Londra

Mercato dominato dalle garanzie da Phillips

Ritiri prima dell'asta e invenduti portano ad un crollo dei ricavi.<br/>Garanzie essenziali anche per una collezione di Young British Artists

di Giovanni Gasparini


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4' di lettura

L'ultima asta serale della settimana londinese di arte contemporanea ha messo alla prova il catalogo di 41 lotti proposto da Phillips , che da sempre cerca di inserirsi nel duopolio Christie's-Sotheby's puntando proprio a questo settore in particolare. Se il 2019 aveva prospettato una crescita dei ricavi, la prima asta del 2020 ha riportato indietro l'orologio con un ricavo di soli 20,7 milioni di £, circa il 40% in meno anno su anno, a causa di evidenti problemi nel reperire lotti anche solo milionari, ed una oramai cronica dipendenza dalle garanzie di parti terze per ottenere sia consegne che vendite.

Ritiri, invenduti e garanzie

Quattro lotti sono stati ritirati prima dell'asta, probabilmente per scarso interesse, fra cui spiccano una composizione geometrica di Stella stimata 2-3 milioni di £ e una grande ‘scultura' di KAWS (stima 700-900mila £), e due lotti ‘italiani', lavori minori di Stingel e Boetti. Ciò ha portato le stime pre-asta a 18,2-25,4 milioni di £, raggiunte solo grazie all'aggiunta delle commissioni. Dei 37 lotti rimasti, sebbene 10 fossero già garantiti da parte terza e quindi ‘venduti' prima dell'asta, sei non hanno trovato compratori, fra cui un'altro lavoro di KAWS (stima 300-400mila £), sintomo di affaticamento del suo mercato improvvisamente esploso l'anno scorso ma fortemente dipendente da compratori asiatici largamente assenti per ovvie ragioni. Entrambi i lavori di Anish Kapoor proposti sono andati invenduti fra cui uno specchio potenzialmente milionario. Venduto solo nel dopo-asta un recentissimo lavoro di Kusama stimato 600-800mila £.
Otto dei dieci lotti garantiti hanno ottenuto ricavi fra i primi dieci valori e in cinque casi con ogni probabilità il compratore è stato il garante, in assenza di altri rilanci.

Da Phillips arte garantita

Da Phillips arte garantita

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Si tratta di un lavoro recente di Ed Ruscha del 2014 che è passato di mano entro la stima a 3,4 milioni di £, una tela di 2,5 metri di Keith Haring del 1981 che ha raggiunto 3,2 milioni da una stima di 3-4 milioni solo grazie alle commissioni, l'unico dei tre lavori di KAWS venduto a 900mila £ da una stima di 800-1,2 milioni di £, e un dipinto del 1996 di Peter Doig piuttosto sottotono, che ha faticato a realizzare 800mila £.

La collezione Robert Tibbles di YBA
Dei due Damien Hirst milionari passati di mano, il ‘cabinet' di medicine ‘Bodies' del 1989 è andato al garante per il prezzo record per questo tipo d'opera di 1,4 milioni, da una stima di 1,2-1,8 milioni di £, mentre un primissima serie di ‘spot paintings' del 1994 ha superato la garanzia e la stima alta a quasi 1,3 milioni di £.
Sono andati venduti tutti e sette i lavori nel catalogo serale provenienti dalla collezione del finanziere Tibbles, compratore della prima ora dei cosiddetti Young British Artists (YBA), gruppo guidato da Damien Hirst alla fine degli anni ‘80; il totale prima dell'asta giornaliera è stato di 3,8 milioni di £, un milione sopra la stima bassa cumulativa e centinaia di volte il prezzo pagato agli artisti trenta anni fa!

Record per opere recentissime
Prosegue la crescita dei prezzi in tempo record per opere recentissime, in taluni casi di artisti già ben noti come Sean Scully, la cui tela multicolore del 2018 ha sfiorato la stima alta di 1 milione di £, e il ghanese Al Anatsui con ‘Affirmation' del 2014, caratteristica composizione multicolore data da scarti di metallo che ha superato la stima alta di 900mila £.
Risultati ancor più eclatanti per alcuni artisti giovani, soprattutto donne e di colore, secondo i più recenti dettami curatoriali e del marketing: Tschabalala Self ha ottenuto il proprio record personale a 435mila £ con la figura ‘Princess' del 2017, ben oltre le stime, mentre il cinese Jia Aili ha superato la stima alta a 855mila £ per una grande tela del 2012 ‘The Young', ma la vera rivelazione è stato Amoako Boafo, artista trentacinquenne di origine ghanese, recentemente ‘scoperto' dalla potente famiglia Rubell di Miami, dopo il suo primo show a Los Angeles.
Al debutto in asta la recentissima tela di due metri ‘The Lemon Bathing Suit' del 2019, che raffigura una donna nera in costume da bagno floreale in piscina, è passata da una stima di 30-50mila £, in linea coi prezzi di fiera a Miami a dicembre, allo stratosferico prezzo di 675mila £.
Miracolo? Oppure frutto della oramai ben nota speculazione orchestrata dal ‘solito' Stefan Simchowitz, probabilmente in combutta con i Rubell e altri amanti del casinò dell'arte contemporanea a cui Phillips si presta più che volentieri. Quanto durerà? L'esperienza ci insegna che nel giro di un paio d'anni ciò che valeva centinaia di migliaia di dollari è tornato a valere decine oppure nulla del tutto, col cambiare della moda e nuove speculazioni da attuare; in finanza è noto come ‘pump and dump' e in alcune legislazioni porta in galera...
Si è fermata, invece, alla stima bassa di 150mila £ un lavoro del 1965 ‘Pornografia due' di Carol Rama, comperato dalla galleria Lévy Gorvy .

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