INTERVENTO A DAVOS

Merkel critica Trump: «Isolarsi non aiuta, il populismo è un veleno»

di Gianluca Di Donfrancesco

Angela Merkel a Davos (Afp)

2' di lettura

DAL NOSTRO INVIATO
DAVOS - L'eco dei dazi imposti dagli Stati Uniti su lavatrici old economy e pannelli solari new economy è ancora forte a Davos, quando la cancelliera tedesca Angela Merkel prende la parola in una sala congressi che pende dalle sue labbra. Merkel parla con la solita flemma, ma non delude: «Oggi - scandisce - cento anni dopo la catastrofe della Grande Guerra, dobbiamo chiederci se abbiamo imparato la lezione della storia, e a me pare di no». La risposta alle carenze del commercio internazionale, alla mancanza di reciprocità e alle violazioni delle regole da parte di alcuni, «non è l'isolazionismo», afferma Merkel, ma al contrario occorre cercare «rimedi multilaterali, non seguire un percorso unilaterale, protezionista».

Quella di oggi doveva essere la giornata dell'orgoglio europeo e della difesa del sistema multilaterale, in attesa che venerdì arrivi al World Economic Forum il nemico dichiarato della globalizzazione, il presidente statunitense Donald Trump. E nelle parole della Merkel lo è stata. Anche quando ha definito «un veleno» il populismo che spinge gli Stati a chiudersi in sé stessi.
Sostenuta con decisione la difesa del multilateralismo e della cooperazione, Merkel passa alle sfide dell'Europa. «Abbiamo bisogno –spiega - di rafforzare l'euro, dobbiamo avere un'Unione europea sempre più integrata, completando l'unione bancaria e sviluppando una politica estera comune che ci permetta di confrontarci con Paesi come Usa, Cina e India». In questo senso, se la decisione del Regno Unito di abbandonare l'Unione suscita rammarico, dice Merkel, d'altro canto ci ha spinti a concentrarci sui problemi importanti e l'elezione del presidente francese Emmanuel Macron ha prodotto un nuovo impeto. Dobbiamo guardare avanti, ha detto Merkel, «la crisi dell'Eurozona non è alle spalle, ma è sotto controllo, ora dobbiamo fare passi avanti e creare un mercato digitale».

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L'obiettivo è rispondere al monopolio dei big data esercitato «dalle grandi società statunitensi che accedono a un'enorme mole di dati. Ma chi controlla questi dati? Gli europei non hanno ancora deciso come gestire questo problema, il pericolo è che arriviamo tardi».
Merkel insiste molto sulle nuove tecnologie, senza tralasciare i pericoli che comportano e i rivolgimenti sociali che innescano. Per gestire il problema, secondo la cancelliera, la strada da seguire è costruire in Europa un'econmia sociale di mercato, sul modello della Germania.

Sulla Brexit, Merkel aggiunge che l'Europa è aperta alla partnership con il Regno Unito dopo il divorzio, «quanto questa partnership sarà stretta, dipende da loro».

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