Indice della sportività 2021

Indice della sportività 2021: Varese in testa, 7 province lombarde nella top 20

Nell’indagine di PtsClas sette le province lombarde nella top 20, Varese in vetta. Sul podio anche Trento e Genova. Il Sud in coda nonostante gli ori olimpici

di Andrea Gianni e Gianni Menicatti

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3' di lettura

Meno Covid e più Giochi, olimpici e paralimpici: due aspetti che pesano non poco nell’annuale classifica dell’Indice di sportività elaborata da PtsClas e giunta all’edizione n. 15. La ripresa dell’attività sportiva, seppur con diverse limitazioni, è stata valorizzata dai grandi successi delle nazionali azzurre (nel calcio e nel volley, in primo luogo) e, soprattutto, dalle numerose e diffuse medaglie conquistate alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi di Tokyo, i cui risultati hanno influito in misura rilevante (12%) nel paniere degli indicatori che compongono l’Indice.

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Varese, Trento e Genova sul podio

Grazie alle ottime performance degli atleti e delle società sportive, Varese è leader nella classifica generale: in 14ª posizione lo scorso anno, è la prima provincia della Lombardia a conquistare lo “scudetto” dello sport. Trento al fotofinish si aggiudica la piazza d’onore guadagnando una posizione e conquistando il prestigioso primato di provincia “più attrattiva” per i grandi eventi sportivi nazionali e internazionali. Al terzo posto Genova, solo 19ª nel 2020 in quanto fortemente penalizzata dagli effetti della pandemia; effetti ancora presenti (guida, infatti, in negativo la “classifica sull’impatto del Covid”), ma compensati dalla leadership negli sport di squadra meno popolari e da altri piazzamenti fra le prime tre.

Gli ottimi risultati della Lombardia

Ai piedi del podio Cremona (quarta, era 22ª), unica provincia con due vincitori olimpici (Valentina Rodini nel canottaggio e Fausto Desalu nell’atletica), e Bergamo (quinta, era seconda) che vince nel “calcio professionistico”. Per la Lombardia un exploit completato da Milano (12ª), Monza Brianza (15ª), Brescia (18ª) e Lecco (20ª), per un totale di sette territori su 12 nella “top 20” generale. E Pavia conquista il primo posto per le medaglie olimpiche al maschile grazie agli argenti di Mauro Nespoli nel tiro con l’arco e di Manfredi Rizza nel kayak nonché ai due bronzi del nuotatore Federico Burdisso. «L’ottimo risultato delle province lombarde - sottolinea Alberto Miglietta, vicepresidente di PtsClas ed ex amministratore delegato di Coni Servizi - mette in luce, nonostante i problemi ancora irrisolti, un sistema sportivo ben organizzato e competitivo e un territorio pronto a intraprendere il percorso verso le Olimpiadi invernali 2026».

Da Trieste a Macerata gli altri primati

Trieste si conferma sesta conquistando quattro successi parziali: atleti, dirigenti e tecnici, sport dell’acqua e “culle olimpiche”, un nuovo indicatore sulle località di nascita degli azzurri presenti nelle edizioni dei Giochi dal 2000 a Tokyo. Tra le prime 10 anche Treviso (settima e leader nel rugby), Macerata (ottava, con successi parziali nel volley, nelle squadre di città non capoluogo e nello sport paralimpico) e Verbania, che si piazza nona recuperando molte posizioni grazie alle prestazioni di Filippo Ganna ed Elisa Longo Borghini nel ciclismo. Rientra nella top 10 Livorno, prima per “sport, storia e cultura”.

Sono ben sei le province che lasciano la fascia alta della classifica: in primo luogo Bologna (11ª), al vertice lo scorso anno, che vanta però due successi di peso nelle classifiche parziali del basket e del nuoto. Bolzano e Vicenza - quarta e quinta nel 2020 - sono 17ª e 26ª, penalizzate da risultati olimpici non di rilievo; stesse valutazioni per Lecco (ora 20ª), che comunque rimane in testa alla voce “sport e bambini”. Torino perde cinque posizioni piazzandosi 14ª e viene superata da Milano fra le grandi aree metropolitane, rimanendo davanti a Roma (19ª, in progresso di 12 posizioni e leader per “tasso di praticabilità sportiva” e “imprese dello sport”) e Napoli. Fuori dalle “dieci” anche Padova (25ª).

Da sottolineare, fra le altre cose, la doppia vittoria di Aosta - 29ª nella graduatoria generale - per gli sport invernali e per la relazione tra sport, turismo e natura. In complesso sul podio salgono 53 province di 17 regioni (mancano solo Calabria, Umbria e Basilicata): Trieste con otto podi precede Livorno (cinque), Genova, Trento, Bolzano, Rimini, Milano, Varese e Macerata (tutte a quattro).

Il Mezzogiorno resta sul fondo

Scende al 22° posto Cagliari (era 15ª), ma mantiene la leadership del Mezzogiorno. Nonostante le medaglie olimpiche conquistate a Tokyo (poco meno di 20, con tre ori individuali della Puglia) non decollano le altre province meridionali. Dopo Cagliari troviamo Brindisi in 56ª posizione, spinta dall’oro di Vito Dell’Aquila nel taekwondo, seguita da Napoli (57ª) e Bari (58ª). Sempre grazie ai successi alle Olimpiadi - rispettivamente l’oro di Lorenzo Patta con la fantastica staffetta 4x100 e quello di Luigi Busà nel karate - Oristano (68ª) e Siracusa (69ª) recuperano diverse posizioni. Ma comunque sono tutte meridionali le ultime nove posizioni, con il Sud Sardegna che eredita da Enna la maglia nera.

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