senso delle istituzioni, pronto al dialogo e al confronto». Lo dice Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia, all’indomani della definitiva decisione della coalizione di convergere sull’ex presidente del Senato per la corsa a Palazzo d’Orlèans.

  • Calenda, con la fiamma nel simbolo di FdI rischiamo l’isolamento internazionale

    Ho riconosciuto, unico avversario, a Giorgia Meloni la nettezza delle sue affermazioni sul ripudio del fascismo. È tuttavia un grave errore tenere il simbolo di un partito fascista come l’Msi nel simbolo». Intervenendo su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda, ha anche sottolineato come sia «chiaro che la Meloni non ha dimestichezza con le relazioni internazionali. All’estero l’ostentata matrice missina di Fratelli d’Italia renderà impossibile avere normali relazioni con i partner internazionali. Il rischio non è il fascismo in Italia, ma l’isolamento. Un dramma per un Paese che vive di Made in Italy e di sostegno finanziario Ue».

  • Crosetto, la gente non vota la fiamma ma per la Meloni

    «Il fascismo è morto, da decenni. Chi inneggia al Duce, o a Hitler, è un pazzo fuori dal Mondo. Fratelli d’Italia è altra cosa e non ha nulla a che spartire con quell’ideologia». Lo afferma Guido Crosetto, uno dei fondatori di FdI in un’intervista al QN parlando delle polemiche sul logo e delle elezioni. «Quando nasce FdI la fiamma non c’era - racconta - Fu inserita successivamente perché in disponibilità alla Fondazione di An. Eravamo un partito piccolo, in lotta per la sopravvivenza, intorno al 4%. Dovevamo parlare al mondo degli ex An ed è rimasta». E prosegue: «Oggi sono cambiati molto i voti e gli elettori di FdI: la gente non vota la Fiamma, ma per la Meloni. Ma cambiarla perché te lo chiede la sinistra non ha senso. Credo FdI arriverà, con Giorgia, al 30%». Parlando delle dichiarazioni del leader di FI, Crosetto commenta: «Il presidenzialismo non è una novità. Sta nel programma del centrodestra da anni. Il centrosinistra ha fatto un presidenzialismo di fatto, strisciante, che ha riguardato l’evoluzione del ruolo dei presidenti della Repubblica e l’imposizione dall’alto di presidenti del Consiglio, con governi mai decisi da un voto e un Parlamento “sedato”, tranne nel voto di fiducia. Meglio il presidenzialismo con un presidente eletto dal popolo che fatto in provetta».

  • Zagrebelsky: presidenzialismo rischia di fondarsi sull’odio Eliminare la fiamma non basta, Meloni dica con chi sta

    «La democrazia può essere di due tipi: decidente (dove decidere significa separare) o deliberante, dove le parti si confrontano, cercano una mediazione e infine una sintesi. Il presidenzialismo spinge verso una democrazia decidente, il parlamentarismo verso una democrazia deliberante, in cui il confronto non è tra nemici, ma tra diversi». Lo spiega in un’intervista alla Stampa il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky: «Estremizzando: il presidenzialismo rischia di fondarsi sull’odio - precisa - Il parlamentarismo mira alla comprensione. In Italia il pericolo dell’odio non può essere sottovalutato. Sono proprio due modelli alternativi». Parlando della bufera scoppiata dopo le dichiarazioni di Berlusconi che ha invocato le dimissioni di Mattarella nel caso passasse la riforma sul presidenzialismo, spiega: «Berlusconi ha detto ’sarebbe necessariò, ma non è affatto necessario - afferma - Le cariche costituzionali hanno una loro durata e se si fanno delle riforme queste entrano in vigore alle scadenze naturali». E prosegue: «Sarebbe necessario implica una necessità oggettiva che in realtà non c’è. Altra cosa è immaginare che Mattarella possa autonomamente decidere di lasciare per scelta propria, magari per agevolare la transizione in condizioni di serenità. Ma nessuno dovrebbe condizionare queste sue decisioni eventuali». Parlando invece dell’appello lanciato da Liliana Segre a Giorgia Meloni, affinché togliesse la fiamma dal simbolo, il costituzionalista sostiene che «la fiamma è un simbolo e i simboli sono dei segni che chiamano a raccolta. In questo caso il punto politico e culturale è duplice: chi è chiamato a raccogliere quel simbolo? E intorno a che cosa? Il simbolo di per sé non è decisivo. Decisivo è ciò che vuole rappresentare». Secondo Zagrebelsky «eliminare la fiamma non basta se non si elimina cio’ che contiene. Meloni ci dica con chi sta e chi sta con lei. Orban, Vox, Le Pen, sono questi i suoi alleati? È necessario capirlo, per avere un’idea della sua offerta politica e se la sua conversione rispetto al fascismo, storico o perenne che sia, è una cosa seria».

  • La pillola di Berlusconi: «Politica sui migranti umana ma rigorosa»

    «Non so se l’avete capito, ma una pillola al giorno leva il medico di torno. Una pillola al giorno del nostro programma dovrebbe levare di torno i signori della sinistra. Oggi parliamo dell’immigrazione clandestina. L’immigrazione clandestina è un infame traffico di esseri umani ed è una grave minaccia per la nostra economia e la nostra sicurezza. Il mio Governo l’aveva praticamente arrestata, con soli 4mila immigrati nell’anno 2010, oggi è di nuovo un grande pericolo per l’Italia». Lo afferma Silvio Berlusconi, nel consueto video quotidiano per illustrare il programma del movimento azzurro.

    Silvio Berlusconi e Adriano Galliani in tribuna ieri a Monza per la partita contro il Torino ANSA / ROBERTO BREGANI

  • Ancora polemiche sul presidenzialismo

    Ancora polemiche sul presidenzialismo. Silvio Berlusconi si è detto «indignato e amareggiato» per le «mistificazioni da parte della sinistra delle mie parole sul presidente Mattarella». Ieri il segretario del Pd, Enrico Letta, ha presentato il programma per le elezioni: diritti e lavoro al centro ma anche Ue, democrazia e partecipazione. Letta ha poi diffuso un video in tre lingue per la stampa internazionale, per ricordare «le pericolose alleanze europee di Giorgia Meloni».

    Riforma presidenziale, le regole per cambiare Carta
  • Brunetta: non mi candido, ora abbiamo uno scenario distopico

    «Nessun rammarico e nessun rimpianto» ma «un po’ di dolore». Sono le parole che utilizza il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista, annunciando la decisione di non candidarsi alle prossime elezioni. «È stato un mese di emozioni forti e decisioni difficili. Ho visto FI contribuire alla caduta di Draghi - evidenzia - Il governo più credibile, autorevole e serio, che poteva farci uscire da una situazione tragica che ha visto sommarsi pandemia, guerra, inflazione e uno spread minaccioso. Un atto incredibile e incomprensibile». Il sogno di Brunetta era quello di «votare a fine legislatura, dopo una legge di Bilancio draghiana forte e strutturata. Ora abbiamo uno scenario distopico, il peggiore possibile».

  • Meloni: «Fieri della fiamma, sul presidenzialismo sceglieranno gli elettori»

    «FdI si batterà per il presidenzialismo, il Pd lo considera un pericolo per la democrazia. E gli italiani sceglieranno». Lo afferma al Corriere della Sera Giorgia Meloni parlando delle polemiche scoppiate sul presidenzialismo. «Non c’è nessuna dichiarazione di ostilità nei confronti di Mattarella - sottolinea - Il dubbio su cosa possa accadere dopo l’approvazione di una riforma ci può stare, ma noi pensiamo che la cosa più naturale e logica sia che una riforma di questa portata, che cambia l’assetto dei poteri, entri in vigore non a governo in carica, ma nella legislatura successiva». L’idea di Meloni è quella di un sistema semi-presidenziale alla francese. Tornando a parlare della polemica sul simbolo e delle parole della senatrice a vita Liliana Segre risponde: «La fiamma nel simbolo di FdI nulla ha a che fare con il fascismo, ma è il riconoscimento del percorso fatto da una destra democratica nella nostra storia repubblicana. Ne andiamo fieri».

    PER APPROFONDIRE / Fascismo, politica estera, conti pubblici: come è cambiata la linea di Meloni nell'ultimo mese

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