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Meno energia, la pizza è buona per l’ambiente

di Barbara Ganz

Pizze sostenibili. L'80% del packaging proviene dal riciclo

2' di lettura

«La pizza è un cibo pieno di significati. Rappresenta l’Italia, incarna valori come il rispetto del territorio, il lavoro e la creatività delle persone, l’eccellenza delle materie prime. Vogliamo portarla ovunque, a tutti. Ma nel fare questo dobbiamo impegnarci affinché la nostra pizza sia sempre più buona non solo nel piatto, ma anche per l’ambiente e per la società». Dario Roncadin è amministratore delegato dell’omonima azienda di Meduno (PN) sinonimo di pizze surgelate di alta qualità: 100 milioni di pezzi prodotti all’anno che arrivano in 38 Paesi. L’azienda, che da circa un anno è Società Benefit, ha presentato il suo primo bilancio di sostenibilità. Il percorso di Roncadin comincia da lontano, quando nel 1992 l’azienda sceglie di stabilire la produzione a Meduno, in un territorio ricco di risorse naturali, ma poco sviluppato e soggetto a spopolamento. Negli anni si susseguono tante altre scelte, spesso in anticipo sui tempi: già nel 2010 l’azienda punta su un impianto fotovoltaico che ora è arrivato a produrre 1,5MWh, parte di una strategia 100% green energy per cui Roncadin ha vinto nel 2014 il premio “Coop for Kyoto” in questa categoria; un parco auto aziendale che si sta convertendo totalmente all’elettrico; sistemi di recupero delle acque di scarico e di efficientamento energetico sui tunnel di surgelazione (per un abbattimento delle emissioni pari a -600 tonnellate di CO2 all’anno); iniziative a tutela della biodiversità come l’apiario aziendale con 650mila api (gli insetti impollinatori hanno trovato casa in un terreno adiacente l’azienda, in 13 arnie prodotte con legno certificato gestite da un dipendente esperto). Grande attenzione anche agli imballaggi: l’80% del packaging di Roncadin proviene da materiali riciclati e, per alcune linee di prodotto, le confezioni sono realizzate al 100% con carta riciclata e riciclabile, con film interno protettivo 100% compostabile. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è l’adesione di Roncadin alla campagna “Etichetta Consapevole” di Too Good To Go che sensibilizza i consumatori contro lo spreco alimentare. Tutto questo ha fatto sì che, dal 2021 a oggi, il consumo di kWh per pizza si sia ridotto del 18%, pari a -1,4kg di CO2 prodotta per ogni pezzo. L’impegno riguarda anche le filiere di approvvigionamento sempre più sostenibili, etiche, bio e “corte”, con valorizzazione delle materie prime e dei produttori locali. Il marchio Roncadin aggrega circa 600 fornitori italiani presenti in 80 province e per sostenerli ancora di più l’azienda ha aderito al Programma Sviluppo Filiere di Intesa Sanpaolo. E poi il grande capitolo dedicato alle persone, ai lavoratori: quasi 800, l’80% donne. «Sono loro la nostra prima fonte di successo – sottolinea Dario Roncadin –. Proprio per questo siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per ampliare i servizi ai nostri dipendenti, favorire il dialogo e la condivisione, incrementare i progetti volti al benessere, alla sicurezza, alla salute e alla conciliazione famiglia-lavoro». Gli investimenti in formazione, piano talent, welfare e sostegno alla famiglia hanno contribuito a creare un ambiente che attira sempre più persone nel territorio di Meduno e contribuisce a generare benessere diffuso.

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