i veri finlandesi e il partito del popolo danese

Meno Ue ma più stato sociale: ecco chi sono i nuovi alleati di Salvini

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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Matteo Salvini accanto a Andres Vistisen, capogruppo a Strasburgo del partito del popolo danese


3' di lettura

Tra i partiti riuniti da Salvini per condividere, sotto la sigla “Europa del buon senso”, il suo manifesto sovranista, non ci sono solo i tedeschi di Alternativa per la Germania e i francesi del Raggruppamento nazionale di Marine Le Pen. Ci sono anche partiti meno noti. Tra questi i “Veri finlandesi” e il partito del popolo danese. “Europa del buon senso”cerca di fare sintesi fra i vari gruppi di destra dell’Eurocamera: Europa delle nazioni e delle libertà (quello della Lega), Europa delle libertà e della democrazia diretta (la famiglia di Alternativa per la Germania), Conservatori e riformisti (il gruppo di provenienza di Partito popolare danese e Veri Finlandesi).

Obiettivo dialogo con i popolari
Il collante principale è sempre il «recupero della sovranità nazionale». In base all’ultima proiezione pubblicata dal Parlamento europeo per la prossima legislatura, i tre gruppi, insieme, otterrebbero 144 seggi, che sommati ai 188 stimati per i popolari europei, ammonterebbero a 332: una cifra non lontana dalla maggioranza, fissata a quota 353.

Il partito del popolo danese e la linea anti-migranti
Il partito del popolo danese (DF) è un movimento nato nel 1995. Dal 2001 al 2011 è junior partner (pur non esprimendo ministri) dei liberal conservatori al governo. Dal 2012, quando la guida è presa da Kristian Thulesen Dahl, il partito accentua la sua politica anti immigrazione, soprattutto nella vena anti-musulmana (cavallo di battaglia è l’opposizione all’ingresso della Turchia in Ue). L’intensa campagna anti immigrazione e contro le politiche dell'UE, fanno registrare un inaspettato boom di consensi alle europee del 2014, quando, con il 26,6%, DF diventa primo partito del paese ed elegge 4 eurodeputati. Alle politiche del 2015 si afferma come secondo partito con il 21,1%. Ma, in base alle ultime proiezioni del Parlamento Ue, è previsto in calo alle europee di maggio, con il 14,6% e solo 2 seggi.

Mix di stato sociale ed euroscetticismo
Sul fronte economico, le idee del partito popolare danese sono molto vicine alla sinistra: forte stato sociale, più risorse alla scuola e all'educazione, difesa dell'ambiente e delle risorse naturali danesi. Da qui l’euroscetticismo e l’opposizione a ogni forma di intervento della Ue che rischia di mettere in discussione il benessere danese.

Veri Finlandesi tra nazionalismo e antieuropeismo
Il partito dei Veri finlandesi è accreditato dell’11,1 % (e di 2 seggi a Strasburgo) in base agli ultimi sondaggi diffusi dal Parlamento a fine marzo. Si tratta di un partito fondato nel 1995 a seguito della dissoluzione del Partito Rurale Finlandese. Ed è conosciuto per le sue posizioni antieuropeiste e la sua visione nazionalistica. Il partito debutta alle politiche del 1999 ottenendo lo 0,99%. Di lì in poi la crescita è costante, fino al 19% delle politiche del 2011 (terzo partito nazionale). Le europee del 2014 segnano però un calo dei consensi (12,9% e due seggi, migliorando comunque il risultato delle precedenti europee).

L’alleanza con centristi e liberali, fino alla scissione
Alle politiche del 2015 VF risale al 17,7% (secondo partito nazionale). E per la prima volta entra nella compagine governativa, assieme ai centristi del Partito di Centro e i liberisti del Partito di Coalizione Nazionale, mitigando conseguentemente le sue posizioni euroscettiche (resta la richiesta di una integrazione europea che proceda di pari passo con la tutela dell’economia dei singoli Stati). Nel 2017 la scissione: il partito uscente nuova Alternativa, poi Riforma Blu, continua ad appoggiare la coalizione di governo, mentre il VF va all’opposizione.

No alla Flat tax e sì alla patrimoniale
Il partito combina posizioni di politica economica di sinistra con valori sociali conservatori e nazionalismo su base etnica. Diversi ricercatori lo hanno definito di centro-sinistra dal punto di vista fiscale, socialmente conservatore, ed altri come radicalmente populista di destra. VF ha proposto maggiore progressività fiscale per evitare l’introduzione della Flat Tax. E ha chiesto l'aumento delle imposte sui profitti da capitale e la istituzione della tassa sui patrimoni.

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