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Mercati, cambio di rotta a settembre: si vendono bond e si comprano azioni

È la prima volta che una simile reazione si registra in maniera così marcata ed è un fenomeno che ha avuto riflessi sulle quotazioni di mercato

di Andrea Franceschi

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2' di lettura

La scommessa sul rilancio delle politiche espansive da parte delle banche centrali è alla base della maxi-rotazione di portafoglio messa in atto dai grandi investitori che, da inizio anno, hanno riscattato 178 miliardi di dollari netti dai fondi azionari per indirizzarli sul segmento bond (i fondi obbligazionari hanno raccolto la bellezza di 348,7 miliardi di dollari di sottoscrizioni).

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Nelle ultime due settimane tuttavia è successo esattamente il contrario: il mercato ha venduto bond (10 miliardi di dollari di riscatti netti stando alle rilevazioni di BofA -Epfr Global) e comprato azioni (34 miliardi di sottoscrizioni nette).

Indice di Wall Street Standard and Poor’s 500

È la prima volta che una simile reazione si registra in maniera così marcata ed è un fenomeno che ha avuto riflessi sulle quotazioni di mercato. Da inizio mese l’indice Merrill Lynch World Government Bond, che monitora le quotazioni di un paniere rappresentativo di titoli di Stato in tutto il mondo, ha perso oltre un punto percentuale mentre l’indice Msci World index delle principali Borse mondiali ha messo a segno un rialzo del 3 per cento.

Il cambio di rotta dei bond è avvenuto prima che le banche centrali annunciassero la loro ultima tornata di stimoli monetari con il mix di misure lanciate la scorsa settimana dalla Bce e il taglio dei tassi Fed di questa settimana.

Da gennaio di quest’anno, quando la svolta Fed sui tassi ha innescato il rimbalzo degli indici, il mercato dei bond ha corso tantissimo e i tassi del mercato obbligazionario sono crollati ai minimi storici. Quello che è successo in queste settimane è probabilmente che il mercato si è accorto di aver sovraprezzato le mosse delle banche centrali e ha invertito la rotta perché molti investitori hanno scelto di vendere monetizzando il rally.

Il riposizionamento sull’azionario è una testimonianza di una rinnovata propensione al rischio da parte degli investitori che ora si aspettano un passaggio del testimone tra banche centrali e governi che - è la scommessa di molti - sia la premessa di una politica di stimolo fiscale più attiva da parte degli Stati per rilanciare l’economia. In particolare in Germania dove l’economia è in crisi e dove c’è maggior spazio di manovra per mettere in atto politiche di questo tipo. Una prima risposta da parte di Berlino è arrivata con il lancio del piano di investimenti per la riconversione verde dell’economia.

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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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