LE OFFERTE DI ACQUISTO

Mercatone Uno, salvataggio in vista per 11 negozi e 365 lavoratori

I commissari straordinari anticipano che ci sono due proposte concrete di imprenditori affidabili tra le 14 manifestazioni d'interesse arrivate in dicembre, ora si attende il via libera del Mise alla cessione

di Ilaria Vesentini


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(ANSA)

2' di lettura

Per 11 punti vendita di Mercatone Uno (sui 55 oggi chiusi) e per 365 lavoratori (degli oltre 1.700 in Cigs fino al prossimo maggio) si prospetta un futuro: i tre commissari straordinari Cattaneo, Gratteri e Farchione, che dallo scorso giugno hanno in gestione il gruppo distributivo di Imola, hanno annunciato che delle 14 manifestazioni di interesse arrivate lo scorso dicembre «sono state positivamente valutate finora le offerte presentate da due soggetti imprenditoriali ritenuti affidabili».

Si tratta di offerte che riguardano «l'acquisizione di 11 punti vendita, di cui 7 la prima e quattro la seconda. Le offerte prevedono nel complesso il trasferimento di tutti i 365 lavoratori ivi occupati, così come risultanti negli ultimi dati riportati nell'istanza di proroga della Cigs». Per ora non è dato sapersi nulla di più, salvo che proseguono anche le «trattative con altre primarie aziende per la cessione degli altri punti vendita disponibili al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e il ceto creditorio».

Ora le due proposte di aggiudicazione saranno sottoposte al vaglio preventivo del Comitato di sorveglianza per l'autorizzazione da parte del Mise. Non appena ottenuto il relativo decreto, i Commissari avvieranno la procedura di consultazione sindacale.

Una buona notizia, dovesse concretizzarsi, dopo che tre giorni fa il Tribunale di Bologna, in primo grado e con rito abbreviato, ha dichiarato l'insussistenza delle accuse di bancarotta fraudolenta a carico delle famiglie Cenni e Valentini (e relativi manager, sei gli indagati) che avrebbe portato al crac di Mercatone Uno nel 2015, procedimento avviato durante la prima gestione commissariale da cui si puntava a recuperare 300 milioni di euro per soddisfare i creditori.

«Non appena depositate le motivazioni della sentenza, valuteremo tempestivamente, con il supporto degli attuali consulenti legali – concludono i commissari - gli effetti e le ripercussioni che questa decisione può avere sulla Procedura di amministrazione straordinaria; non escludendo, allo stato, alcuna soluzione utile e idonea a consentire il massimo soddisfacimento della massa creditrice».

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