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Meloni ruba voti a Lega e M5s. Pd verso il congresso e malumori nel Carroccio. Ecco chi entra e chi esce dal Parlamento

Tra new entry e grandi esclusi sono molte le novità della neonata XIX Legislatura che ha portato la vittoria del Centrodestra. Palazzo Madama perde Emma Bonino e vede il ritorno di Silvio Berlusconi

di Andrea Gagliardi

Bonaccini (Pd): la sconfitta è una responsabilità collettiva

4' di lettura

Balzata dal 4,3% al 26% in cinque anni, FdI ottiene il successo alle politiche 2022 prosciugando il bacino elettorale delle Lega e mettendo così a segno il sorpasso nella coalizione del centrodestra. Sono 7,2 milioni gli italiani che hanno scelto Giorgia Meloni e di questi per il 16% si tratta di una conferma. La metà arriva invece dai partiti alleati: per quasi un terzo, nel 2018, la scelta era stata la Lega mentre un quinto aveva puntato su FI. Fratelli d’Italia pesca anche in casa degli avversari: il 17% dei consensi proviene da elettori del partito di Giuseppe Conte e altrettanti dall’astensione. I dati emergono dall’analisi dei flussi condotta da Swg.

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Intanto i risultati deludenti di Pd e Lega aprono le porte a una resa dei conti. Il congresso dem è già annunciato. Il segretario ha deciso di non aspettare la scadenza naturale di marzo ma spinge per il prima possibile. «Non mi ricandiderò, dopo di me spero in una nuova generazione», ha detto il segretario affrontando davanti alle telecamere la solitudine della sconfitta. Sarà quindi il “traghettatore” verso un congresso di «profonda riflessione», come ha detto in conferenza stampa.

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Le candidature di Ricci, Schlein e Bonaccini

In pole tra i candidati c’è il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, Matteo Ricci. Il pensiero corre poi subito a Elly Schlein, vicepresidente in Emilia Romagna e capolista del proporzionale alla Camera nell’unica regione in cui il Pd è rimasto primo partito. Ma accanto a lei c’è anche l’ipotesi del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che governa con una maggioranza che va dalla sinistra (rappresentata da Schlein prima della sua elezione alla Camera) a Italia Viva, e che vanta di non aver mai avuto un solo giorno di crisi.

Zaia: risultato deludente, ora analisi seria sulle cause

Ma la situazione è di maretta anche nella Lega, finita sotto il 10%. Una cosa dopo il risultato del voto è certa: Matteo Salvini non ha alcuna intenzione di dimettersi da segretario della Lega con buona pace di chi, all’interno del movimento, dopo il sorpasso di Fratelli d’Italia che ha doppiato il Carroccio, ha chiesto “dimissioni immediate”. Sono tanti i dirigenti locali che di fronte al tracollo elettorale chiedono il congresso e le dimissioni di Salvini. «Stiamo parlando di un tracollo vero e proprio». Così l’assessore regionale della Lega Roberto Marcato. «Dignità impone dimissioni immediate» dice il deputato della Lega, Paolo Grimoldi. La sconfitta brucia, soprattutto per il Veneto «dove Fdi prende il doppio dei nostri voti - dice all’AdnKronos - qui è proprio una disfatta, e di fronte a una disfatta così un segretario responsabile si sarebbe già dimesso, o avrebbe fatto come Letta che ha detto che non si ricandiderà» dice il veneto Toni Da Re, eurodeputato del partito che non ha mai nascosto le sue critiche al segretario. E non nasconde che qualcosa ora si muove: «Siamo in tanti, si stanno raccogliendo le firme per il congresso». Ma all’attacco va anche un governatore di grosso peso come Luca Zaia: «Il voto degli elettori va rispettato, il popolo ti delega a rappresentarlo, quando non lo rappresenti più ti toglie la delega».

Fuori Bonino, torna Berlusconi

Intanto tra new entry e grandi esclusi sono molte le novità della neonata XIX Legislatura che ha portato la vittoria del Centrodestra. Palazzo Madama perde Emma Bonino, ma vede il ritorno di Silvio Berlusconi, l’ex premier ha infatti vinto nel collegio uninominale di Monza con il 50,31% delle preferenze. Bonino invece non ce l’ha fatta e rimane fuori dal parlamento, nel seggio romano ha prevalso Lavinia Mennuni (FdI) che ha spiazzato anche Carlo Calenda, salvato solo grazie al paracadute del proporzionale.

Calenda salvato dal proporzionale

Il leader di Azione sarà uno dei big che si confronteranno in Senato dove siederanno anche il leader di Iv Matteo Renzi, quello della Lega Matteo Salvini e il presidente uscente della Regione siciliana Nello Musumeci (FdI).

Lotito senatore per il centrodestra

Enrico Letta e Nicola Zingaretti siederanno tra i deputati come anche i leader di Verdi e Sinistra Italiana Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Sbarca da Bruxelles a Montecitorio il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani. Ce l’ha fatta stavolta il forzista Claudio Lotito: il presidente della Lazio, diventa senatore per il Centrodestra, vincendo nel collegio uninominale in Molise. Resta in Senato anche l’ex presidente Elisabetta Casellati (Forza Italia), che ha conquistato il suo seggio correndo in Basilicata.

I duelli tra i big

Nelle sfide a due, che hanno coinvolto nomi storici della politica l’hanno spuntata, Daniela Santanché, Perferdinando Casini e Isabella Rauti. A Sesto San Giovanni, nella ormai ex Stalingrado d’Italia, la figlia di Pino ex segretario del Msi, fra i fondatori della Fiamma tricolore, ha sconfitto Emanuele Fiano (Pd). Daniela Santanché (FdI) a Cremona, ha avuto la meglio (52,17% voti) su Carlo Cottarelli (27,3%) e rimane a palazzo Madama. Pierferdinando Casini si appresta a vivere l’undicesima legislatura consecutiva da parlamentare, ha infatti vinto il collegio senatoriale di Bologna, fortino della sinistra, superando il critico d’arte Vittorio Sgarbi del centrodestra.

Ilaria Cucchi eletta al Senato

Tra gli affezionati riconfermati alla Camera anche Bruno Tabacci, Benedetto Della Vedova (+Eu) che a Milano ha avuto la meglio su Giulio Tremonti: l’ex ministro berlusconiano, che stavolta ha corso per FdI, rimane fuori dal parlamento. Diventa senatrice Ilaria Cucchi, candidata del centrosinistra, eletta a Firenze in un collegio che era considerato blindato per il centrosinistra

Di Maio e Bellanova fuori dal Parlamento

Senatore per il Pd anche il virologo Andrea Crisanti. Montecitorio invece dà l’addio al ministro degli Esteri Luigi Di Maio sconfitto dall’ex ministro Sergio Costa (M5s) nel collegio uninominale di Napoli Fuorigrotta e acquista la compagna di Berlusconi, Marta Fascina, che vince a Marsala e viene eletta alla Camera. Fuori anche l’ex ministra di Iv Teresa Bellanova. Ko elettorale per il senatore conservatore leghista Simone Pillon, attivo e per la dem Monica Cirinnà sua storica antagonista sui temi dei diritti civili

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