auto d’epoca

Mercedes C111-II festeggia cinquant’anni di carriera

È passato mezzo secolo dal debutto della Stella a tre punte chiamata C111-II, un'icona tra le sportive e laboratorio per lo sviluppo del motore Wankel di Stoccarda. E sono numerose le caratteristiche comuni con la Vision Avtr, l'ultima showcar targata Mercedes

di Giulia Paganoni

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(Daimler AG)

È passato mezzo secolo dal debutto della Stella a tre punte chiamata C111-II, un'icona tra le sportive e laboratorio per lo sviluppo del motore Wankel di Stoccarda. E sono numerose le caratteristiche comuni con la Vision Avtr, l'ultima showcar targata Mercedes


4' di lettura

La C111-II è stata presentata 50 anni fa, nel marzo del 1970 alla 40esima edizione del Salone dell'automobile di Ginevra. Affascinante icona tra le supersportive e beniamina dei mass-media, dotata del motore rotativo in versione a quattro rotori M 950 F da 257 kW (350 cv) festeggia quest'anno un compleanno a cifra tonda, proprio quando debutta l'ultima concept futuristica del marchio di Stoccarda: la Vision Avtr.

Cinquant'anni dopo, il Dna del marchio non cambia
Oggi, a cinquant'anni di distanza dal debutto della C111-II, il futuro ha altre forme e nuove suggestioni: entra in simbiosi con lo stile dell'attuale showcar Mercedes presentata al Ces di Las Vegas proprio quest'anno, la Vision Avtr (acronimo di advantaged vehicle transformation), ispirata ad Avatar, il kolossal Hollywoodiano di James Cameron.

Mezzo secolo fa, la C111-II colpiva per la sua altezza (appena 1.120 millimetri) ed era considerata la nuova Ali di gabbiano con passo di 2.620 millimetri è dotata di una carrozzeria in materiale sintetico rinforzato con fibre di vetro. La velocità massima era davvero impressionante, soprattutto per l'epoca: 300 km/h. Ancor oggi, però, è una vettura che desta entusiasmo in chiunque la osservi (presso il museo Mercedes-Benz) per la verniciata nel caratteristico colore ‘Weißherbst' (dal nome di una nota qualità di vino rosato tedesco). E non solo; tra le caratteristiche ingegneristiche da sottolineare della C111-II, troviamo il motore Wankel a quattro rotori, un autentico propulsore da competizione. Lo sviluppo del design è iniziato nell'estate del 1969 sotto la direzione di Bruno Sacco e Josef Gallitzendörfer. Gli interni si distinguono per la loro estetica moderna. Questa vettura da sogno esprime la sua adattabilità all'impiego quotidiano, ad esempio, grazie alla grande disponibilità di spazio, che le consente di alloggiare una valigia grande e due valigie piccole.

Un grande successo: tutti la volevano
Molti facoltosi appassionati di auto sportive erano disposti a pagare somme elevate per una C 111, la progenitrice della C 111-II del 1970. Già nel 1969, a Londra, un appassionato di automobili offrì fino a mezzo milione di marchi tedeschi. Nei mesi successivi a Stoccarda arrivano perfino assegni in bianco. Il marchio tuttavia aveva sottolineato che la vettura sperimentale non era in vendita. Nella primissima fase della sua carriera, però, l'antesignana della C 111 (che Mercedes-Benz denominava internamente C 101) era destinata a un gruppo target completamente diverso: già nel 1963 si pensava ad un motore Wankel da utilizzare per una “piccola auto sportiva dal prezzo contenuto”, che si sarebbe collocata sotto la Sl ‘Pagoda' (W 113). Alla fine del 1968, questo orientamento si concretizzava in una “piccola vettura sportiva”, priva di marcate qualità sul versante del comfort, adatta anche ai rally e che doveva rivolgersi a un target di giovani. Ne fu conquistato anche l'artista americano Andy Warhol, che la scelse come icona ispiratrice di alcune delle sue opere.

Dal motore rotativo all'elettrico della Vision Avtr
Quattro motori elettrici ad alte prestazioni posizionati sulle singole ruote, tanti quanti le turbine rotative del Wankel che equipaggiava la C 111-II: l'attuale Vision Avtr incarna un'implementazione particolarmente agile della visione di una berlina di lusso dinamica.

Inoltre, la C 111 era futuristica per l'epoca non solo nelle sue forme. Si trattava infatti della prima automobile al mondo progettata al computer fin dalle sue basi. Gli ingegneri utilizzano a tal fine il metodo Esem (Elastostatic Element Method), una variante del Finite Element Method (Fem) sviluppata da Mercedes-Benz. La tecnologia digitale permetteva perfino il calcolo dei carichi dinamici. Secondo la stime di Mercedes-Benz, in tal modo era possibile accorciare di circa quattro mesi il periodo di sviluppo.

Seguirono gli anni e anche le sperimentazioni in casa Mercedes-Benz, che nel 2020 ha presentato a Las Vegas la Vision Avtr, una show car che combina tecnologia futuristica con ecologia e alta attrattiva e mostra come potrebbe essere un interno naturale del futuro. Al posto di un volante convenzionale, l'elemento di controllo multifunzionale nella consolle centrale consente all'uomo e alla macchina di fondersi. Posizionando la mano sull'unità di controllo, l'interno prende vita e il veicolo riconosce il conducente dal proprio battito cardiaco e dalla respirazione. Semplicemente sollevando la mano, una selezione di menu viene proiettata sul palmo dove il passeggero può scegliere intuitivamente tra diverse funzionalità. Ad esempio, la grafica 3D in tempo reale può essere utilizzata per esplorare il mondo immaginario di Pandora da diverse prospettive. Il modulo di visualizzazione curvo crea la connessione visiva tra i passeggeri e il mondo esterno.

Le caratteristiche della Vision Avtr
Con una potenza del motore combinata di oltre 350 kW, la Vision Avtr stabilisce un nuovo punto di riferimento per Eq Power. Grazie alla distribuzione intelligente e completamente variabile della coppia, la potenza dei quattro motori completamente controllabili individualmente è gestita solo nel miglior modo possibile in termini di dinamica di guida, ma soprattutto in modo altamente efficiente. L'innovativa trazione integrale con torque vectoring garantisce dinamiche di guida ai massimi livelli, fornendo allo stesso tempo la migliore sicurezza attiva possibile. Ciò significa che ogni ruota può essere guidata separatamente e a seconda della situazione di guida. Grazie alla possibilità di gestire asse anteriore e posteriore contemporaneamente o in modi opposti, il veicolo può muoversi lateralmente di circa 30 gradi. Il cosiddetto “movimento del granchio” conferisce al concept vehicle un aspetto simile a un rettile anche nel suo movimento. Per la prima volta, la viene adottata una rivoluzionaria tecnologia a batteria basata sulla chimica delle celle organiche a base di grafene, completamente priva di materiali preziosi e metalli. I materiali della batteria sono compostabili e quindi completamente riciclabili. In questo modo, la mobilità elettrica diventa indipendente dalle risorse fossili. Di conseguenza, Mercedes-Benz sottolinea l'elevata rilevanza di una futura economia circolare nel settore delle materie prime.

Auto da record
Dopo la C 111-II e la sua omologa con gruppo pianale in materiale sintetico, Mercedes-Benz non prosegue lo sviluppo della supersportiva con motore Wankel. Tuttavia, la stella di queste vetture sperimentali continua a brillare. Perché sulla loro base nascono auto da record di enorme successo, precisamente: la C 111-II D (1976), la C 111-III (1977) e la C 111-IV (1979). La Vision avtr il suo record lo eredita direttamente dal blockbuster da cui ha tratto ispirazione: uno dei film più visti e con il maggiore incasso nella storia del cinema.

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