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Mercato auto, a marzo in calo del 6% in Italia. Fca -12,9%

di Filomena Greco


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3' di lettura

Brusca frenata del mercato italiano dell'auto, che a marzo ha registrato un calo del 5,75% delle immatricolate in Italia, a quota 213.731 autovetture. Un risultato negativo dovuto, in parte, ad una giornata lavorativa in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa, ma collegato anche al cambio di marcia delle case produttrici che negli ultimi mesi hanno ridotto il numero di autoimmatricolazioni e di auto messe sul mercato come Km0, per sostenere ricavi e margini. Fca ha fatto peggio del mercato, con un -12,9% di registrazioni e 2 punti in meno di market share su marzo 2017.

Si tratta, per l’Italia, del secondo risultato negativo consecutivo: il calo di registrazioni nel mese di marzo ha infatti seguito il -1,42% di febbraio. Mentre nel corso del 2017 i mesi con segno negativo sono stati aprile e poi dicembre. Troppo presto per dire se si tratti o meno di un rallentamento strutturale del mercato dell’auto nel nostro paese, considerando anche il clima generale di incertezza politica. Certo è che il primo trimestre dell’anno si è chiuso con 574.130 immatricolazioni e con un calo dell’1,55% sui primi tre mesi dell’anno scorso, nonostante il risultato positivo (+3,4%) di gennaio.

Immatricolazioni per marca e gruppo

Secondo l’inchiesta congiunturale condotta dal Centro Studi Promotor guidato da Gian Primo Quagliano, le prospettive per il mercato automobilistico
nel 2018, pur in rallentamento sul 2017, restano abbastanza positive. «Da fine marzo risulta che i concessionari hanno registrato un discreto miglioramento nell’affluenza di visitatori nelle show room – sottolinea il Centro in una nota – e nell’acquisizione di ordini». Iinoltre il 67% degli interpellati ritiene che le vendite nel prossimo futuro saranno stabili o in aumento.

Nel contesto del mercato italiano rientra il risultato negativo di Fiat Chrysler. Il trend in calo del Lingotto risale all’autunno scorso, si tratta di una contrazione sul mercato che ha portato la quota a scendere a 27,8 contro 30,1 di un anno fa. La scelta del Gruppo guidato da Sergio Marchionne è di concentrarsi in questa fase sui margini, con un cambio di passo, a partire dall’ultimo trimestre dell’anno scorso, rispetto alle autoimmatricolazioni e alle km 0 immesse sul mercato e drasticamente ridotte.

Il calo nelle vendite del Lingotto però riguarda soltanto il marchio Fiat e Lancia, in crescita invece sia Alfa Romeo (+17%) che Jeep (+76,7%), i brand che negli ultimi mesi hanno espresso nuovi modelli in grado di movimentare il mercato. Lancia in realtà è destinata a ridimensionarsi ulteriormente mentre in casa Fiat l’ultimo nuovo modello, la Fiat 500X, risale al 2014. Nella visione di Sergio Marchionne, il marchio storico italiano vedrà uno sviluppo prevalentemente in Sud America mentre in Europa, come sottolineato durante il salone di Ginevra, è destinato a diventare un «contenitore» delle due grandi famiglie, Panda e 500. A giocare il ruolo di brand globale sarà il marchio Jeep. «Sarà parte importante del piano che lanceremo il primo giugno» ha dichiarato il ceo poco più di tre settimane fa.

E i risultati che arrivano dal mercato americano sembrano dare ragione al manager del Lingotto: in controtendenza rispetto a Italia e Europa, il risultato di FCA negli Usa registra a marzo una crescita del 13,6%, sopra le stime degli analisti. Per le vendite retail, in particolare, è stato il miglior mese di marzo dal 2001 sottolinea FCA in una nota, mentre per le vendite complessive si deve risalire a marzo 2006 per un risultato migliore. Il brand Jeep in particolare registra un incremento del 45%, grazie soprattutto a Jeep Wrangler (+70%) e Jeep Cherokee (+63%). Le vendite di Ram Truck sono in calo del 13%, ma il Ram Light Duty ha registrato un aumento dell'8%. In crescita del 15% il brand Chrysler, con un incremento del 40% del Chrysler Pacifica minivan.

Tornando all’Italia, invece, nel contesto negativo di mercato spicca il +9% messo a segno dal brand Volkswagen, accanto a Seat e Skoda mentre accusa il colpo Audi (-4,4). Luci e ombre sulle case francesi, con Peugeot che resta stabile e Citroen che cresce di quasi il 18%, mentre Renault cala di oltre 16 punti e dacia cresce del 10%. Ford in calo dell’8,6%, Bmw stabile e Mercedes in crescita del 4,7. Tra le aisatiche, Toyota mantiene il risultato, Nissan scende di oltre il 10% e Susuki cala di oltre 16 punti rispetto al risultato di un anno fa.

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