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Meno green bond e più emissioni social

La crisi legata al Covid-19 ha provocato uno scatto di obbligazioni sociali con emissioni per 12 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2020 più che raddoppiate rispetto al precedente trimestre.

di Mara Monti

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(meenkulathiamma - stock.adobe.com)

La crisi legata al Covid-19 ha provocato uno scatto di obbligazioni sociali con emissioni per 12 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2020 più che raddoppiate rispetto al precedente trimestre.


3' di lettura

Meno green bond e più social e sustainability bond. Con la crisi scaturita dal coronavirus gli emittenti stanno riducendo i collocamenti di nuovi bond verdi a favore delle obbligazioni legate all’emergenza Covid. L’agenzia di rating Moody’s ha ridotto le previsioni da 400 miliardi di euro per il 2020 (green 300 miliardi di dollari, obbligazioni sociali 25 miliardi e sustainability bond per 75 miliardi) dopo un primo trimestre in forte calo del 49 per cento. Ora l’agenzia prevede fino a 325 miliardi di dollari per l’anno in corso, ma la crisi ha provocato uno scatto di obbligazioni sociali con emissioni per 12 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2020 più che raddoppiate rispetto al precedente trimestre.

Boom di emissioni social e sustainability

Secondo HSBC le emissioni di social e sustainability bond raggiungeranno quest'anno tra 100 e 125 miliardi di dollari, un aumento di 25 miliardi di dollari rispetto alla stima precedente, proprio a causa della risposta del mercato al Covid-19. Anche per HSBC, le stime di nuovi green bond sono state abbassate per via della forte riduzione avvenuta lo scorso marzo quando sono stati raccolti appena 5 miliardi di dollari dai 15 miliardi di dollari di marzo 2019. Sempre a marzo sono invece raddoppiate le obbligazioni sociali a 4,3 miliardi di dollari.

Green bond in crescita nei mercati emergenti

A livello globale, il mercato dei green bond ha sovraperformato nel 2019, con un volume di emissioni record pari a 240 miliardi di dollari (il 3% delle obbligazioni globali complessive emesse lo scorso anno), secondo un report di Amundi-IFC. In crescita anche le emissioni green nei mercati emergenti aumentate del 21% raggiungendo la quota di 52 miliardi di dollari, portando la dimensione complessiva del mercato a 168 miliardi di dollari. Una crescita guidata dalla Cina, con l'Asia orientale e la regione del Pacifico che rappresentano l'81% del mercato. Al di fuori della Cina, i principali emittenti sono stati: India, Cile, Polonia, Filippine, Emirati Arabi Uniti e Brasile, dimostrando una maggiore diversificazione geografica.

La crisi sostiene la crescita dei bond sociali

Questi numeri sono destinati a salire dal momento che governi, agenzie sovranational e imprese hanno già iniziato ad utilizzare questa tipologia per finanziare l’emergenza coronavirus a tutti i livelli. Molti paesi europei hanno emesso titoli di Stato senza necessariamente citare lo scopo dell’emissione, ma l’intenzione era chiara. Sul fronte degli investitori, la risposta è stata positiva con ordini molto grandi e un numero elevato di sottoscrittori: secondo i calcoli del FMI i governi hanno già stanziato aiuti per fiscali per un totale di 8 mila miliardi di dollari secondo i calcoli del FMI allo scopo di migliorare i sistemi sanitari, aumentare la capacità degli ospedali, attrezzature per i reparti ospedalieri e per i medici, per lo sviluppo dei vaccini. Oltre alle emergenze sanitarie i governi hanno l’esigenza di dare sostegno all’economia, alle imprese, alle fasce sociali più vulnerabili della popolazione, ma anche per attuare programmi di investimento su larga scala.

LE EMISSIONI DEI GOVERNI DURANTE LA CRISI COVID-19
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Dai governi alle agenzie sovranational la raccolta di “Covid-bond”

A differenza dei governi, le agenzie sovranazionali sono andate sui mercati dei capitali a seguito della crisi mettendo in chiara evidenza l’uso dei proventi per sostenere la lotta al virus. Come nel caso dell’International Finance Corporation (IFC), parte della Banca Mondiale (per un miliardo di dollari emesso l'11 marzo), la Banca europea per gli investimenti (un miliardo di dollari emesso il 1 aprile), African Development Bank (3 miliardi di dollari il 2 aprile), Council of Europe Development Bank (un miliardo di dollari il 2 aprile) e la Banca Mondiale (8 miliardi di dollari emessi il 25 aprile, seguiti da altri tre in rapida successione, portando il totale a 15 miliardi di dollari): tutti questi emittenti hanno ricevuto di un’enorme domanda da parte degli investitori che così facendo hanno contribuito a sostenere strumenti finanziari per questa emergenza.

I BOND DELGATI A COVID-19
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Data l’emergenza della crisi, molti emittenti non hanno avuto il tempo di seguire le procedure per ottenere l’etichetta di social bond, ma l’obiettivo è stato specificato nei prospetti. Secondo la banca francese Natixis CIB tali obbligazioni «sono state, nel complesso, accolte favorevolmente dal mercato, come dimostrato dall’ampia sottoscrizione degli ordini (che sono stati tra tre volte e sette volte la domanda). Inoltra, la presenza di investitori specializzati in ESG segnala come queste obbligazioni rientrino nelle loro strategie di investimento».

«Mentre governi e comunità affrontano collettivamente l’emergenza Covid-19, riconosciamo l’importanza di rendere l’economia più resistente agli shock globali - ha commentato Yerlan Syzdykov, global head emerging markets di Amundi -. Sebbene sia difficile valutare gli impatti di lungo termine dell'attuale crisi e vi siano ancora molte sfide per sviluppare il mercato dei green bond su ampia scala, lo slancio sta crescendo sostenuto da un maggior numero di investitori che mirano ad allineare le proprie strategie di investimento con considerazioni ambientali».

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