Games

Mercedes Benz e Mkers, nasce la prima ’gaming house’ nel cuore di Roma

Siamo entrati in quello che assomiglia a una sorta di impianto polisportivo per le competizioni digitali. Ecco cosa ne pensiamo

di Francesco Serino

3' di lettura

La casa automobilistica diventa sponsor della squadra dei Mkers, scelta non casuale visto che il team eSport copre praticamente ogni tipo di videogioco competitivo, ma deve ancora crescere nel campo dei racing game. È anche con l’aiuto di Mercedes-Benz che la squadra proverà a colmare questa lacuna, oltre che a cementificare la sua presenza nelle altre competizioni. Il primo frutto di questa partnership è la nascita di una Gaming House ufficiale che sarà per i Mkers quel che Trigoria è per la Roma e Formello per la Lazio.

Per l’eSport italiano è l’era della consacrazione?

La storia degli eSport in italia è ondivaga, esattamente come lo è stato l’interessi degli investitori più importanti: tanti tentativi, spinti da altrettanti cospicui investimenti, ma risultati perlopiù modesti. Lo stesso è accaduto nel resto del mondo: ad oggi la consacrazione del termine è avvenuta soltanto in poche aree geografiche tra cui Polonia, alcune zone degli Stati Uniti e la tecnologica Corea del Sud che fa storia a sé, dove un campione degli eSport crea giri d’affari da stella della Serie A nostrana. L’interesse c’è ed è impossibile negarlo: io stesso che sono anagraficamente legato alla vecchia scuola, al videogioco classico e solitario, non riesco a dire no a una tiratissima finale di Rocket League, come di Rainbow Six. E me le guardo esattamente come fino a qualche anno fa guardavo una finale di Wimbledon o una partita della Champions League. In alcuni casi, lo spettacolo non è affatto diverso da quello a cui siamo abituati: certe gare con iRacing, Assetto Corsa o Gran Turismo, alle quali partecipano anche piloti professionisti come Charles Leclerc, sono oramai indistinguibili dalla realtà, con tanto di arbitraggio ufficiale e telecronache che spesso e volentieri suonano addirittura più professionali di tante voci televisive.

Loading...

Mkers ma non solo

In questa nuova ed ennesima fase di rilancio degli eSport (quella definitiva per il territorio italiano?), spicca la squadrone eSport dei Mkers (si pronuncia “Makers”), il primo con alle spalle una società per azioni, un’organizzazione ben strutturata. Molto forti negli sportivi e negli action tattici, i Mkers devono però ancora crescere nei racing game ed è proprio attraverso questa nuova partnership con Mercedes Benz che la squadra italiana (ma non composta di soli italiani) proverà a strappare qualche coppa anche tagliando per prima il traguardo di un circuito automobilistico virtuale. L’alleanza con Mercedes (che già sponsorizza altri team internazionali come del resto fanno Ferrari e Lamborghini) permetterà ai Mkers di avere una presenza mediatica costante, e di poter sfruttare una nuova base operativa situata nel cuore di Roma.

Cosa è una gaming house?

Cosa è una gaming house?

Photogallery6 foto

Visualizza

Cos’è una gaming house?

Quella dei Mkers è la prima Gaming House dell’area, una sorta di impianto polisportivo per le competizioni digitali dove gli atipici atleti potranno, almeno secondo le intenzioni, allenarsi ma non solo. Avventurandosi tra le stanze della bellissima struttura ricavata nel primo piano di uno dei tanti palazzi storici della zona, ci si imbatte in aree dedicate all’allenamento, alla pianificazione tattica con i coach, in una cucina con tanto di cuoco prêt-à-porter, in un’attrezzatissima sala per lo streaming; addirittura in una stanza dove sono presenti dei letti per chi dovesse essere costretto a rimanere anche la notte. Il tutto costruito con enorme cura al dettaglio e di certo non al risparmio. Ci troviamo poi a pochi passi dal Circo Massimo, tra le ombre di gladiatori lanciati in biga, e con la giusta prospettiva puoi tenere d’occhio l’intera storia dello sport: quello sporco e feroce del passato fianco a fianco allo sforzo asettico dei campioni di Fifa, e fa pensare. Ma quando ti risveglio dall’incanto dettato dal luogo, quel che rimane è la sensazione di non avere del tutto a fuoco la situazione, di aver visto qualcosa a metà strada tra il set televisivo di un reality e un misterioso temporary shop; più una vetrina che un posto dove degli atleti possano inseguire un risultato.

Go big or go Home

Forse non siamo abituati noi a vedere cose del genere, non ancora almeno, oppure siamo talmente scemi da pensare che un ex magazzino scalcinato al Tufello o alla Garbatella, in quartieri più popolari, sarebbe stato più credibile rispetto a quanto realizzato in una zona così prestigiosa della città. É che i precedenti non sono poi così rassicuranti: da quando sono nati, gli eSport hanno sempre sofferto di una sorta di gigantismo, uno sfarzo spesso artefatto che non ha portato ai risultati sperati. Questo “go big or go home”, fallo in grande o lascia perdere dalla strafottenza statunitense, ne ha minato l’essenziale crescita organica, economica e organizzativa.Ma se l’eSport business deve ancora trovare una quadra, quello giocato ha già trovato il suo pubblico, i suoi campioni, la sua epica. Seguire i Mkers e tutti gli altri team italiani nella loro avventura, sarà uno spettacolo, Gaming House o meno.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti