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Meno auto private ma più margini e ricavi nei trasporti del futuro

I vantaggi per l'industria se punterà su riciclo e nuovi modelli di business. Di Loreto: «Entro il 2040 le auto private potrebbero rappresentare solo il 40% dei chilometri di trasporto urbano in tutto il mondo, rispetto all'attuale 65%»

di Alberto Annicchiarico

2' di lettura

L'economia circolare è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità sui quali oggi l’Automotive è in ritardo. Gli investimenti, secondo CapGemini, sono andati a rilento dal 2019, mettendo a rischio gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sulle emissioni al 2050. Tempo per recuperare ce n’è. Secondo un nuovo studio di Bain & Company, dal titolo “Reuse, Remanufacturing, Recycling, and Robocabs: Circularity in the Automotive Industry”, con il riciclo, un uso più efficiente dei materiali e lo sviluppo di nuovi modelli di business per la mobilità, le emissioni associate ai materiali utilizzati nella produzione di ogni veicolo potrebbero essere ridotte del 60% entro il 2040. E sempre entro il 2040, l'uso di materiali riciclati nella produzione del settore in Europa potrebbe più che raddoppiare, passando dall’attuale 20-25% a circa il 60%.

Veicoli riciclabili al 100% (quasi)

Secondo l’analisi, i nuovi veicoli prodotti nel 2040 potrebbero essere riciclabili quasi al 100%, rispetto all'attuale 75-80%. Un aumento di sei volte nell'uso di parti riciclate nelle riparazioni auto - passando da solo il 2% nel 2020, al 10-15% entro il 2040 - potrebbe nel frattempo garantire una migliore circolarità per tutta la durata di vita di un veicolo.

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L'Ue punta in particolare ad alzare notevolmente il tasso di riciclo dei materiali delle batterie entro il 2030: 70% per il litio e 95% per cobalto, rame e nichel. Le nuove norme prevedono anche un aumento della misurazione delle emissioni di carbonio, richiedendo che l'impronta carbonica della batteria e altri elementi tecnici siano monitorati durante l’intero ciclo di vita.

La domanda delle generazioni Z e Y

Anche il cambiamento delle abitudini dei consumatori darà un sostanziale contributo. «I cambiamenti saranno favoriti dalla domanda delle generazioni Z ed Y -  osserva Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company - con il passaggio per esempio dal possesso all’utilizzo e lo sviluppo del business del noleggio. Il business dei Robocab (taxi a guida autonoma, ndr) ha un potenziale significativo: entro il 2040 le auto private potrebbero rappresentare solo il 40% dei chilometri di trasporto urbano in tutto il mondo, rispetto all'attuale 65%».

L’importanza delle partnership

Il rapporto di Bain evidenzia come la circolarità possa portare benefici significativi anche al di là della riduzione dell'impronta di carbonio: strategie circolari migliorano la resilienza delle supply chain automobilistiche, tema fondamentale nell’attuale contesto geopolitico, riducono i costi dei materiali nel lungo periodo, aumentano i margini e attivano nuovi flussi di ricavi. «Tutti questi cambiamenti - conclude Di Loreto - indicano la necessità per le case e i componentisti di innovare rapidamente per rimanere al passo con la rivoluzione dei trasporti. In questo contesto, le partnership si riveleranno fondamentali».

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