libero scambio

Mercosur, Ue e Sud America salutano «un traguardo storico»

di Stefano Carrer


default onloading pic

2' di lettura

OSAKA - Stretta tra l’unilateralismo neoprotezionistico americano e gli strali di Putin sull’obsolescenza della liberaldemocrazia, l’Unione Europea ha trovato il modo di distinguersi al G20 come campione del libero commercio, del multilateralismo e della protezione ambientale. I leader europei presenti si sono uniti a quelli sudamericani nel salutare il raggiungimento dell’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur come un traguardo storico: un accordo che invia al mondo intero un messaggio in favore non solo del free trade, ma del libero commercio anche come strumento per una politica contro i cambiamenti climatici. Lo ha sottolineato il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, che ha parlato di «momento veramente storico» - che chiude negoziati iniziati esattamente 20 anni fa - nel quadro di precisi impegni tra i Paesi aderenti per «un’effettiva attuazione degli accordi di Parigi» e per «fermare la deforestazione dell’Amazzonia». Il presidente argentino Mauricio Macri - reduce dall’ennesimo incontro con la direttrice dell’Fmi Christine Lagarde - ha parlato anch’egli in termini di evento epocale («Una delle poche buone notizie degli ultimi tempi»).

«Quando abbiamo firmato l’accordo con il Canada, CETA, eravamo stati criticati come se non avessimo voluto combattere i cambiamenti climatici. Oggi il Canada è uno dei più grandi sostenitori dell’accordo di Parigi», ha detto Juncker, che si è anche compiaciuto di annunciare che domani ad Hanoi sarà firmata l’intesa di liberalizzazione su commercio e investimenti tra Ue e Vietnam, rimasta in stallo un paio d’anni. Un accordo che potrebbe porre le basi per facilitare un negoziato con l’intera area Asean.

Senonché il Free Trade Agreement con il Mercosur si profila più controverso di quello con il Giappone entrato in vigore cinque mesi fa: l’approvazione finale dei singoli Paesi membri e del Parlamento Ue non appare semplice, per le opposizioni espresse in particolare dal settore agricolo e da associazioni di consumatori e ambientalisti. Opposizione che potrebbe essere cavalcata da ambienti politici, anche in Italia, e generare nuove incomprensioni con Bruxelles. Facile prevedere che si profili una divaricazione tra entusiasmo di Confindustria e le riserve di Federalimentare (che aveva criticato persino l’intesa con il Giappone, che sta già dando forti benefici ai nostri produttori alimentari).

Il premier Giuseppe Conte è ottimista: «I negoziati non si improvvisano: questo è durato vent’anni. Ci sono prerogative nazionali dei parlamenti per la ratifica. Alcune preoccupazioni che accompagnano questi accordi ci sono sempre, ma dal punto di vista del controllo sanitario, delle verifiche, la Ue non è seconda a nessuno. Ci sono tutte le più ampie garanzie, non solo a tutela degli interessi dei nostri produttori, ma anche della sicurezza dei nostri consumatori». Lapidario il ministro dell’Economia Giovanni Tria: «Per me tutti i Free Trade Agreements sono positivi». Juncker ha detto che, anche se occorre fare compromessi, «i nostri settori più sensibili sono protetti da quote e periodi scaglionati di implementazione».Inoltre «sulla sicurezza alimentare il principio di precauzione è incluso nel testo, le indicazioni geografiche saranno tutelate e aboliti i dazi su vino e olio di oliva».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...