ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCrisi d’impresa

Mercatone uno, si va allo spezzatino

I tre commissari straordinari tentano di vendere i negozi rimasti salvando posti di lavoro

di Ilaria Vesentini

(ANSA)

1' di lettura

Prosegue a piccolissimi e lenti passi il salvataggio di quel che resta del gruppo Mercatone Uno, con l’annuncio di altri cinque punti vendita che saranno ceduti dai commissari straordinari (108 posti di lavoro tutelati) a due distinte realtà imprenditoriali. Un triste epilogo per il marchio imolese dell'arredo casa popolare, finito in amministrazione straordinaria cinque anni fa con 79 negozi e quasi 3.500 dipendenti e oggi a caccia di acquirenti che salvino a spizzichi e bocconi quel che ne resta.

I nuovi commissari Antonio Cattaneo, Giuseppe Farchione e Luca Gratteri – continuano nel tentativo di vendere i negozi rimasti salvando i posti di lavoro.

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Proprio ieri i tre professionisti hanno presentato al Mise l’istanza di autorizzazione per la cessione di ulteriori cinque punti vendita di Mercatone Uno, dopo i sei venduti lo scorso marzo, di cui cinque alla catena Risparmio Casa. Dei nuovi negozi, quattro sono i punti vendita su cui aveva puntato gli occhi già a primavera Max Factory, la catena cinese con otto store in Italia, la cui trattativa era stata interrotta dal Covid.

Max Factory ha riconfermato l'impegno a salvare 84 lavoratori e i negozi di Rubiera, Pavia, Cesano Maderno e Gravellona Toce. Un quinto punto vendita, quello di Sacile, dovrebbe essere ceduto sempre a Ricagest (Risparmio Casa), con la garanzia di riassorbire i 24 dipendenti precedentemente impiegati.

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