educazione finanziaria

Mercati emergenti: ecco il vademecum per valutare rischi e opportunità

di Marcello Frisone


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2' di lettura

Quali Paesi sono c0mpresi in questa definizione

Per mercati emergenti ci si riferisce a tutte quelle economie non ancora pienamente sviluppate, dotate però di un elevato potenziale di crescita a fronte di investimenti il cui rischio è molto elevato. In realtà, non vi è una definizione precisa e condivisa. Si tratta dunque di Paesi “ricchi” e autonomi dal punto di vista economico, ma in ritardo dal punto di vista della struttura economica rispetto a Paesi già sviluppati.

Quali variabili definiscono un mercato emergente

Secondo l’Economist e la Michigan State University le variabili che definiscono un mercato emergente con elevate potenzialità sono: dimensione del mercato, tasso di crescita e intensità del mercato, capacità di consumo, infrastruttura commerciale, libertà economica, ricettività di mercato e rischiosità.

Quanti sono i Paesi con elevate potenzialità in base a questi parametri

In base a questi parametri i Paesi con elevate potenzialità sono 27: Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Israele, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Ungheria, India, Polonia, Turchia, Malesia, Russia, Messico, Thailandia, Cile, Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Pakistan, Indonesia, Filippine, Brasile, Sud Africa, Perù, Venezuela e Colombia.

Quali dati analizzare per investire consapevolmente in questi Paesi

Nel caso dei mercati emergenti gli aspetti da considerare per decidere se investire o meno i propri risparmi sono gli stessi che vengono usati nei mercati maturi, ma va data particolare attenzione alla rischiosità peculiare dell’investimento: come sempre va fatta una scelta preliminare se l’investimento avrà per oggetto azioni oppure obbligazioni.

Cosa controllare per le azioni...

Gli aspetti inizialmente più importanti sono il rapporto prezzo/utili (p\e) e il prezzo/valore di libro (p/bv) delle aziende in cui si potrebbe investire, oltre naturalmente alla capitalizzazione di Borsa per evitare titoli troppo “sottili” e poco negoziati. Andranno inoltre fatte considerazioni a proposito della fase del ciclo economico in cui si trova l’economia in cui si potrebbero investire i propri risparmi.

...e cosa per l’investimento obbligazionario

In questo caso bisogna valutare preliminarmente il rapporto che esiste tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo (Pil) e, successivamente, la fase in cui si trova l’economia rispetto al ciclo dei tassi d’interesse (cioè se si presume che i tassi saliranno oppure scenderanno).

Le condizioni di rischio cambiano a seconda dell’attività e del momento

No, il rischio di cambio riveste un ruolo fondamentale soprattutto in un investimento in bond. Infatti, se questi sono emessi in valuta locale una variazione del cambio potrebbe vanificare del tutto i risultati economici conseguiti. Inoltre, anche in questo caso, va tenuta in considerazione la possibilità di un default del paese emittente, in caso di variazioni estremamente negative della valuta di base

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