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Meloni vede i sindacati. «Si rischiano pensioni future inesistenti»

Sul tavolo numerosi dossier, dal taglio del cuneo fiscale alla questione degli extraprofitti

di Nicola Barone

(ANSA)

3' di lettura

«Abbiamo sempre riconosciuto l’importanza del confronto con le parti sociali. Il nostro approccio è di totale apertura e rispetto. Dove ci porterà questo confronto dipenderà dell’approccio e dalla disponibilità di ciascuno di noi». È il modo con cui il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontrando i sindacati a Palazzo Chigi avvia il dialogo. «Stiamo affrontando il momento più difficile della storia della Repubblica e questo richiede da parte di tutti un supplemento di responsabilità. Bisogna mettere da parte i preconcetti e, nel rispetto delle diverse convinzioni, è necessario provare a ragionare tutti nella stessa direzione, la difesa dell’interesse generale».

Lavoro è priorità delle priorità

Nel discorso del presidente del Consiglio trovano spazio le urgenze su cui l’esecutivo ha in animo di intervenire con i prossimi provvedimenti di politica economica. «In questo momento la priorità delle priorità è il lavoro, la grande criticità italiana. L’Italia ha tra i tassi più bassi di occupazione dell’Occidente, ha tra i più bassi tassi di lavoro femminile, tra i più alti tassi di lavoro nero».

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Si rischiano pensioni future inesistenti

«Siamo nel mezzo di una crisi internazionale sociale, usciamo da una pandemia, c’è una crisi energetica in corso, un aumento dei costi delle materie prime, una inflazione vicina al 10%, salari perlopiù inadeguati, pensioni di oggi basse, e quelle future rischiano di essere inesistenti», dice il premier. «Abbiamo anche una tassazione sul lavoro che è un grande freno, tassi di interessi che tornano a salire. In definitiva, non è una situazione facile quella che troviamo, ma la affronteremo».

No a contrapposizioni, sarò leale

L’atteggiamento di fondo inaugurato dal premier tenderebbe a escludere una linea di muro contro muro. «Possiamo decidere di affrontare questa situazione in una logica di contrapposizione, oppure decidere di farlo in una logica di collaborazione. Il mio personale approccio sarà di lealtà e di trasparenza, e sono sicura di poter trovare lo stesso atteggiamento anche dall’altra parte di questo tavolo».

Alleanza per sicurezza energetica

Un accenno inoltre al tema più spinoso del momento per imprese e famiglie. «Le risorse del Pnrr destinate alle infrastrutture energetiche erano intorno al 5% delle risorse complessive. Bisogna stabilire quali siano le priorità e questo è un tema strategico del quale mi interessa in relazione ad un’alleanza per la sicurezza energetica che diventa, nel caso nostro, non solo un tema di sicurezza e di indipendenza ma anche di strategia che può essere una delle nostre scelte più felici».

Verso quarto decreto aiuti

Insieme a Meloni i ministri alle Imprese e made In Italy Adolfo Urso, alla Pa Paolo Zangrillo, al Lavoro Marina Calderoni, all’Economia Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Seduti dall’altro lato del tavolo i vertici delle principali sigle (compresa l’Ugl). L’incontro, chiesto a gran voce dai sindacati, arriva alla vigilia del via libera del Consiglio dei ministri al quarto decreto aiuti, che mette sul piatto 9,1 miliardi, come annunciato stamattina dal ministro dell’Economia in audizione sulla Nadef.

La reazione dei sindacati

I sindacati apprezzano il dialogo («un metodo importante») ma aspettano i fatti. «Oltre ad una disponibilità al confronto, oggi risposte di merito non ne abbiamo ancora avute», afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e dunque «la valutazione è sospesa». «Auspichiamo che nelle prossime settimane ci possano essere ulteriori opportunità per discutere nel merito della legge di Bilancio e della prospettiva legata alla crescita, allo sviluppo, alla qualità e stabilità del lavoro», dice il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. «Meloni ha inaugurato una nuova stagione di confronto sociale», sottolinea intanto il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone. I temi vanno dalla sicurezza sul lavoro alle pensioni. Un fronte su cui lavorare con le prime misure da inserire nella manovra, che però ha «spazi troppo stretti», sottolinea Landini. Di qui, la richiesta rilanciata dai sindacati di allargare la tassazione sugli extraprofitti oltre le aziende energetiche e di portarla al 35%: consentirebbe di reperire 14 miliardi l’anno, calcola il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri.


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