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Merci, corsia ultra veloce tra Gioia Tauro e Bologna

di Marco Morino

Il progetto. I fast corridor possono essere stradali, ferroviari o multimodali e prevedono la tracciabilità della merce tramite il rilevamento della posizione dei vettori (nella foto: il porto di Gioia Tauro)

4' di lettura

Nasce un fast corridor (corridoio veloce) ferroviario tra il porto marittimo di Gioia Tauro, in Calabria e l’interporto di Bologna. Ne dà notizia l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (Adm). Nell’operazione risultano coinvolti operatori di primo piano. Il gestore del viaggio è la società Medlog Italia, di proprietà del gruppo Msc di Gianluigi Aponte, tra i leader mondiali nel trasporto marittimo di container. Medlog Italia si avvale di due imprese ferroviarie: Medway Italia, cioè la compagnia ferroviaria del gruppo Msc e Ferrotramvia. La tratta ferroviaria parte dal nodo logistico portuale gestito dalla società Medcenter container terminal (sempre del gruppo Msc) e termina presso il nodo logistico di destinazione della società Terminali Italia (Gruppo Fs). Il corridoio è lungo oltre mille chilometri.

Fast corridor: Italia apripista

Grazie all’utilizzo dei fast corridor è possibile trasferire la merce di origine extra Ue ed espletare le procedure doganali di importazione presso un nodo logistico di destino (in questo caso Bologna) differente dal porto di entrata della merce (in questo caso Gioia Tauro). La procedura permette di evitare eventuali colli di bottiglia legati alla congestione delle banchine portuali, spostando l’ufficio presso il quale avviene il disbrigo delle operazioni doganali. In definitiva, i fast corridor migliorano l’efficienza e la rapidità del processo logistico, facilitando le operazioni doganali e velocizzando il trasferimento della merce verso la destinazione finale.

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Maurizio De Rosa, national project manager dei fast corridor in servizio presso la direzione organizzazione e digital tranformation dell’Agenzia delle Dogane, riassume al Sole 24 Ore i punti salienti della procedura: «L’Italia è stata apripista tra i paesi dell’Unione europea nella creazione dei fast corridor, attivati sin dal 2015. Ad oggi, nessun altro Paese della Ue riproduce un modello così efficiente e performante. Adm ha investito importanti risorse per digitalizzare le proprie procedure ed è sempre in prima linea nelle attività pilota della Ue. I fast corridor possono essere stradali, ferroviari o multimodali, e prevedono la tracciabilità della merce in movimento attraverso il rilevamento della posizione dei vettori, grazie alle piattaforme di monitoraggio. Tutte le eventuali anomalie riscontrate durante il percorso generano degli alert, che sono inviati ai soggetti preposti al controllo. È dunque sempre possibile – aggiunge De Rosa - verificare in tempo reale il punto esatto in cui si trova la merce, conoscere in anticipo il suo arrivo e organizzare le operazioni logistiche connesse».

«L’agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli è, al momento, l'unica autorità doganale tra gli stati membri dell'Unione europea che ha sviluppato una tecnologia digitale e geosatellitare per consentire ai containers di essere trasportati dal porto dove vengono scaricati all'area dove verranno sottoposti ai controlli doganali. Questi corridoi ferroviari prevedono quindi un controllo attraverso tecnologie digitali in grado di verificare in ogni momento lo spostamento delle merci, ma anche di generare eventuali allarmi nella nostra sala operativa», spiega Marcello Minenna, dirigente generale dell’Agenzia delle Dogane.

Commenta Federico Pittaluga, amministratore delegato di Medlog Italia/Medway Italia: «Senza il contributo decisivo dell’Agenzia delle dogane non sarebbe stato possibile realizzare un’iniziativa così strategica. Oggi, su Gioia Tauro, incide un network ferroviario radiale da/per Nola, Bari, Bologna e Padova. Entro fine anno prevediamo di effettuare 600 treni da Gioia Tauro, movimentando complessivamente via ferro circa 26mila teu. L’obiettivo del 2023 è salire a circa mille treni, ampliando così il ruolo dello scalo calabrese da piattaforma di transhipment a porto di arrivo e partenza caratterizzato da potenzialità di sviluppo logistico molto importanti».

Una spinta all’intermodalità

I fast corridor rappresentano il fiore all’occhiello dell’Agenzia delle dogane, perché garantiscono piena interoperabilità degli attori coinvolti nella catena di approvvigionamento delle merci. Il fast corridor consente di prolungare virtualmente la banchina del porto a migliaia di chilometri di distanza. I vantaggi sono inestimabili: il processo è interamente digitale; nessuna procedura è cartacea; tutti i servizi informatici sono forniti da Adm e sono integrabili con quelli aziendali. Osserva De Rosa: «Nel caso di Gioia Tauro, siamo in presenza di un accordo particolarmente rilevante, perché è il primo fast corridor che interessa un porto del Mezzogiorno e il più lungo finora mai attivato».

L’accordo Gioia Tauro-Bologna esalta il concetto di intermodalità perseguito dal governo, cioè promuovere il trasporto della merce con modalità più sostenibili (in questo caso: nave+treno). Dice Pittaluga: «Grazie a questa nuova importante tratta, che rafforza ulteriormente la leadership del porto di Gioia Tauro a livello italiano e Mediterraneo, permetteremo alla merce di arrivare a destinazione in modo rapido e controllato, rendendo sempre più competitivo il trasporto intermodale». L’accordo potenzia anche l’attenzione su una delle attività fondamentali dell'Agenzia: il contrasto all'illecito, che può contare su sistemi sempre più evoluti e traccianti.

A oggi, sul territorio nazionale sono attivi 22 fast corridor, 15 ferroviari e 7 su strada, coprono una rete di oltre 5mila chilometri e movimentano circa 20mila container all'anno, con previsione di forte espansione. I fast corridor ferroviari coinvolgono i porti di Genova, La Spezia e Ravenna con i terminal interni di Rivalta Scrivia, Melzo, Padova, Rubiera, Marzaglia e Bologna. Ora si aggiunge Gioia Tauro.

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