Distribuzione

Meregalli: fatturato oltre gli 80 milioni (+22% sul 2019)

Il ceo Marcello Meregalli commenta gli ottimi risultati del Gruppo leader nella distribuzione di vini e spirits e illustra le strategie per il futuro

di Giambattista Marchetto

In enoteca: il ceo Marcello Meregalli (a destra) con il dg Corrado Mapelli

4' di lettura

Numeri da record nel bilancio 2021 di Gruppo Meregalli. Le aziende che fanno capo a Marcello Meregalli – due delle quali, Meregalli Giuseppe e Meregalli Spirits, fresche di trasformazione in Spa – hanno infatti raggiunto e superato gli 80 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 38% sul 2020 e del 22% sul 2019.

«Di fatto abbiamo recuperato il nostro ritmo di crescita a due cifre», osserva con soddisfazione Marcello Meregalli, quinta generazione della famiglia alla guida della realtà leader in Italia per la distribuzione di vino e spirits. Perché dopo il -11% del bilancio 2020 era pressoché scontato tornare in positivo, viste le dinamiche di mercato nella seconda fase della pandemia, però il balzo del 2021 ha di fatto doppiato i consueti incrementi del gruppo e dunque ha compensato l'annus horribilis segnato dal Covid. Se non ci saranno altre sorprese, il 2022 appena iniziato potrebbe alzare ancora l'asticella dei record.

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«L'anno è iniziato molto bene – conferma il ceo – e il cambio di registro nella comunicazione della pandemia potrebbe dare una pinta ulteriore agli acquisti dell'horeca (hotel, bar, ristoranti e catering, ndr), che possono essere pianificati con anticipo se ci sono delle certezze per la bella stagione. Ci aspettiamo un ottimo risultato sull'anno, perché il mercato è cambiato completamente: la pandemia lascia in eredità una consapevolezza nuova del bere bene. E se l'alta gamma non vede crisi, sulla fascia più bassa potrebbero pesare inflazione e caro-bollette».

Investimenti su cantine e mixology

Il recupero del 2021 è dettato dagli ottimi risultati nella distribuzione, ma anche dalle strategie di investimento del gruppo sempre più orientate all'ampliamento della filiera.Il 2021 ha infatti portato rilevanti novità sul fronte produzione, dato che Meregalli ha concluso nuove acquisizioni entrando nel capitale dell'azienda vinicola friulana Ronc dal Diaul (in partnership con Joe Bastianich) e della cantina 1701 in Franciacorta, oltre ad ampliare il settore mixology con l'ingresso in VolØ, azienda che produce spirits e liquori no alcol.

Tappe di rafforzamento che aggiungono pezzi a un puzzle già composto da Tenuta Fertuna in Maremma (100% in proprietà), dal progetto 385 costruito a quattro mani con Ciacci Piccolomini d'Aragona di Montalcino e dalla Marchese D'Azeglio in Piemonte, con una piccola quota nell'azienda controllata dalla famiglia Bonomi.

«Questo percorso incarna una scelta strategica verso cui ci siamo orientati negli ultimi anni – rimarca il ceo Marcello Meregalli – perché abbiamo scelto di investire al fianco di alcuni partner, accompagnandone la crescita produttiva. In 1701 abbiamo una quota minoritaria, ma l'iniezione di capitale porterà ad un ampliamento e soprattutto allo sviluppo dell'hospitality. Abbiamo scelto di sostenere il progetto con Bastianich in Friuli per avere a disposizione nuove referenze in regime biologico. E anche l'ingresso in VolØ è dettato dalla spinta verso gli spiriti analcolici».

«In ogni operazione noi portiamo in dote la nostra potente piattaforma commerciale, ma anche una conoscenza approfondita della domanda sul mercato che può indirizzare il lavoro in produzione».

Meregalli prevede di allocare circa mezzo milione di euro l'anno per questi investimenti, con l'obiettivo minimo di ricavo a un milione per esercizio: «Al di là del ritorno dell'investimento, che in alcuni casi può essere a lungo termine – spiega – per noi questo è anche un modo per stabilire relazioni che vadano oltre la collaborazione commerciale, perché un socio non lo puoi liquidare con l'interruzione di un contratto, magari per il cambio di un manager. Noi ragioniamo dunque su una partnership totale, più stabile».

«Su scala internazionale il sogno sarebbe metter piede in Champagne – ammette Meregalli – ma per noi oggi sono operazioni troppo grosse, mentre più realisticamente puntiamo a mettere radici per la parte commerciale nel negoce di Bordeaux, saltando un passaggio».

Spinta da bollicine e gin

L'analisi del bilancio delle aziende della famiglia Meregalli – che nel 2021 hanno movimentato 5 milioni di bottiglie – mostra in filigrana le tendenze di mercato. Nell'ambito off trade il risultato è ottimo, con un aumento di fatturato del 38% in due anni, il settore “privati” che raggiunge il +77% e un ‘ecommerce' ancora impetuoso.

Il comparto dell'on trade rimane solido e nel 2021 ha registrato una lieve crescita se paragonato all'eccezionale 2019, grazie alla ripartenza dell'horeca dopo le chiusure del 2020.

Se Champagne e spumanti sono i più venduti in Meregalli Wines, interessante l'evoluzione di Visconti 43: nata nel 2017 con focus su piccole cantine e mondo dei “vini non convenzionali”, ha raggiunto 5 milioni di fatturato (+117% sul 2019).

Il gin è invece il distillato più ricercato nei cataloghi di Meregalli Spirits, società che nel 2021 registra un aumento di fatturato del 40% rispetto al 2019.
Anche le consociate estere Meregalli – France, Suisse e Monaco - confermano il trend positivo con un fatturato che torna a crescere rispetto all'ultimo anno pre-pandemia, il 2019.

Investimenti costanti, ma niente apertura del capitale

Verso la fine del 2021 è stata perfezionata l'acquisizione di un centro, vicino al polo logistico principale, dedicato a formazione e attività pubbliche b2b e b2c.
«Dopo due anni di pochi eventi e fiere, abbiamo scelto di puntare su un nuovo modello di eventisitica per promuovere Meregalli e soprattutto per ospitare aziende partner», spiega il ceo.Progettualità importanti, che al momento non prevedono un'apertura del capitale. «Qualcuno ci ha approcciato – conferma Meregalli – sia fondi che grossi gruppi esteri con cui lavoriamo, ma al momento non prevediamo operazioni di questo tipo. Oggi i fondi stanno cambiando approccio, sono meno mordi-e-fuggi, ma potremmo essere interessati a partnership con private office di famiglie o grandi aziende che credano nel progetto e ne facciano un investimento di lungo termine».

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