ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl discorso di insediamento

Governo, il giorno della fiducia: cosa dirà Meloni alla Camera

Il suo sarà il manifesto di un «governo politico», che ha come orizzonte l’intera legislatura, con l’obiettivo di dare seguito concreto e attuazione agli impegni assunti in campagna elettorale

di Barbara Fiammeri

Giorgia Meloni si insedia, lungo faccia a faccia con Draghi

3' di lettura

Non è solita scrivere i suoi discorsi. Da sempre preferisce parlare a braccio. Quelle di oggi però sono le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio. Quanto dirà stamane in Parlamento la prima donna premier e il primo capo di governo di destra di un Paese fondatore dell’Unione sarà attentamente soppesato, oltre che dai parlamentari in vista del voto di fiducia e dagli italiani anche da chi a Bruxelles come a Washington e in tutte le principali cancellerie vuole capire che Italia sarà quella guidata da Giorgia Meloni.

Il suo - rivendicherà - sarà il manifesto di un «governo politico», che ha come orizzonte l’intera legislatura, con l’obiettivo di dare seguito concreto e attuazione agli impegni assunti in campagna elettorale. «Fare l’interesse degli italiani» sarà la cifra della sua azione e su questo chiederà anche all’opposizione di impegnarsi sostenendo il sistema produttivo italiano (certo il riferimento al made in Italy) e il lavoro. Un appello alla responsabilità accompagnato dalla volontà di dare risposte immediate per fronteggiare le difficoltà che stanno vivendo imprese e famiglie a partire dal caro bollette. Un’anticipazione in vista della manovra che - nonostante il pressing di Salvini tornato sulla scena con un mini vertice della Lega su flat tax e pensioni - non metterà in pericolo i conti pubblici. E su questo è certa di avere al suo fianco anche il suo ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti immortalato anche lui nella foto che ritrae i partecipanti al mini consesso del Carroccio. Meloni sa che la tentazione di metterla in difficoltà è forte ma altrettanto la convinzione di non poter essere disarcionata perché a decidere di mandarla a Palazzo Chigi è stato il voto degli italiani.

Loading...

Il suo sarà quindi un intervento politicamente identitario ma allo stesso tempo impostato per parlare a una platea forse mai stata così ampia e diversificata. La politica internazionale, i rapporti con i partner europei e più in generale con gli alleati, anche quelli politicamente distanti, sarà al centro del suo discorso e inevitabilmente dell’agenda dell’esecutivo. Una anticipazione la si è avuta domenica sera nel faccia a faccia con Emmanuel Macron. Fonti diplomatiche l’hanno sintetizzato così: «Una relazione complessa ma necessaria per entrambi i Paesi» politicamente lontani ma con interessi convergenti in questa fase. Riflessione che non vale certo solo per il rapporto con la Francia.

Sulla guerra Meloni ribadirà la totale adesione alla scelta di difendere l’Ucraina. Nessun tentennamento né sul riarmo di Kiev né sulle sanzioni a Mosca. È la posizione che ha sostenuto con convinzione anche quando il suo partito era all’opposizione e di cui il suo predecessore, Mario Draghi, le ha reso merito in più occasioni. Parole nette che servono anche a cancellare le ambiguità espresse (gli audio di Berlusconi non sono un caso isolato)da alcuni dei suoi alleati di governo.

Altrettanto netta sarà però sul ruolo dell’Europa in questa fase. Proprio oggi a Lussemburgo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin e l’ex titolare del Mite oggi consulente della presidenza del Consiglio, Roberto Cingolani, saranno a Lussemburgo per mettere nero su bianco l’accordo raggiunto all’ultimo Consiglio europeo sul price cap. Tema su cui Meloni certamente tornerà. Così come sulla necessità che Bruxelles - come avvenuto con la pandemia - si faccia carico degli effetti provocati dalla crisi, del caro energia che ci sta portando verso una nuova recessione e rischia di mettere in discussione la sopravvivenza del sistema produttivo e di conseguenza la tenuta sociale del Paese.

Non mancherà neppure un passaggio sulle donne e sul nuovo ruolo che stanno imponendo in una società dove il potere è prevalentemente maschile. Non ci saranno arretramenti sui diritti e ieri all’erede al trono saudita, Mohammed bin Salman, che si è complimentato con lei, Meloni ha risposto sottolineando la disponibilità dell’Italia a cooperare per la stabilità del Medio Oriente, per la sicurezza energetica e «per i diritti umani».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti