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Meloni: «L’Italia non accederà al Mes». E annuncia una visita a Kiev all’inizio del 2023

La presidente del Consiglio ospite da Vespa fa un bilancio delle prime settimane a Palazzo Chigi. Sul gas “price cap è assicurazione contro la speculazione” mentre sul Pos “ingiusto imporre agli esercenti di accettare pagamenti per importi molto bassi”

Meloni: "Italiani spengano luce un'ora per capire gli ucraini"

4' di lettura

“Fin quando io conto qualcosa l'Italia non accede al Mes. Lo posso firmare col sangue”. Così Giorgia Meloni negli studi di Vespa per la sua prima intervista televisiva. Che complice il periodo dell’anno è anche un bilancio di questa manciata di settimane alla guida di Palazzo Chigi. “Non sono una persona che si spaventa, l’unica cosa che mi spaventa è deludere”. E ancora: “Gli italiani non si aspettano che tu faccia dei miracoli, sanno che la situazione è difficile e che può cambiare da un momento all'altro. Si aspettano che quello che fai non è per tornaconto personale ma per fare quello che è giusto. Io voglio fare quello che è giusto, nell'interese della nazione”. E proprio a colloquio con il giornalista Rai la presidente del Consiglio annuncia un suo viaggio a Kiev nei primi mesi del 2023. “Devo sentire Zelensky - ha detto - i nostri uffici diplomatici sono in contatto per sentirci prima di Natale. Voglio fare gli auguri al popolo ucraino, particolarmente in questo momento: questo è il periodo in cui tutte le culture del mondo celebrano la luce, e loro vivono al buio”.

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La questione Mes

Su questo fronte la premier è perentoria: “Fin quando io conto qualcosa l’Italia non accede al Mes, lo posso firmare col sangue”. Per poi spiega che la riforma del Mes “non è un grande tema ne discuterà il Parlamento. Se siamo gli unici che non approvano la riforma blocchiamo anche gli altri”. E insomma in ogni caso “se si approverà la riforma o no” l'Italia comunque non chiederà l'accesso al meccanismo.

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Il ruolo dell’Italia

“L'Italia - ha proseguito la premier - non è più l'eterna Cenerentola, se non per percezione di sé stessa. Sto girando il mondo e io non avevo idea di quanta voglia di Italia ci sia nel mondo”. Che poi ha aggiunto una nota personale. “Mi ha molto colpito tra le cose molto emozionanti accadute in queste settimane una signora che mi ha mandato un biglietto in cui c'era scritto 'io stavo per chiudere ma hai vinto le elezioni e ho deciso di non chiudere più', Da una parte mi ha terrorizzato perché capisci quanto impatto hai nelle scelte degli altri però vivaddio ti dice anche che c'è un'Italia che vuole credere, vuole combattere con te, vuole andare avanti, che non vuole sentirsi eterna cenerentola perché non lo è”.

Il gas e lo scudo anti-speculazione

Sollecitata sulla questione del prezzo del gas Meloni ha detto che “il tetto al prezzo del gas è un'assicurazione contro le impennate della speculazione”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Porta a Porta. “Il tetto è alto io però devo dire che la proposta che faceva la Commissione era un tetto a 275. Siamo arrivati a un tetto a 180, molto vicina alla proposta italiana. Il fatto che l'Europa dica: non accetteremo eccessivi rialzi di prezzo ha di per sé un effetto calmierante, non torneremo ai prezzi bassi di qualche anno fa ma nemmeno ai prezzi di agosto”. La premier indica tra gli “obiettivi principali in questi 5 anni” quello di diventare “hub” per l'energia “per l'intera Europa”. Parlando di fonti rinnovabili, la premier Giorgia Meloni ha lanciato la proposta di una “Borsa delle rinnovabili sganciata dal Ttf (il Title Transfer Facility, cioè il mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale dell'Europa continentale, ndr). Noi dobbiamo diversificare”.

Reddito di cittadinanza

Lavori “dignitosi ci sono e si trovano”: Si vorrebbe creare “un mondo perfetto dove tutti trovano il lavoro dei loro sogni ma se ti rifiuti di lavorare con lavoro dignitoso perché accetti solo il lavoro dei tuoi sogni non puoi pretendere che ti mantenga lo Stato con le tasse pagate da chi ha accettato un lavoro che spesso non era il lavoro dei sogni”. La premier ha poi aggiunto: “Noi riformeremo tutta la materia del reddito di cittadinanza. Ma le pare che ora chi beneficia del reddito non ha il vincolo di stare in Italia o c'erano redditi non calcolati o che si cumulavano e altre cose molto curiose?”.

Migranti

Nella gestione dei migranti “spesso abbiamo penalizzato i più deboli” e “quelli che accogliamo noi sono banalmente quelli che hanno i soldi da dare agli scafisti, gli altri no. Io non credo che sia un modo intelligente di gestire il problema dei profughi e dei migranti”. Venendo poi all’incidente diplomatico con Parigi Meloni ha parlato di “frizioni sull’immigrazione”, firizoni “che io rivendico perché al di là della propaganda, credo che tutti si siano resi conto che la reazione francese di fronte alla prima nave di una ong mai sbarcata in Francia con a bordo 230 persone, quando in Italia da inizio anno erano sbarcate 94 mila persone, la reazione risentita della Francia è la spia di un problema che io temevo e che ha avuto conferma e cioè che prima c'era un tacito accordo per cui l'unico posto di sbarco è l'Italia”.

Il “nodo” Pos

Sui pagamenti digitali la premier non arretra: “Sono certa del fatto che non sia giusto imporre agli esercenti di accettare pagamenti per importi molto, molto bassi”. In manovra “abbiamo fatto una norma che prevede una moral suasion affinché gli operatori si mettano d'accordo per azzerare le commissioni bancarie sotto un importo ragionevole, molto basso. Non posso imporlo per legge, essendo la moneta elettronica un servizio privato, ma se questo non accadrà posso considerare le commissioni un extragettito, tassarle e usare quella tassazione per aiutare gli esercenti”, conclude la premier.

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