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Meno espulsioni, più permessi: le novità del nuovo decreto sicurezza

Tornano più ampie le possibilità di ottenere il sì al soggiorno in Italia per motivi di protezione internazionale

di Marco Ludovico

Nuovo decreto sicurezza: "protezione umanitaria" e no multe a Ong

Tornano più ampie le possibilità di ottenere il sì al soggiorno in Italia per motivi di protezione internazionale


3' di lettura

È la parte meno in risalto nelle cronache. Ma può cambiare e non di poco l’approccio agli ingressi dei migranti in Italia. Il nuovo decreto sicurezza approvato lunedì scorso dal Consiglio dei ministri presieduto da Giuseppe Conte, su proposta del titolare del Viminale Luciana Lamorgese, interviene sulla stretta decisa dall’allora ministro Matteo Salvini per la cosidetta protezione umanitaria. Accusata, secondo i leghisti e tutto il centrodestra, di alimentare una presenza abnorme di stranieri in Italia.

Le osservazioni di Sergio Mattarella

Si ricorderà come il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviò una serie di osservazioni sui decreti Salvini. Da qui riparte il testo messo a punto già ad agosto dal ministro Lamorgese. Sottolinea la relazione illustrativa: «L'intervento normativo risponde all'esigenza di dar seguito alle osservazioni formulate dalla Presidenza della Repubblica».Così come è stato necessario ritrovare «coerenza tra le disposizioni legislative interne» e quelle del Parlamento e del Consiglio Ue. Il nuovo decreto legge, insomma, intende ripristinare un caposaldo reso fragile da Salvini. «Il principio del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali costituisce pertanto il primo fondamento del provvedimento».

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Meno espulsioni

E’ tuttora in vigore «il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatriodetermini, per l'interessato, il rischio di tortura». Ma con il decreto Lamorgese si introduce una nuova ipotesi: «il rischio di essere sottoposto a trattamenti inumanio degradanti». E la relazione mette in rilievo l’introduzione di «una nuova fattispecie di divieto di espulsione che consegue al rischio di violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare». In queste situazioni «è previsto il rilascio di permesso di soggiorno per protezione speciale, previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale».

Più poteri alle Commissioni territoriali

Il decreto prevede «un ampliamento delle competenze attribuite alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale». Non è novità di poco conto. Sono, ricorda il Viminale, «organismi di specifica competenza tecnica in materia, composti anche da un esperto in materia di protezione internazionale e di tutela dei diritti umani, designato dell'Unhcr». In base al decreto le Commissioni ora sono chiamate a decidere anche su situazioni «diverse da quelle della protezione internazionale». Come, per esempio, i casi di «divieto di espulsione per stranieri che versano in condizioni di salute di particolare gravità».

Tornano le iscrizioni all’anagrafe

Altro aspetto non secondario, i migranti richiedenti asilo potranno di nuovo richiedere l’iscrizione all’anagrafe: i decreti Salvini li escludevano ma va aggiunto come le pressioni di mollti sindaci, non solo di centro destra, sul ministero dell’Interno per alleviare il lavoro degli uffici municipali, sono di lunga data. Poi «la Corte costituzionale, con sentenza n. 186 del 9 luglio 2020 ha dichiarato l’illegittimità dell’intero complesso normativo recato dall'articolo 13, D.L. 113/2018, che precludeva l’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, per violazione dell'articolo 3 della Costituzione». Il testo del nuovo decreto legge «diretto a dare ordine alla materia, con l'affermazione del diritto all'iscrizione anagrafica, la disciplina delle relative modalità e regola anche il rilascio della carta d'identità». Con buona pace di qualche sindaco polemico.

Le accuse di intervento parziale

In molti, soprattutto a sinistra, hanno accusato il governo Conte e il Pd di non aver azzerato i decreti Salvini: prospettiva in realtà mai presa in considerazione da nessuno perchè impraticabile sul piano tecnico e poliltico. Era anche molto difficile azzerare le multe alle Ong (organizzazioni non governative). Quelle previste ora hanno una procedura lunga di emanazione, in ogni caso non sono più le cifre astronomiche fino a un milione di euro.La vera mancanza sul piano umanitario e politico resta l’intervento sul nuovo accordo con la Libia. Per garantire il pieno rispetto dei diritti umani nei campi profughi o di accogliemento dei migranti salvati dalle forze di sicurezza dello stato nordafricano e riportati a terra. Le immagini e le storie orribili si succedono senza sosta. La trattativa è resa ardua se non improcedibile oggi con il caos ai vertici politici libici.Ma intanto torture e violenze continuano.

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