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Mercati, il ritorno dei contagi consiglia cautela, 42% operatori vede borse stabili

di Corrado Poggi

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(age fotostock / AGF)

3' di lettura


Il riacutizzarsi della pandemia e le incertezze legate al contesto macroeconomico consigliano maggiore cautela. E’ quanto emerge dal sondaggio di settembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Radiocor il Sole 24 Ore. Il 42% degli operatori di mercato si attende quotazioni stabili (ad agosto erano il 40%) mentre gli ottimisti scendono dal 40% al 38% con un 5% che punta su guadagni in doppia cifra. Sull’altro fronte dello spettro, il 20% degli operatori si attende invece ribassi compresi fra il 3 e il 10 per cento mentre nessuno vede crolli di maggiore entità. “La volatilità, tanto attesa dagli operatori per il mese di agosto - ha commentato il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - quest’anno ha fatto invece capolino a settembre. Complice la riacutizzazione della pandemia sia in Europa che nel resto del mondo, l’avvicinamento di una Brexit senza accordo e le incertezze legate a chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti (e quindi che tipo di manovre fiscali potrà iniziare ad implementare), lo scorso mese gli operatori si sono trovati a gestire mercati non direzionali. Questa fatica ad interpretare le diverse e complesse variabili in gioco ha portato una maggiore cautela su quello che potrebbe essere l’andamento delle Borse per i prossimi sei mesi”.

Il 45% vede una pausa nella corsa dell' euro sul dollaro

Secondo il 45% degli operatori, dopo la fase di netto apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro che ha portato la moneta unica a toccare brevemente quota 1,20 sul greenback, i prossimi mesi dovrebbero vedere una situazione di sostanziale stallo. Un mese fa una fase di stabilità nel

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cross euro/dollaro era attesa solo dal 36% degli operatori. Un’ulteriore spinta al rialzo dell’euro è attesa in settembre dal 33% degli operatori (da 40%) mentre di converso il 22% si attende ribassi (da 24%). “Scontata la coda di euforia legata all’approvazione europea del pacchetto sul Recovery Fund - ha commentato Mocio - l’euro sembra avviato a consolidare le proprie posizioni ai livelli attuali”.

Per il 76% degli operatori spread rimarrà stabile sotto 150 pt

L’andamento dello spread non rappresenta ormai più un argomento di preoccupazione. Secondo il 76% degli operatori infatti il differenziale fra Btp a 10 anni e Bund di analoga durata è destinato a rimanere sotto quota 150 punti con un 3% (da 5% un mese fa) che lo vede scendere fra i 50 e i 100 punti e un 73% (da 55%) che invece lo attende stabile nell’attuale fase di oscillazione compresa fra 100 e 150 punti (oggi lo spread si aggira attorno a 125 punti). Cala di conseguenza al 22% dal 36% di agosto la rappresentanza di quanti si attendono uno spread fra 150 e 200 punti con un 2% residuale che non esclude uno sforamento di quota 200 punti.
58% operatori non vede accelerazione ripresa in IV trim
Non è attesa infine un’accelerazione della ripresa economica nel quarto trimestre dopo l’avvio di recupero intrapreso nel periodo luglio-settembre. Secondo il 58% degli operatori infatti la situazione di incertezza legata alla pandemia rimane troppo elevata e la ripresa avverrà a ritmi moderati sempre che non vengano reintrodotte misure di lockdown. Per il rimanente 42% invece dai più recenti indicatori macroeconomici giungono segnali positivi e la domanda repressa dei mesi scorsi potrebbe trovare sbocco nell'ultima parte dell'anno. Proprio oggi l’Istat nella consueta nota mensile ha dichiarato che in Italia, alla fase di recupero industriale, si affiancano segnali confortanti per gli ordinativi e le esportazioni”.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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