Londra

Mercato speculativo produce nuovi record da Sotheby’s

I rilanci fioccano solo per le nuove stelle (cadenti?) alla moda oggi. Richter galleggia sulle garanzie. Ottimo risultato per i pochi lotti italiani in catalogo

di Giovanni Gasparini

5' di lettura

La sera del 14 ottobre si è tenuta la prima asta della settimana londinese dell'arte, finalmente in presenza ma in quello che di fatto è diventato uno studio televisivo dedicato a chi vede l’asta in remoto più che in sala. Pochissima l'attività in sala da Sotheby's compensata da scambi al telefono soprattutto con clienti basati in Asia e Usa. I risultati per le 42 opere rimaste nel catalogo virtuale della Contemporary art evening sale (il Covid ha disgraziatamente ucciso la forma cartacea, rendendo le informazioni estremamente manipolabili online), dopo due lotti ritirati, superano le aspettative più rosee a quasi 66 milioni di sterline, da una stima (senza commissioni) di 38,2-52,8 milioni di £, con solo sei invenduti (fra cui però uno Shiraga milionario) e grazie a sette garanzie di parte terza ben piazzate a difesa dei lotti più cari.
I due terzi del valore realizzato sono dovuti ai primi 4 lotti: il nuovo record per Banksy a 18,6 milioni di £, e tre tavole astratte di Gerhard Richter (tutte garantite) provenienti dalla Collezione tedesca Lauffs, che complessivamente hanno spuntato 23,5 milioni di £ con le commissioni.

Record per il ‘nuovo' Banksy

Circa il 30% del risultato complessivo è dovuto all'ottima performance per ‘Love is in the Bin', lavoro di fatto ri-creato a Londra 3 anni fa durante una precedere asta di Sotheby's quando dopo l'aggiudicazione l'allora ‘Girl with Balloon' venne parzialmente tagliata a strisce ben visibili da un meccanismo nascosto nell'ingombrante cornice che pare fosse sfuggita all'attenzione dei solerti impiegati della casa d'aste...Il nuovo acquirente tedesco decise comunque di procedere all'acquisto dell'opera ridenominata e deve averla amata così tanto che nel corso degli ultimi anni è stata praticamente sempre esibita in ambito museale, in attesa evidentemente della prima occasione utile per realizzare l'investimento finanziario. E così è prevedibilmente stato: secondo un copione già scritto, l'opera acquistata a 1 milione di £ nel 2018 è stata sottostimata a 4-6 milioni, quando le aspettative erano che superasse il record per il più ricco dei street artist (se ancora possiamo definirlo così...) di 16,8 milioni di £ ottenuto appena a marzo da Christie's Londra. La furiosa battaglia di telefoni ha spinto il lotto fino a 16 milioni, divenuti 18,6 con le commissioni. Secondo la casa d'aste il compratore è un privato proveniente dall'Asia. Il continente non è nuovo a performance di questo tipo, in cui opere di facile lettura, neo-Pop o semplicemente kitsch vengono strapagate (come ad esempio KAWS o Basquiat), soprattutto ora che vi è una massa di liquidità monetaria spaventosa a disposizione dei nuovi ricchi. Si tratta di un ritmo sostenibile o delle ultime danze sul Titanic che affonda? Il pallino è in mano al governo cinese....

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L’asta Sotheby's tra speculazione e garanzie

L’asta Sotheby's tra speculazione e garanzie

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Record per i produttori alla moda

Ben sette i record per produttori di tele che sono stati scelti dal meccanismo di speculazione del mercato quali veicoli di velocissimi incrementi di prezzo, secondo le modalità prescritte dal marketing di oggi, che predilige figure femminili o almeno non eterosessuali e nella maggior parte dei casi non bianche. Due le ‘riscoperte' di artiste non europee: la 96enne libanese americana Etel Adnan con un lavoro coloratissimo del 1973 a 350mila £, e la 70enne femminista Miriam Cahn a 82mila £, ben oltre le stime. La 28enne pittrice inglese di colore Jadè Fadojutimi ha raggiunto 825mila £, quatto volte la stima, mentre la trentenne Flora Yukhnovich che ripropone in termini semi-astratti dei dipinti Rococò derivati da Fragonard e altri grandi maestri di quel periodo, con una enorme tela dai toni rosei e rassicuranti ha toccato i 2,3 milioni di £ da una stima di 60-80mila £, un prezzo a cui si può comprare un ‘vero' capolavoro del ‘700 anziché una sua copia derivativa contemporanea... tutti i 18 lotti prodotti nel XXI secolo hanno trovato compratori, e ben 13 a valori superiori alle stime alte (prima dell'aggiunta delle commissioni).

Cosa guida questo mercato?

La possibilità di realizzi quasi immediati che nemmeno i prodotti finanziari possono garantire. Si tratta fondamentalmente di un meccanismo di profezie autorivelanti messe in moto da una dozzina di operatori che usano in questo modo cinico la permeabilità del mercato dell'arte a questi abusi, in cui la creazione di valore è fondata sul passaparola e la FOMO, Fear Of Missing Out, la paura di perdere l'occasione per diventare più ricco in poco tempo e senza fare nulla per meritarlo. Può durare a lungo questo mercato? In ogni caso è un meccanismo che richiede sempre nuove ‘opere sacrificali' da immolare in asta.

Richter, Garanzie ed invenduti

Se il mercato speculativo si alimenta di bisbigli fra alcuni spregiudicati operatori, il mercato finanziario a livello milionario si gioca invece sulle garanzie, ovvero l'offerta di ‘protezione' dall'onta dell'invenduto per le opere di maggior valore che ora stentano a trovare nuovi compratori a margini sempre più ridotti. I tre lavori di Richter del 1985, tele astratte a toni verdi accesi e blu, erano tutte protette da garanzie che almeno in un caso sembrerebbero aver evitato la catastrofe, e negli altri due hanno aiutato non poco a far partire qualche limitatissimo rilancio in ogni caso entro le stime (prima delle commissioni). La provenienza prestigiosa ha aiutato, ma solo le garanzie hanno raggiunto il risultato sperato. Anche i lavori su carta di Twombly sono stati salvati alla stima bassa di 2,5 milioni da una garanzia, così come un recentissimo lavoro minore di Baselitz. Invenduti, invece, un caratteristico lavoro astratto di Shiraga del 1961 stimato 2-3 milioni di £, nonché una composizione piuttosto cupa di Nicolas de Stael (1-1,5 milioni la stima) e un lavoro recente a pallini rossi di Yayoi Kusama (stima 600-800mila £), non protetti da garanzie.

Resiste l'arte italiana del dopoguerra

Nonostante fosse garantita, la ‘Mappa' di Boetti del 1978 di grandi dimensioni ha agilmente superato la stima alta di 2,2 milioni di £ per fermarsi al nuovo record per questo tipo di lavori a 3 milioni di sterline, grazie anche ai rilanci del gallerista Marco Voena, battuto da un cliente al telefono con la direttrice italiana della casa d'aste. Tutti e sette i lavori italiani in catalogo hanno trovato compratori, ben sei a prezzi oltre le stime alte, fra cui due ‘Superficie Bianca' di Castellani rispettivamente a 1,3 milioni e oltre 900mila £, e una scultura metallica di Melotti di grandi dimensioni ‘la Bestia Veliero' del 1971, a 265mila £. In totale la componente italiana ha portato 7 milioni di sterline, in media 1 milione per lotto, confermando una buona stabilità del mercato per i grandi nomi del dopoguerra. Risultati però molto inferiori ai volumi di qualche anno fa in cui vi era persino uno specifico catalogo d'arte italiana...Si passa ora al catalogo pomeridiano di Christie's.

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