classici per bambini

Meravigliosi giochi aperti, imperfetti

I giochi di Munari e i libri di Rodari tornano in libreria

di Lara Ricci

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I giochi di Munari e i libri di Rodari tornano in libreria


2' di lettura

«Il gioco o il giocattolo devono essere stimolatori dell’immaginazione, non devono essere conclusi o finiti (come certi modellini perfetti di macchine vere) perché così non permettono la partecipazione del fruitore. Il giocattolo ideale deve poter essere capito dal bambino senza alcuna spiegazione. Si può lasciare il giocattolo in mano al bambino e lui lo dovrebbe capire, sia che cosa è, sia come si usa» scriveva Bruno Munari in Da cosa nasce cosa (1981).

Nell’aprire le scatole rettangolari che paiono libri, e libri in qualche modo sono, per la capacità di raccontare storie, e, come i libri più belli, storie non univoche ma polisemiche, capaci di rigenerarsi e rinnovarsi nella mente di lettori che ne diventano anche creatori, ci si rende conto di come Munari, negli anni 70, sia riuscito a trasformare in eleganti e giocosi oggetti le sue convinzioni pedagogiche.

Ecco dunque il più divertente: Più e meno (Bruno Munari e Giovanni Belgrano, 1970, € 40) molte bellissime immagini su sfondi trasparenti, sovrapponibili e componibili a piacere aggiungendole o togliendole per raccontare storie. Ma anche Trasformazioni (Bruno Munari e Giovanni Belgrano, 1975), 60 carte da affiancare per racconti che mutano cambiando la posizione delle immagini, l’appena uscito Otto sequenze (Bruno Munari, 1973, € 43), 52 carte che formano sequenze di immagini da ordinare logicamente (bella in particolare quella dell’albero con l’ombra che si sposta durante il giorno), Immagini della realtà (Bruno Munari e Giovanni Belgrano 1976), per capire i diversi modi di rappresentare gli oggetti.

Tutti originariamente prodotti da Bruno Danese e recentemente ristampati da Corraini. In arrivo l’anno prossimo anche Metti le foglie , disegni di rami spogli su cui si possono timbrare foglie di specie differenti e Strutture, 60 carte trasparenti per scoprire cosa succede quando si combinano tra loro forme, colori e textures. Rimesso in produzione anche quel bell’oggetto che è la Scatola di architettura, del 1945, composta da una serie di diversi “mattoni” in legno con cui costruire edifici, come case, chiese, castelli, alberghi, grattacieli, templi, acquedotti, palafitte (€ 65).

Einaudi il 23 ottobre scorso ha invece inaugurato le celebrazioni per il centenario della nascita di Gianni Rodari con una sorta di conto alla rovescia fino al 23 ottobre prossimo (www.100giannirodari.com).

Sta dunque pubblicando nuove edizioni con nuovi illustratori: Olimpia Zagnoli ha raccolto la sfida di trovare delle immagini per dare una forma a L’omino di niente (€14.90); Gaia Stella ha illustrato Bambini e Bambole (€14,90): due brevi storie divenute grandi album; e il ricco omaggio 100 Gianni Rodari cento storie e filastrocche disegnate da illustratori contemporanei (€ 20). Ristampata anche La freccia azzurra (ill. di Camilla Pintonato, introd.di Neri Marcoré, pagg. 160, €15, 90), moderna fiaba attorno alla Befana che parla di amicizia e solidarietà.

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