piano di accumulo del capitale

Meno rischio più rendimento: ecco come investire «a rate»

di Andrea Gennai

(Marka)

3' di lettura

È sempre più frequente il fenomeno di risparmiatori che si trovano a investire piccole somme, ad esempio 100 euro al mese. La difficoltà di mettere da parte porzioni più ampie del reddito, visti i tempi che corrono, non deve precludere la via degli investimenti: si possono infatti ottenere risultati interessanti nel tempo anche versando somme apparentemente poco importanti. Una simulazione realizzata da Moneyfarm a tal proposito evidenzia come un portafoglio bilancio di Etf (con un esposizione al 60% in azioni), versando 100 euro al mese, negli ultimi 5 anni avrebbe avuto un ritorno del 5,7% annuo. Non male. Anche se cinque anni possono essere un periodo non sufficiente per valutare un investimento e gli ultimi 5 anni in particolare sono stati favorevoli all’equity.

Comunque la sensatezza del principio di fondo è intatta. «Con l’investimento a rate - spiega Giovanni Daprà, ad Moneyfarm - si riduce drasticamente la volatilità delle azioni nel tempo e si può risparmiare portando a casa risultati interessanti anche in chiave previdenziale». Un punto importante sono i costi, che possono incidere in maniera rilevante sulla performance. «Nel nostro caso - continua Daprà - applichiamo l’1% complessivo a fronte di una media dei fondi del 2,2%. Il 30% dei nostri clienti ha un piano di accumulo con un ammontare medio di 250 euro al mese e un orizzonte di 3/5 anni. Si tratta di una modalità in costante crescita.

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Chi vuol trarre dei benefici da queste strategie deve puntare sull’azionario. Si tratta di soluzioni adatte a chi ha l’obiettivo di accumulare, persone giovani ma non solo, che possono avere un orizzonte di medio e lungo termine. Abbiamo anche un linea solo obbligazionaria che in 5 anni ha reso l’1,22% all’anno. Si tratta di uno strumento per le persone che sono vicine alla pensione oppure in tempi non troppo lontani hanno bisogno della liquidità e quindi non possono assumersi troppi rischi».

A CONFRONTO

Simulazione realizzata da Moneyfarm di due portafogli (uno bilanciato 60-40 azioni e bond e uno solo bond) con rendimenti lordi e versamenti di 100 euro al mese – periodo luglio 2012-2017 (fonte: elaborazioni su dati Moneyfarm)

A CONFRONTO

Anche Gianni Lupotto, ad di Alfa, società di consulenza, sottolinea come l’investimento con piccole somme necessiti «di effettuare una scelta in base al proprio profilo di rischio: chi si pone con una bassa propensione al rischio è opportuno che resti nell’ambito di un conto remunerato, perché altre forme di impiego sono costose e i bassi ritorni non compensano i costi sostenuti. D’altro canto per impostare una strategia di medio e lungo termine, con un orizzonte di 8/10 anni, è importante poi non aver bisogno strada facendo dei soldi investiti fino alla scadenza del piano (vedi altro pezzo in pagina, ndr)».

Detto questo scegliendo uno strumento azionario (per esempio un Etf azionario globale ad accumulo dei proventi), si possono ottenere risultati significativi. «Abbiamo realizzato - continua Lupotto - una simulazione negli ultimi 10 anni, a partire dal luglio 2007 e quindi iniziando il piano poco prima del grande crollo del 2008. Anche in un caso così sfortunato, investendo poco meno di 11mila euro, equivalenti circa a 100 euro al mese senza interruzioni, avremmo oggi un controvalore finale di portafoglio di 18.500. Anche tenendo conto di aggiungere il costo di elevate commissioni di negoziazione, ad esempio un 10% complessivo, la rendita sarebbe stata di tutto rispetto. Solo accettando il rischio e non abbandonando il piano anzitempo, si possono portare a casa risultati interessanti nel medio e lungo termine».

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