AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùI DATI ISTAT

Mercato del lavoro in chiaroscuro: meglio i giovani, male i 35-49enni

Il tasso di disoccupazione resta stabile al 9,7 per cento, mentre tra i giovanissimi (under25) sale al 28,6 per cento, restando agli ultimi posti nell’area euro

di Claudio Tucci

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Il tasso di disoccupazione resta stabile al 9,7 per cento, mentre tra i giovanissimi (under25) sale al 28,6 per cento, restando agli ultimi posti nell’area euro


2' di lettura

Novembre fotografa un mercato del lavoro in lieve miglioramento: il numero di occupati torna a salire di 41mila unità, e a crescere sono i contratti stabili e l’occupazione giovanile, tra 25 e 34 anni, oltre ai soliti over50 per via dell’innalzamento dell’età pensionistica. È un solo mese, peraltro verso la fine dell’anno, ed è difficile dire se si tratti di una rondine, o di una inversione di tendenza considerando anche una economia italiana in forte rallentamento. Il tasso di disoccupazione resta stabile al 9,7 per cento, mentre tra i giovanissimi (under25) sale al 28,6 per cento, restando agli ultimi posti nell’area euro.

Contratti a termine in frenata
I contratti a termine proseguono la loro frenata: anche a novembre scendono di 4mila unità, e i lavoratori temporanei si attestano a poco più di 3 milioni di unità, un livello in linea con gli altri paesi. Gli effetti del decreto dignità si vedono: il ritorno delle causali dopo i primi 12 mesi di rapporto liberi, unito all’aggravio di costi sui rinnovi, stanno penalizzando contratti a termine e in somministrazione. A vantaggio di rapporti di impiego meno tutelanti per i lavoratori.

Giù gli autonomi
Gli autonomi invece crollano di nuovo: qui siamo di fronte ad una altalena mensile, ma è probabile che verso fine anno qualche stabilizzazione in più si sia realizzata. Su questi alti e bassi gioca il sostanziale disinteresse della politica verso questa fetta del mercato del lavoro. Gli inattivi scendono ai minimi storici.

Male i 35-49enni
Una nota dolente continua a esserci. La fascia d’età mediana della forza lavoro, 35-49 anni. Per loro l’occupazione continua a calare, -5mila unità sul mese, -128mila sull’anno. Qui si scontano le tante crisi aziendali purtroppo ancora in corso. Significativo il confronto tendenziale: l’occupazione sale di 285mila unità, in tutte le classi di età, tranne appunto i 35-49enni.

Per approfondire:
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