TAVOLI DI CRISI

Mercatone Uno torna nelle mani dei commissari al via gli ammortizzatori sociali

di Ilaria Vesentini


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2' di lettura

Mercatone Uno torna in amministrazione straordinaria, dopo neppure nove mesi di gestione sotto la nuova proprietà Shernon Holding, dichiarata fallita dai giudici milanesi lo scorso 24 maggio. Il Tribunale di Bologna ha infatti disposto la retrocessione dei compendi aziendali all’amministrazione straordinaria e la revoca dei provvedimenti meneghini di cessazione dell’attività del gruppo, che di fatto torna nelle mani dei tre commissari governativi Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, al timone dall’aprile 2015.

Il decreto subordina l’efficacia al rilascio da parte del Mise della proroga del Programma di liquidazione dell’azienda, formalmente scaduto, un passaggio fondamentale per far partire gli ammortizzatori sociali a favore degli oltre 1.800 lavoratori che da due settimane sono senza lavoro e senza stipendio e che oggi hanno manifestato in tutta Italia per chiedere al Governo di intervenire.

Se i lavoratori tirano un sospiro di sollievo, non altrettanto fanno gli oltre 500 fornitori dello storico marchio imolese del retail dell’arredocasa, che bollano la decisione del Tribunale di Bologna come «un atto tecnico (ispirato al male minore) che sposta solamente il problema: a oggi anche l’amministrazione straordinaria dovrebbe convertirsi in fallimento per non aver raggiunto gli obiettivi del programma», recita la nota dell’Associazione dei fornitori. Che chiedono al Mise di sostituire i commissari con «nuove professionalità per realizzare un nuovo programma, fattibile e che contemperi anche gli interessi dei fornitori».

Sono stati i fornitori, ricordano, a permettere in questi anni la sopravvivenza del gruppo e il pagamento degli stipendi, ma sono ora sulle loro spalle oltre 350 milioni di euro di crediti non pagati tra il crac della famiglia Cenni, i tre anni di gestione commissariale e il default Shernon. Senza il supporto dei fornitori anche ora non è ipotizzabile una riapertura dei 55 punti vendita Mercatone Uno.

Il vicepremier Luigi Di Maio ieri aveva annunciato che «il Fondo apposito per le vittime di mancati pagamenti, da 30 milioni di euro, verrà esteso anche ai fornitori di Mercatone Uno, nel caso in cui l’azienda venisse imputata di bancarotta fraudolenta. Questo lo faremo già la settimana prossima, grazie a un emendamento che presenteremo al decreto legge Crescita». Un’indagine per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento di Shernon Holding è stata in effetti già aperta dalla Procura di Milano.

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