Startup

Menu digitali, Dishcovery cresce nel B2B con 2.700 ristoranti

Nuovi servizi integrano gestione dei social e profilazione. Pronto lo sbarco all’estero

di Gianni Rusconi

I menu digitali di Dishcovery sono usati da 2.700 ristoranti

3' di lettura

La sua principale specialità sono i menu multilingua in formato digitale abbinati a un software gestionale specifico per la ristorazione. Ed è proprio grazie a questa focalizzazione nell'ambito dei servizi B2B che la startup modenese Dishcovery si è fatta largo fra gli operatori del food raggiungendo, l'anno passato, risultati decisamente importanti quanto a numero di esercizi serviti, cresciuti dell'800% rispetto al 2019 per arrivare a 2.700 in tutta Italia.

Il menu digitale, come confermano al Sole 24Ore Food i due co-fondatori, Marco Simonini e Giuliano Vita, rispettivamente Cmo e Ceo della società, è stato adottato nel 90% dei casi da attività a conduzione famigliare o comunque gestita da imprenditori privati (si va dalle piccole pizzerie ai ristoranti stellati come Osteria Francescana passando per le strutture con aperture stagionali, come gli stabilimenti balneari) e nel restante 10% da alcune piccole catene. A livello geografico, invece, la presenza di Dishcovery è distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, con particolare concentrazione nelle medie e grandi città.

Loading...

Alla base c'è un modello di business basato su diverse tipologie di abbonamento: la soluzione entry level da 9,99 euro mensili prevede la digitalizzazione del menu per la sola consultazione mentre con 18 euro si possono aggiungere al menu digitale le funzioni ordini, pagamenti e traduzioni. Il salto in avanti delle attività negli ultimi dodici mesi ha fatto quindi da trampolino di lancio alle novità destinate agli operatori introdotte a inizio 2021, anche per rispondere alle prorogate esigenze dettate dalle aperture/chiusure previste dalle diverse disposizioni anti-Covid.

L’ultimo aggiornamento del software gestionale, per esempio, integra la possibilità di

gestire il registro digitale dei clienti all'interno del menu raccogliendo i dati degli ospiti del ristorante per 14 giorni, così da facilitare il tracciamento di eventuali casi di contagio alle autorità preposte.
Un altro servizio inserito a “catalogo” da Dishcovery riguarda invece la visibilità del locale attraverso campagne di social media marketing geolocalizzate in base al luogo di pertinenza. In abbinamento al menu digitale, in altre parole, i ristoratori possono affidare alla startup le comunicazioni di servizio (come gli orari di apertura, la possibilità di fare delivery o take away) e la gestione dei contatti con la clientela per la condivisione delle modifiche dei listini o delle promozioni.

Ancora più interessante è l'integrazione del menu con piattaforme digitali come Google, Facebook, Instagram o Tripadvisor, con applicazioni di messaggistica come WhatsApp e Telegrame altre piazze virtuali.

«Dishcovery – spiegano in proposito i due co-founder – è una web app che non necessita di essere scaricata ma è disponibile direttamente online: grazie a questo tecnicismo, il menu viene trasformato in un semplice link che a sua volta può essere collegato ai profili social o al sito del ristorante nonché su piattaforme di terzi. Quando c'è una variazione del menu, tutti questi canali digitali accessibili dai clienti si aggiornano con un click e nel caso di servizi quali asporto e domicilio il sistema offre inoltre la possibilità ai clienti di ordinare e pagare all'interno dell'app».

Il punto di forza dichiarato di Dishcovery, rispetto ad altre soluzioni di prenotazione e delivery che consentono di scegliere tra diverse proposte culinarie, è per l'appunto nella facilità di ordinazione: l'utente seleziona i piatti direttamente visitando uno dei profili messi a disposizione dal proprio ristorante di fiducia e ordinando dal suo menu digitale, azzerando del tutto gli oneri di eventuali commissioni.L'altra faccia della stessa medaglia è il servizio di ordinazione via WhatsApp. In questo caso Dishcovery fornisce un “pannello di controllo” accessibile da qualsiasi dispositivo e attraverso il quale i ristoratori possono ricevere e stampare gli ordini, visionare i dati dei clienti (solo nel caso in cui il cliente stesso abbia accettato l'informativa sul trattamento dei dati a scopo di marketing), modificare e personalizzare il menu, nonché inserirlo su tutti i touch point digitali disponibili per raggiungere più persone possibili.

Se il 2020 è stato un anno decisivo e di svolta, come assicurano i diretti interessati, il prossimo passo è ora quello di consolidare a proprio vantaggio una tendenza che vede anche il settore della ristorazione aver finalmente accelerato il processo di digitalizzazione, per attivare e incrementare la presenza online e servizi alternativi e aggiuntivi come la consegna domicilio o l'asporto.

Il menu digitale, e torniamo alla specialità della casa, è secondo Dishcovery una delle icone di questo cambiamento: sempre più ristoranti si sono convertiti a questo servizio nel corso del 2020, ricordano convinti, e l'85% degli abbonati ha confermato la propria sottoscrizione dopo i primi sei mesi di utilizzo.
Entro fine anno, concludono infine Simonini e Vita, l'idea è quella di portare il servizio oltre i confini nazionali e incrementare ulteriormente la piattaforma dal punto di vista tecnologico per poter gestire in forma digitale ogni tipo di ordine, pagamento, campagna di promozione e sistema di analytics.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti