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Mercati all’ingrosso, investimenti per 450 milioni di euro

Italmercati e The European House Ambrosetti: in Italia 2.500 imprese per un giro d'affari di 9 miliardi di euro che attiva 22 miliardi di fatturato indotto e indiretto e 12 miliardi di valore aggiunto

di Giorgio dell'Orefice

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

La rete dei mercati agroalimentari all'ingrosso attiva un ecosistema complesso e integrato che coinvolge circa 2.500 imprese che generano un giro d'affari di 9 miliardi di euro che attiva 22 miliardi di fatturato indotto e indiretto e 12 miliardi di valore aggiunto. Un sistema che punta a diventare protagonista della ripresa dell'Italia grazie a un piano di investimenti da 450 milioni di euro nel periodo 2021-26 dedicati a progetti nella direzione auspicata dal PNRR, che riguardano cioè la digitalizzazione, la transizione ecologica, le infrastrutture, l'istruzione e la ricerca. Investimenti che porteranno queste strutture, nella strategia disegnata da Italmercati, a diventare “Food hub” a servizio degli operatori della filiera agroalimentare e del loro sviluppo, internalizzando e integrando nuove attività e servizi a maggior valore aggiunto.

Un percorso fatto di un profondo lavoro di ammodernamento improntato all'efficienza e alla digitalizzazione che può portare i mercati agroalimentari all'ingrosso delle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Genova e Firenze) a diventare il vero anello di congiunzione della filiera agroalimentare. È quanto è emerso dallo studio di Italmercati e The European House-Ambrosetti “L’Italia alla prova del cambiamento: la risposta dei mercati agroalimentari all'ingrosso mercati” che è stato presentato a Roma.

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Oggi, il numero dei mercati in Italia è sei volte superiore a quello di Spagna e Francia, a fronte di un giro d’affari cumulato del 40% in meno della Spagna e del 30% in meno della Francia. «Serve un consolidamento dimensionale – ha spiegato il presidente di Italmercati, Fabio Massimo Pallottini – e un'aggregazione del settore agroalimentare. Per rispondere alla situazione drammatica che stiamo vivendo, con un’attesa di un rincaro dei prodotti agroalimentari del 12,7% per il mese di maggio, legato all'impatto del caro energia e all'incremento delle materie prime, è necessario valorizzare i mercati all'ingrosso».

«La rete dei 19 mercati agroalimentari all'ingrosso di Italmercati – ha spiegato il Managing Partner & Ceo di The European House-Ambrosetti, Valerio De Molli – attiva oggi filiere di fornitura e subfornitura nazionali per un totale di 107 milioni di euro. Questo si traduce in un contributo complessivo al Pil del Paese di circa 85 milioni per effetto di un moltiplicatore del valore aggiunto pari a 2,41. In altre parole, grazie all'attivazione di filiere sul territorio nazionale per ogni euro di valore aggiunto diretto generato dai mercati aderenti alla rete di Italmercati, si generano 1,41 euro addizionali nell'intera economia».

«Alla luce di questa transizione identitaria, evolutiva e innovativa – ha concluso Pallottini – e dello scarso riconoscimento attribuito al settore, è auspicabile avviare un percorso di valorizzazione del ruolo dei mercati agroalimentari all'ingrosso in Italia quali anello di congiunzione della filiera agroalimentare estesa».


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