trent’anni

Mercedes SL «R129»: una macchina stupenda. E la 500 SL è praticamente perfetta

di Vittorio Falzoni Gallerani


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3' di lettura

L’estate di trenta anni fa è stata l’ultima in cui si è potuto ordinare una Merceds Benz SL (Sport Licht, ossia Sport Leggera: due affermazioni, in questo caso, quantomeno azzardate) della serie R107, la cosiddetta «Panzerwagen», rimasta in listino per diciotto anni; un successo che, ancora nel 1989, perdurava immutato tanto che la Casa di Stoccarda decise di sostituirla più per raggiunti limiti di età che per ragioni di mercato. Una situazione che permise di rifinire ed ottimizzare la sostituta (contrassegnata dalla sigla R129) come poche volte era accaduto anche ai perfezionisti ingegneri della Mercedes; il risultato fu strabiliante: un’auto che riuscì a cancellare da un giorno all’altro il ricordo del modello uscente nonostante fosse stato protagonista della strepitosa vita commerciale cui si è accennato.

Pochissimi furono, infatti, i tradizionalisti che rimpiansero per un periodo di tempo, che risultò poi molto breve, le linee indubbiamente più ricche della 107, ornata come era di abbondanti cromature stile Anni 70; e in effetti l’unico aspetto della nuova nata che poteva, all’epoca, lasciare sconcertati era la linea. Di una purezza estrema, inusitata in un segmento di mercato così edonistico, non ostacolò il boom di vendite di questa nuova SL essenzialmente per due motivi: il carisma indiscutibile del archio ed una bellezza intrinseca, pur in una forma così essenziale, che si può apprezzare molto meglio oggi di allora.

Poche auto, infatti, o forse nessun’altra, sono invecchiate così bene: merito dell’intuizione del «maestro» Bruno Sacco, della cui carriera quest’auto è da considerarsi il capolavoro assoluto; crediamo si possa affermare addirittura che non sia invecchiata per niente dal momento che ci pare molto più attuale ed elegante della R230 che l’ha sostituita. Un’attualità che non viene in alcun modo inficiata dalla meccanica, moderna ed efficiente, che muove queste eleganti decapottabili; quando nacquero, al Salone di Ginevra del Marzo 1989, proveniente dalla serie R107 fu conservato il solo sei cilindri in linea monoalbero da tre litri per la versione d’accesso: fresco di debutto meno di quattro anni prima ebbe l’unico torto di sviluppare «solo» 190 CV che non consentono alla versione così equipaggiata, la 300 SL, di fornire prestazioni consone alle aspettative della sua clientela.

Accanto ad esso venne offerta, così, una versione con testata bialbero e quattro valvole per cilindro da 231 CV che, sulla 300 SL-24, risolve il problema, soprattutto se combinata con il cambio manuale a cinque marce disponibile su queste sei cilindri in alternativa all’automatico a quattro rapporti; presenza, quest’ultima, non aggirabile dai tanti che scelsero il massimo e cioè la poderosa 500 SL da 326 CV; un aumento di potenza, rispetto alla omonima progenitrice, di una ottantina di cavalli spiegabile con l’adozione delle testate a quattro valvole al culmine di un lavoro di riprogettazione dell’intero motore che ne lasciò invariato solo lo schema ad otto cilindri a V di 90°.

Un’automobile pressoché perfetta, anche secondo il metro attuale, da preferire alla ancor più esclusiva 600SL, disponibile dal Luglio 1992, sulla quale si era riusciti ad incuneare il magnifico V12 da 395 CV nato l’anno prima per equipaggiare la versione di punta delle ammiraglie SE e SEL: dal funzionamento «elettrico», nel mondo reale esso offre ben poco di più del V8 a parte la magia del frazionamento che lo fa entrare di diritto nel Gotha del motorismo mondiale.

Dopo il cambio di nome nel 1993 che sposta la sigla SL da dietro a davanti al riferimento alla cilindrata, un primo restyling ha luogo in occasione del Salone di Francoforte del 1995: calandra a sei barre invece di sette, trasparenti dei fanalini bianchi anziché arancione e, soprattutto, colorazione uniforme della carrozzeria; addio, quindi, al caratteristico schema bicolore lucido/satinato tono su tono che tanto aveva caratterizzato la prima versione. All’interno nuovi i sedili, il volante ed i pannelli porta; cambiano anche le forme dei fascioni paraurti, che cambieranno ancora nell’ultimo restyling del 1998; nel frattempo, sulla R129 vi era stata una girandola di motori di varie cilindrate accomunati però da una importante caratteristica: una insuperabile piacevolezza di guida.

La Merceds Benz R129 lascia le catene di produzione nel 2001 dopo oltre 200mila esemplari costruiti; salvo alcune versioni particolari, essenzialmente quelle curate dalla AMG, è quindi improbabile un’impennata delle quotazioni come quella avuta da alcune sue progenitrici; tuttavia l’aspetto da valutare, in questo caso, ci pare un altro ed è, a nostro parere, ancora più importante: per meno di ventimila euro, ci si può assicurare oggi una spider rifinita come nessuna, dal comportamento su strada moderno, e cioè sicuro e confortevole, e con un andamento del suo valore certamente al rialzo; magari senza strappi, come il suo incedere sull’asfalto, ma anche senza sgradite sorprese.

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