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Meno sport in palestra ma alla «Generazione Z» piace acquistarlo online

Con il ritorno alla normalità le prenotazioni di corsi da fare in palestra sono in calo del 29%, ma lo sport “comprato” online piace a 8 giovani su 10

di Marcello Frisone

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(IMAGOECONOMICA)

Con il ritorno alla normalità le prenotazioni di corsi da fare in palestra sono in calo del 29%, ma lo sport “comprato” online piace a 8 giovani su 10


5' di lettura

Con la ripresa della “normalità” si fa meno sport in palestra. Le prenotazioni per i corsi sono infatti calate del 29% rispetto al lockdown causato dal Covid 19 . Allo stesso tempo, però, l’industria dello sport affronta la fase 3 completamente trasformata dalla digitalizzazione: per 8 giovani su 10 sotto i 20 anni (la cosiddetta Generazione Z), l'uso di piattaforme per accedere a strutture e corsi ha migliorato notevolmente la fruizione di sport e oltre la metà di loro (53%) si trova meglio nel proprio club da quando è possibile pagare da mobile. A rivelare questo trend è una ricerca dell'Osservatorio Sportclubby, piattaforma per prenotare corsi, campi e servizi dedicati a qualsiasi tipo di sport, che monitora più di 650 strutture e trainer e oltre 250.000 utenti attivi in Italia.

Sempre più digitale lo sport post-Covid

Le misure volte a garantire la sicurezza di chi si allena hanno accelerato il ricorso a strumenti digitali per controllare gli accessi alle strutture e hanno permesso di migliorare l'esperienza degli utenti.Nell'ultimo mese, per esempio, è raddoppiato rispetto al 2019 (+95%) il numero di realtà che hanno digitalizzato i propri servizi e pagamenti grazie a Sportclubby e le prenotazioni nei singoli centri sportivi sono cresciute del 70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un trend che aveva iniziato a farsi sentire durante il lockdown, con una crescita di nuove palestre “digitali” del 130% già ad aprile-maggio.

I benefici dell’evoluzione digitale

Un'indagine su 680 sportivi italiani attivi sulla piattaforma ha permesso di analizzare i principali benefici di questa evoluzione “tech” del settore. Per 2 persone su 3 è notevolmente migliorata la comunicazione da parte dei club, per cui è più facile rimanere sempre aggiornati su quello che succede nella propria palestra. Ad apprezzare il nuovo approccio sono soprattutto i giovani tra i 20 e 35 anni (71%), da sempre abituati a informarsi prevalentemente online.
Anche l'accesso ai corsi, alle attività e alla prenotazione dei campi è migliorata rispetto a prima che il club utilizzasse l'app: ad affermarlo sono il 66% degli intervistati, tra cui pesa soprattutto il cluster degli under 20 (80%).
Oltre la metà degli sportivi (53%) si trova molto meglio ora che abbonamenti e tesseramenti presso il proprio circolo sono gestibili da mobile e questa soluzione piace abbastanza anche a un ulteriore 30% di utenti. Ad apprezzare di più le tessere digitali sono i giovani nella fascia 20-35 (59%), mentre dai Gen Z potrebbe arrivare un segnale per un cambio di rotta riguardo ai programmi di loyalty. Se tra i poco soddisfatti si registra soltanto un 17% di risposte, la concentrazione sale infatti decisamente tra i più giovani (25%).
Un altro plus che gli utenti sembrano apprezzare molto rispetto a prima è quello dell'accesso via mobile app a promozioni, eventi, lezioni online - anche da parte di altri club della zona e riferiti ad altre discipline. Questo servizio è amato da più della metà degli sportivi (52%), soprattutto da quelli sotto i 20 anni (68%) e piace abbastanza anche a un ulteriore 34%.

Il mobile payment nello sport

Il rientro in palestra non sembra coincidere con un ritorno alle vecchie modalità di pagamento: secondo i numeri registrati su Sportclubby, il mobile payment, esploso durante la quarantena, oggi presenta soltanto un lieve calo del 9%, che segue la diminuzione “fisiologica” di corsi in streaming. Parliamo comunque di un boom di transazioni, passate dalle poche decine di euro del giugno 2019, alle centinaia di migliaia di oggi. Del resto, secondo la survey, quasi la metà (46%) degli utenti che ha pagato da app per la prima volta nel proprio centro dopo la riapertura, trova questo servizio molto utile e comodo. Rimane però un 23% di scettici che sembra non apprezzarli, soprattutto adulti tra i 36 e 55 anni, tra cui più di 1 su 4 (26%) si mostra poco soddisfatto. D'altra parte, la rotta sembra ormai tracciata dai Gen Z, il cluster che pesa di più (53%) su chi giudica positivamente il servizio e che costituirà una fetta di mercato sempre più ampia nei prossimi anni.

Meno tempo per lo sport: -29% delle prenotazioni

La quarantena ha restituito tempo per lo sport ai più impegnati, offerto forme di workout online (anche gratuite o a prezzo contenuto), con l'opportunità di raggiungere nuovi utenti rispetto ai soli tesserati. Con il ritorno alla normalità, però, molti hanno messo l'allenamento in secondo piano. Secondo i dati rilevati dall'Osservatorio Sportclubby su oltre 650 centri sportivi italiani, tra chi faceva sport regolarmente durante l'ultimo mese del lockdown, collegandosi a video corsi in streaming, più di un terzo (36%) oggi ha smesso di allenarsi. Questa fetta di utenti pesa , come detto, per un 29% di prenotazioni in meno registrate nei singoli club rispetto a prima, ma costituisce anche un bacino “dormiente” che sarà possibile fidelizzare e recuperare con operazioni in chiave big data.

Corsi in streaming e quelli in palestra

Molte persone hanno continuato a fare sport in quarantena, ma si tratta del 88% in meno degli utenti che nella primavera 2019 hanno fatto attività nel proprio centro sportivo. Tuttavia questo cluster più resiliente ha fatto il 32% di sport in più rispetto al 2019 durante il lockdown e il 26% in più alla riapertura. Si tratta di una routine sportiva differente e più “distribuita”su diversi centri sportivi, anche grazie alla flessibilità offerta dai corsi in streaming e alla migliore visibilità delle proposte dei club su canali digitali come Sportclubby.

Sport da casa: più le donne degli uomini

Durante il lockdown, sono stati gli uomini a dover sacrificare maggiormente la propria routine sportiva: il numero di utenti di sesso maschile che si allenava con i corsi in streaming era di molto inferiore rispetto alla platea femminile (circa 1\3). Oggi, con l'allentarsi delle restrizioni e l'apertura dei centri, il divario si è ridotto notevolmente, fino quasi a scomparire. È anzi proprio il pubblico maschile a manifestare una maggiore esigenza di sport rispetto a prima della pandemia: dopo le riaperture, la crescita di utenti tra gli uomini è stata più del doppio (+107%) rispetto a quella registrata tra le donne (+49%).

Come è cambiata la routine sportiva

Durante il lockdown ci si allenava in modo omogeneo durante tutta la settimana - fatta eccezione per i weekend - con concentrazioni maggiori tra il martedì e il giovedì. Oggi chi è tornato in palestra lo fa a giorni alterni, preferendo lunedì, mercoledì e venerdì. Resta invariato il principale orario di punta nella fascia 18-20, con un aumento notevole di concentrazione tra le 19 e le 20 rispetto al periodo del lockdown. Al mattino la fascia di punta si è spostata dalle 10-12 alle 9-11. Infine, mentre fino al 25 maggio un ulteriore picco centrale di prenotazioni si registrava intorno alle 15-16, con la riapertura l'orario preferito per allenarsi è anticipato alle 13-14.

Le Regioni più attive

Tra le regioni più attive, la Toscana ha registrato un incremento di attività del 1.785% rispetto all'ultimo mese del lockdown; seguono Piemonte (+903%), Lazio (+743%) e Veneto (+710%). Una buona crescita - seppure meno drastica - si registra anche in Liguria 386%, Emilia Romagna 383% e Lombardia 185%. La fine delle restrizioni ha avuto un impatto soprattutto sull'ecosistema sportivo di alcune Regioni: sono più che triplicati i club attivi in Campania (+258%) e Sicilia (+255%). Forte ripresa anche per le imprese di Lazio (+200%), Toscana (+198%), Piemonte (+176%), Emilia (+174%) e Veneto (128%) e raddoppiano i club operativi in Puglia (+104%), Liguria (+102%) e Lombardia (+93%).
«Per intercettare le nuove generazioni - spiega Stefano De Amici, Cpo e co-fondatore di Sportclubby - i centri sportivi del post-Covid dovranno abituarsi a ragionare con un'offerta sempre più accessibile, flessibile e on-demand, sul modello delle grandi piattaforme - da Amazon a Netflix e Spotify - a cui si sono abituati i nativi digitali. Con il lockdown abbiamo affiancato centinaia di imprenditori sportivi per convertire l'emergenza in una grande opportunità, anticipando i cambiamenti di un mercato in rapida trasformazione. Siamo soltanto agli inizi, ma con Sportclubby vogliamo essere parte attiva in questo cambiamento, al fianco di chi ama lo sport per lavoro o per passione».

Riproduzione riservata ©
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    Marcello FrisoneRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, francese

    Argomenti: Sport-Risparmio-Finanza-Norme-Tributi

    Premi: 31 marzo 2017 - Menzione d'eccellenza giornalista economico al premio Loy, banking and finance award

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