crisi industriali

Meridbulloni, la Sbe di Vescovini si impegna ad assumere 65 lavoratori

Ma la Fiom critica il metodo adottato e annuncia che non firmerà alcun accordo

di Vera Viola

(ANSA)

2' di lettura

Una svolta per i dipendenti della Meridbulloni di Castellammare di Stabia. Nel corso dell’ultima videoriunione del tavolo tecnico convocato dal Mise, è stato annunciato un piano di reimpiego: l’imprenditore Alessandro Vescovini si è impegnato ad assumere entro la fine della settimana 65 degli 82 operai in uscita da Meridbulloni. Gli altri 17 hanno accettato le condizioni poste dal gruppo Fontana, proprietario della fabbrica, che ha deciso di trasferire la produzione alla Ibs di Buttigliera Alta, in provincia di Torino. Ma la Fiom critica il metodo adottato e annuncia che non firmerà alcun accordo con i nuovi investitori.

La proposta dell’imprenditore emiliano

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Il gruppo Fontana ha annunciato la chiusura della fabbrica di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli il 18 dicembre offrendo l’unica possibilità di un trasferimento a Torino. Da allora i dipendenti sono in agitazione e presidiano il sito. La svolta si è presentata nel corso dell’incontro del primo febbraio quando è stata presentata la proposta di Vescovini. «I lavoratori verranno assuntià dalla Sbe del gruppo Vescovini, dopo un periodo di un anno circa di formazione qualificata a Monfalcone, con assicurati vitto, alloggio e rientro a casa una volta al mese». Al termine della formazione, ritorneranno nell'area stabiese. L’imprenditore ha anche assicurato che «tutti gli operai saranno assunti come dipendenti di terzo livello».

Obiettivo produrre bulloni in area stabiese: intanto cercasi capannone

Vescovini sollecita intanto Mise, Regione Campania e Comune di Castellammare di Stabia a mettere in atto tutte le misure per consegnargli un capannone o un fabbricato in cui avviare l'industria. «Sono disposto a pagare l'affitto», avrebbe precisato, a quanto sembra (secondo fonti sindacali) pagando fino a 1300 euro al mese. L'imprenditore emiliano ha anche annunciato che investirà 8 milioni nei macchinari. Per la struttura, chiede che sia localizzata «possibilmente in zona Asi, usufruendo delle agevolazioni della Zes o di altre misure per il credito di imposta». Misure che dal Comune di Castellammare alla Regione Campania al Mise sarebbero tutti disposti ad adottare.

Fiom Napoli: «Era già tutto deciso, non c’è stata alcuna trattativa»

Antonio Santorelli, responsabile per la Fiom Napoli dell’area torrese stabiese, che ha seguito la vertenza sin dalle prime battute e segue l’azienda Meridbulloni da oltre dieci anni, si dice sconcertato: «Non abbiamo visto un vero e proprio piano industriale, ma solo una dichiarazione di intenti. Tutto fa perno sulla promessa di assunzione di 65 unità, ma non c’è certezza che l’attività parta realmente. I lavoratori al momento vengono assunti per andare a Monfalcone. Dove sorgerà la fabbrica? L’imprenditore ha posto condizioni chiare: area asi, zes e con incentivi. E ancora, quale contratto proporrà? Su tutti questi punti si doveva trattare». Santorelli conclude: «A queste condizioni non firmeremo alcun accordo».

Assessore regionale Marchiello: «Stiamo cercando la fabbrica»

«È importante fare il possibile per attrarre investimenti – dice Antonio Marchiello, assessore regionale allo Sviluppo Economico – serve un impianto di 10mila mq ampliabili in area zes. Stiamo cercando in area torre-stabiese, in asi di Napoli e di Caserta». Per Marchiello la priorità è assicurare lavoro a 65 famiglie e la Regione intende fare il possibile per favorire l’investimento dell’imprenditore del Nord.

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