il POST ZETSCHE

Mercedes, le sfide del nuovo ceo Ola Kaellenius

di Corrado Canali


L’ad di Mercedes Dieter Zetsche va in pensione: video-omaggio di Bmw al rivale

3' di lettura

Il saluto più difficile anche se dopo una bella vittoria lo ha fatto al Barcellona dopo aver visto l'ultimo GP di Spagna di Formula 1 della sua lunga gestione. Le Frecce d'Argento hanno dominato e gli uomini del team compresi i piloti Hamilton e Bottas lo hanno portato in trionfo. Poi gli è toccato il passaggio delle consegne: dopo 13 anni, Dieter Zetsche 66 anni ha lasciato il suo mandato al vertice di Daimler. L'ormai ex eco si è congedato dall'assemblea dei ben 6000 azionisti a Berlino che ha inaugurato il nuovo corso societario del Gruppo.
Infatti oltre al suo successore, Ola Kaellenius, è stata ratificata anche la nuova struttura dell'azienda. Daimler AG diventa la società controllante di Daimler Truck AG (bus e truck) e Mercedes Benz AG (auto e veicoli commerciali). Durante il suo mandato, Zetsche ha affrontato la crisi finanziaria, ma anche il momento difficile della separazione da Chrysler di cui è stato ceo per diversi anni, ma il suo operato è servito anche a fare di Mercedes il marchio premium n.1 al mondo.

Ora si presenta una nuova sfida per la Casa di Stoccarda: quella di ridurre le emissioni è l'obiettivo principale con la progressiva elettrificazione della gamma. All'indomani del passaggio di consegne Ola Kallenius non ha perso ulteriore tempo per annunciare quello che secondo lui l'anno in cui tutta la produzione Mercedes sarà “carbon neutral” ovvero completamente a zero emissioni: è il 2039. Per centrare l'obiettivo il programma è di vendere auto elettriche per oltre il 50% del portafoglio vetture. Un piano che coinvolge anche le fabbriche che dovranno diventare tutte “carbon neutral” o comunque alimentate da fonti di energia rinnovabile entro il 2022. Il piano, insomma, è di quelli ambiziosi non ha caso lo stesso Kallenius lo ha ribattezzato come Ambition 2039.

Quanto al capitolo investimenti per finanziare il suo programma Kallenius ha anticipato che verranno “trovati” da una dose massiccia di sacrifici. Si parla infatti di un consistente taglio di costi per oltre 6 miliardi entro il 2021, sforbiciata che a quanto pare non riguarderanno il prodotto. Come confermato, infatti, dallo stesso Kallenius al recente Salone di Shanghai, la gamma non verrà ridotta, ma piuttosto allargata quando la nuova famiglia delle elettriche EQ verrà completata. Un'offerta che potrà contare, dunque, su più di 40 tra modelli oltre ai rispettivi derivativi.

Intanto fra i primi tagli rientra la cessione del 50% di Smart ai cinesi di Geely chedal 2022 si occuperanno della produzione delle future Smart elettriche, mentre Daimler continuerà a curarne il design e offrirne le dotazioni tecnologiche più avanzata. Col risultato che l'accordo con Renault per la produzione congiunta di Twingo e di Smart Forfour è prossimo ad esaurirsi. Da stabilire cosa ne sarà della fornitura di motori da parte di Renault alla gamma delle compatte di Mercedes, la Classe A e i suoi numerosi derivativi. Fra i possibili tagli che Kallenius potrebbe prendere in considerazione ci sarebbe anche la presenza in Formula Uno, dove Mercedes non ha ormai rivali in grado di tenerle testa, mentre l'annunciato passaggio in Formula E potrebbe diventare una tipologia di investimento più logica in vista della svolta elettrica del brand della “stella”.

L'idea, poi, di risparmiare gran parte dei 500 milioni di euro all'anno che la Casa di Stoccarda spende per la presenza diretta in F.1, sarebbe utile alla “causa” di Kallenius, magari mantenendo una sorta di presenza come fornitore di motori e forse anche di telai dato in gestione consociata AMG e di conseguenza ritirarsi dal Circus a partire dal 2021. Tante carne al fuoco, ma la “strada” per Kallenius non può essere che questa per far sì che Mercedes possa restare ai vertici mondiali dell'offerta premium.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...